GDPR: i timori delle aziende ed il ruolo delle IA

Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) prevede numerosi "obblighi". E ad aiutare le imprese potrebbero pensarci le IA.

Unione Europea e GDPR

Il 25 Maggio 2018 debutta ufficialmente la GDPR (General Data Protection Regulation) o Regolamento generale sulla protezione dei dati in base al quale le informazioni sensibili dei cittadini UE saranno maggiormente tutelate.

Per quanto riguarda invece le imprese, si prospetta un periodo molto delicato, come del resto avviene con l’introduzione di nuove normative/regole. Oltre alla tutela dei dati, le imprese dovranno sempre essere a conoscenza del luogo cui questi ultimi si trovano. Per chi contravverrà alla GDPR si prospettano multe salate: 20 milioni di euro o il 4% delle entrate annuali (a livello globale).

Trattandosi inoltre di una norma che interessa qualsiasi impresa (chiunque “operari” sul territorio UE, il che impone tanto ad una startup con sede a New York che ad una con sede a Roma gli stessi obblighi) vi sono ben poche soluzioni per aggirare il GDPR. E le compagnie, in base a recenti sondaggi (fonte: Veritas) sono abbastanza preoccupate. I principali timori dei “piani alti” derivanti dal non rispetto delle normative sono i seguenti (di fianco la percentuale del campione che ha optato per ciascuna risposta):

  • 8% – perdita di quote di mercato a favore della concorrenza (chi si adeguerà con successo alle normative);
  • 8% – azioni legali intraprese dagli investitori a seguito di un furto dei dati (data breach);
  • 12% – perdita di valore del brand a seguito della copertura mediatica avversa (social, tv etc.);
  • 18% – chiusura dell’attività per via delle sanzioni da pagare in caso di trasgressione delle regole;
  • 19% – perdita dei clienti a seguito della copertura mediatica avversa (social, tv etc.);
  • 21% – taglio dei posti di lavoro a seguito del pagamento delle sanzioni.

Solo il restante 11% (un 2% ha dichiarato di non sapere cosa rispondere) ha affermato di essere pronto all’entrata in vigore del GDPR.

I vendor preparano servizi GDPR ready

I vendor, dai più noti come IBM e Kaspersky fino ad altri meno conosciuti (MobileIron, Qualys), hanno naturalmente “captato” il potenziale affare e stanno preparando adeguate soluzioni pensate per rendere meno oneroso il rispetto delle normative UE.

IBM conta ad esempio di appoggiarsi alla scienza dei dati ed al machine learning per offrire una piattaforma software in grado di consentire anche a chi lavora nel campo dei Big Data di non infrangere le regole. Informatica prevede ugualmente di aiutare le imprese appoggiandosi alla propria piattaforma di intelligenza artificiale. La cosidetta Data Governance and Compliance Solution si pone l’obiettivo di tenere aggiornati i vari dipartimenti di un’azienda sulle questioni riguardanti GDPR (business line, IT e team di sicurezza).

Quel che è certo, afferma il CEO Veritas, è che GDPR sarà indubbiamente un “evento chiave” del 2018 anche perchè interessa i data center ed il cloud, dove da sempre circolano innumerevoli quantità di dati. Con l’approssimarsi della fatidica data sentiremo sempre più di frequente parlare di GDPR. Le imprese sono state avvisate.

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