Google: rebrand servizi cloud, machine learning e 8 region

Aggiustamenti ed annunci in casa Google: nuovi brand, machine learning ed ulteriore espansione dell'infrastruttura cloud a livello globale.

Google: infrastruttura cloud a livello globale

L’infrastruttura Google con le region attive (in verde) ed in arrivo (in blu) – Fonte: blog ufficiale Google

Seguendo uno schema già visto, all’annuncio di un cloud provider X corrisponde il “contro-annuncio” di un cloud provider Y. E’ il caso di Mountain View che durante un evento a “numero chiuso”, in quel di San Francisco, ha colto l’occasione per rispondere indirettamente alle recenti novità AWS. Come suggerisce il titolo del post odierno, sono almeno  tre le news da approfondire: iniziamo dal rebrand del porfolio cloud della compagnia.

E’ stata Diane Greene (senior vice president Google Cloud and Enterprise) in persona ad annunciare la prima novità: Google for Work e tutti gli altri servizi della piattaforma cloud cambiano nome confluendo nel brand “Google Cloud”. Qualche cambiamento anche per le Google Apps for Work: pur rientrando nella categoria “cloud”, acquisiscono un nuovo nome, ovvero G Suite – non tutti i giornalisti sembrano entusiasti della scelta. Secondo quanto riportato da TechCrunch, ai tempi dell’arrivo di Greene nella compagnia (ex VMware) si era optato per “Google Enterprise” al fine di convincere i clienti più scettici che “l’azienda avesse intenzione di puntare seriamente sul cloud”. […] Ora i potenziali clienti sono invece consapevoli che Google fa sul serio anche in ambito enterprise”.

Google Machine learning in beta

Dopo alcuni mesi di testing, Cloud Machine Learning abbandona la fase “alpha” e passa in “beta”. La compagnia sta puntando molto sull’interessante tecnologia e presenta un’offerta a 360°: non solo il servizio vero e proprio, che promette di “macinare” svariati terabyte di modelli machine learning in poche ore, ma anche assistenza e formazione.

Machine Learning Advanced Solutions Lab offre supporto ai clienti che necessitano di aiuto per complessi setup e/o problemi inerenti il servizio; Cloud Start program ha invece l’obiettivo di insegnare alle aziende le “basi” del servizio e le potenzialità della tecnologia con workshop e seminari dedicati. Completa il quadro il programma di certificazione machine learning, supervisionato dagli ingegneri Google, rivolto a partner, imprese e data scientist. 

Otto region nel 2017

Anche se in ritardo rispetto ad AWS e Microsoft (Redmond afferma di avere il maggior numero di region sul mercato), Google ha svelato infine la roadmap dei prossimi data center. Senza considerare la region di Tokyo, indicata come “in dirittura di arrivo”, l’infografica pubblicata sul blog ufficiale conta 8 nuove region previste per il 2017: Nord Virginia (3 zone), Londra (3 zone), Finlandia (2 zone), Francoforte (3 zone), Mumbai (3 zone), Singapore (3 zone), Sidney (3 zone). Grazie all’apertura della recente region in Oregon si è assistito ad un miglioramento tangibile (fino all’80%) delle latenze per i nostri clienti, ha sottolineato Brian Stevens (vice president Google Cloud) nel post.

 

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