Google Custom Machine Type ufficialmente disponibili

Le istanze personalizzabili di Google abbandonano la fase beta per approdare ufficialmente sul mercato. Ecco alcuni dettagli sul servizio

Custom Machine Type Google

Dopo l’annuncio dello scorso Novembre 2015 ed un periodo di beta testing durato quasi due mesi, le interessanti istanze personalizzabili di Mountain View sono infine disponibili sul mercato (general availability). Custom Machine Type (CMT da ora in avanti) è il nome della nuova tipologia di VM inserite nel porfolio della piattaforma cloud Google che, per contrastare Microsoft ed AWS,  punta tutto su un’aggressiva strategia di abbassamento dei prezzi.

Nel post ufficiale di Google, relativo al lancio di CMT, non è naturalmente mancato un riferimento indiretto alla compagnia di J.Bezos  (“la tariffazione per minuto vi libera dalle tariffazioni orarie imposte”),  l’unica dei tre “big provider” a non avere ancora abbandonato il modello di tariffazione oraria – 5 minuti o 39 minuti figureranno sempre “in bolletta” come 1 ora di utilizzo.

Tornando a CMT ed alle caratteristiche del servizio, Google consente ai clienti di ordinare l’istanza più adatta al workload di turno: è possibile infatti regolare i vari parametri tramite semplici slider in modo da avvicinarli il più possibile a quelli della VM della propria configurazione on-premise – un altro vantaggio che Google tende a porre in evidenza, i rapporti cpu/ram predefiniti degli altri provider obbligano spesso a pagare VM con capacità computazionale in eccesso rispetto alle reali esigenze.

Altre caratteristiche del servizio

Google VM personalizzate nel cloud

Configurazione personalizzata delle VM

Per ciascuna vCPU (da 1 a 32 per VM) il quantitativo di RAM associabile può arrivare fino a 6.5GB mentre le distribuzioni Linux supportate sono, oltre alle varianti “custom” dell’utente, Red Hat, CentOS, CoreOS, Debian, OpenSUSE, Ubuntu e naturalmente gli OS Microsoft.

Se si considera poi la possibilità di personalizzare anche istanze “preemtible”, VM che rispetto alle standard possono costare fino al 70% in meno (attenzione tuttavia alle condizioni imposte da Google), è chiaro come la proposta di Mountain View risulti molto allettante.

AWS resterà a guardare o apporterà alcune modifiche al proprio vasto portfolio servizi, adottando magari un modello di tariffazione al minuto? Avremo sicuramente modo di tornare a parlarne (a breve?).

 

 

 

 

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