Google Cloud Platform apre le porte ad SQL Server

SQL Server arriva su GCP in modalità IaaS puntando tutto sulle prestazioni. I dettagli ed un breve confronto con le soluzioni dei competitor

SQL Server sbarca su Google Cloud Platform

Google ha annunciato l’arrivo di Microsoft SQL Server (sono supportate al momento le versioni Web e Standard di SQL 2012, 2014 e 2016) nella propria piattaforma cloud con un nuovo servizio in fase betaLa nota soluzione di livello enterprise sviluppata da Redmond (destinata ad approdare nel 2017 anche su Linux) verrà messa a disposizione degli utenti in modalità IaaS, saranno quindi presenti delle immagini pubbliche ed ufficiali di SQL Server che, appoggiandosi al sottostante Windows Server, potranno essere lanciate come classiche VM in Google Compute Engine (GCE).

Come osserva la stampa di settore, SLQ Server sembra avere attirato l’attenzione dei principali provider del mercato: in questo caso è tuttavia Mountain View ad essere giunta in ritardo sui competitor AWS (backup nativo di SLQ Server) e Microsoft (Strecth Databases, introdotto in SQL Server 2016, consente di integrare i database on-premise con quelli presenti nel cloud Azure).

E’ opportuno osservare che SQL Server in modalità IaaS affida all’utente la gestione del database e dell’OS sottostante. Nel caso in cui occorra ridimensionare uno o più database server, le VM interessate dovranno essere mandate necessariamente offline: le alternative PaaS di Amazon e Microsoft, oltre ad essere managed, consentono di modificare in tempo reale (on the fly) le dimensioni e di raggruppare più database in pool elastici (elastic pool) al fine di condividere le risorse computazionali (quest’ultima funzionalità presente solo su Azure SQL Database).

SQL Server ed IOPS

A fronte delle mancanze evidenziate, il servizio Google si dimostra nettamente più veloce della concorrenza. “Stiamo aumentando il numero massimo di letture e scritture IOPS per [i persistent disk volume basati su SSD] da 15.000 a 25.000ha dichiarato Dominic Preuss (Lead Product Manager for Storage and Databases) dal blog ufficiale della compagnia: Amazon RDS (Relational Database Service) è in grado di raggiungere “solo” 20.000 IOPS mentre Azure SQL Database non è direttamente confrontabile per via del differente metro di misurazione adoperato – DTU o Database Transaction Unit.

DTU Azure

Introduzione alle DTU AZure – Fonte sito ufficiale Microsoft

L’intenzione della compagnia è comunque quella di inserire SQL Server IaaS in un auspicabile percorso di migrazione nel cloud pubblico, rivolgendosi quindi ad aziende che si appoggiano a database server proprietari: “vogliamo che aziende con database di qualsiasi dimensione e tipologia siano in grado di sperimentare [facilmente un servizio con il migliore rapporto] prezzo/prestazioni” ha aggiunto Dominic Preuss.

 

 

 

 

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