Google Accelerated Mobile Pages arriva a Febbraio

Ad alcune settimane dallo sbarco ufficiale sul Web, ecco un sintetico punto della situazione sull'iniziativa opensource Google AMP 

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Accelerated Mobile Pages (AMP) è il progetto opensource che Google ha presentato lo scorso Ottobre 2015. L’obiettivo principale dell’iniziativa, come suggerisce il nome, è quello di velocizzare il caricamento dei siti web da mobile. Come afferma il portale High Scalability, la mossa di Mountain View mira anche a tutelare gli interessi della compagnia: se il web mobile ha un problema anche Google ha un problema – l’editorialista si riferisce senza troppi giri di parole alle rendite derivanti dalla pubblicità online (advertising).

Google ha diversificato già da alcuni anni il proprio business ma i guadagni più consistenti derivano sempre dall’advertising: con pagine attualmente comprese tra i 2MB ed i 10MB (!) e nelle quali lo spazio occupato dai contenuti si attesta sui 90-100KB, il futuro del web da mobile appare segnato – gli utenti che non dispongono di connessioni dati o adsl adeguate sono la maggioranza e, come gli internauti più fortunati che dispongono di 4G e banda ultralarga, non sono disposti a tollerare caricamenti “infiniti” (in generale la pazienza dell’internauta dura pochi secondi).

L’alleggerimento delle pagine web poggia sui seguenti quattro pilastri del progetto:

  • una libreria condivisa di script per evitare il download continuo di questi ultimi (es: il codice relativo alla visualizzazione di un tweet presente nella libreria sarà scaricato solo una volta dal browser);
  • caching e prefecthing dei contenuti in aree geografiche il più vicino possibile all’utente – compito che può essere svolto tanto da Google (che pare offra a titolo gratuito l’utilizzo della propria infrastruttura) quando da qualsiasi altra CDN;
  • una standard definito per l’advertising in modo da salvaguardare “il peso” delle pagine web ed evitare l’invasione della pubblicità;
  • un sistema condiviso per la raccolta di dati per abbandonare l’impiego di determinati pacchetti aggiuntivi online e ridurre ulteriormente le dimensioni delle pagine.

AMP, alcuni dettagli tecnici

Per quanto riguarda questioni più tecniche riguardanti AMP, riportiamo alcune delle osservazioni dell’editorialista di High Scalability:

  • l’approccio adottato da AMP punta all’eliminazione del codice superfluo ed al raggiungimento di un’efficienza ottimale fornendo una serie di moduli base (code primitive modules) dai quali è possibile sviluppare la pagina web;
  • JavaScript non è presente nel file AMP che identifica semplicemente le “chiamate” ai javascript runtime components;
  • AMP è considerabile come una sorta di HTML realizzato con JavaScript –  ma le pagine AMP non sono HTML perchè in assenza della libreria JavaScript non possono essere caricate. Alcuni elementi nativi di HTML come audio, video, immagini saranno infatti rimpiazzati da corrispettive versioni AMP (AMP-audio, AMP-video, AMP-image);
  • Il download della libreria sarà effettuato da un unico sito, amp.javascript.org, in modo che nel browser sia presente una sola copia del codice.

Accelerated Mobile Pages, come anticipato nel titolo dell’articolo odierno, arriverà a Febbraio – indicativamente nella seconda metà del mese quando Google inizierà ad inviare traffico alle pagine AMP. Nel mentre sembra essersi formata una buona schiera di supporter nella quale figurano nomi illustri come WordPress, LinkedIn, Twitter, The Economist, BBC, Washington Post, Wall Street Journal (WSJ) solo per citarne alcuni. Un segnale importante che lascia ben sperare nell’esito positivo dell’iniziativa.

 

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