GDPR e ccTLD: le intenzioni dei Registri UE

Il 46% dei Registri ccTLD europei intende nascondere alcune informazioni Whois. I dettagli della lettera inviata all'ICANN in merito al GDPR.

Il CENTR ha mandato una lettera all'ICANN in merito alle policy GDPR

Il tema “GDPR e domini” rimane ancora uno dei più seguiti dai portali specializzati. Domain Incite ci informa ad esempio di una lettera inviata dal CENTR (Council of European National Top Level Domain Registries) all’ICANN e nella quale si offre una panoramica circa i processi di elaborazione/attuazione delle vigenti policy di trattamento dei dati e delle possibili modifiche da effettuare in ottica GDPR.

Come abbiamo visto in una precedente news, lo stesso ICANN non sa ancora bene come prepararsi all’avvento della normativa UE ed ha consigliato a Registrar e registri di condividere qualsiasi informazione che sia in grado di aiutare l’industria ad elaborare una policy comune. In pratica “si navigherà a vista”, almeno fino a quando non ci saranno informazioni sufficienti come le sentenze delle corti di giustizia, il che potrebbe richiedere alcuni anni ed anche la sostituzione di Whois.

Ma veniamo ai risultati dell’inchiesta effettuata lo scorso Giugno 2017 e rivolta a 28 membri del CENTR:

In a recent survey (June 2017), we asked which measures ccTLDs plan to take to make their public WHOIS GDPR-compliant:

• Hide certain data fields – 13 (46.4%)

• Limit volume of WHOIS access per user – 6 (21.4%)

• Limit range of WHOIS access (e.g. only own handles) – 1 (3.6%)

• Revise agreements or general terms and conditions with registrars – 8 (28.6%)

• Revise agreements or general terms and conditions with other parties – 9 (32.1%)

• Other – 3 (10.7%)

• NA – 7 (25%)

Breve analisi dei risultati

La proposta che ha ottenuto il maggior numero di preferenze è quella che prevede l’offuscamento di alcune informazioni visibili con Whois che resteranno consultabili solo da forze dell’ordine ed altri soggetti autorizzati – una misura per la verità già adottata dai Registri dei gTLD geografici .AMSTERDAM e .FRL che si sono “guadagnati” un richiamo ufficiale da parte dell’ICANN, in base ai contratti vigenti non è ancora possibile attuare tali restrizioni.

Al 32.1% ed al 28.6% troviamo i classici tavoli di discussione (rispettivamente con i registrar ed i soggetti di terze parti) che difficilmente riusciranno a produrre risultati entro il 28 Maggio 2018 (entrata in vigore del GDPR). Al 21% troviamo infine la limitazione del numero di query Whois, espediente probabilmente pensato per prendere tempo in attesa di policy più dettagliate.

Il CENTR effettuerà altre inchieste ed aggiornerà prontamente l’ICANN. Sarà interessante confrontare le prossime risposte con quelle del report di Giugno.

Fonte: 1

 

 

 

 

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