Google: una pagina web su due utilizza HTTPS

HTTPS è in crescita: oltre il 50% delle pagine visualizzate su Chrome (versioni desktop) si affida alla più recente variante del protocollo

HTTPS statistiche di utilizzo Chrome - fonte Google

HTTPS statistiche di utilizzo Chrome – fonte Google

Circa due anni fa Google avviava la personale campagna a sostegno di HTTPS, variante dello storico Hyper Text Transfer Protocol in grado di proteggere in maniera più efficace i “dati sensibili” (credenziali di accesso a social network, dati della carta di credito su portali ecommerce etc.) grazie all’impiego della crittografia.

Mountain View, scatenando non poche preoccupazioni in Rete, annunciò che l’utilizzo o meno di HTTPS avrebbe influito sul ranking di un portale e sulla posizione nella SERP, il familiare elenco dei risultati restituiti all’utente nel quale tutti vorrebbero figurare tra le prime posizioni. Superata la confusione iniziale, gli esperti SEO e gli stessi webmaster constatarono che il temuto aggiornamento dell’algoritmo non aveva causato tangibili cali di traffico: l’utilizzo di HTTPS restava sempre consigliato per siti che gestivano informazioni delicate ma non provocò eccessivi problemi ad altri portali.

A Dicembre 2015, Google ha rilanciato la propria iniziativa scegliendo di indicizzare di default pagine HTTPS, preferendole a corrispettive versioni HTTP, passando infino al reindirizzamento automatico ad HTTPS (se disponibile) per tutte le pagine visitate da Google.com – è l’HTTP Strict Transport Security (HSTS), introdotto questa estate, ad effettuare l’operazione di redirect.

L’ascesa di HTTPS?

A fronte delle difficoltà insite nel processo di migrazione, il protocollo sembra comunque farsi strada sul web (è divenuto ad esempio la scelta di default per noti siti come Wikipedia, Twitter, Bing), almeno secondo quanto rivelato da Google in questi giorni.

Grazie ai dati ottenuti dagli utenti che hanno condiviso volontariamente le statistiche d’utilizzo del browser Chrome, utilizzato dal 50% circa degli internauti a livello globale, si apprende che più della metà delle pagine caricate in ambienti desktop Windows utilizza HTTPS.Molto bene anche Linux e MAC OS che si avvicinano quasi al 60% di pagine HTTP; Chrome OS, prevedibilmente, si posiziona in cima al grafico con un valore prossimo al 70% mentre sorprende il fanalino di coda rappresentato dall’OS mobile Android, poco sopra il 40%. Considerando l’importanza acquisita dal mobile negli ultimi tempi, in diversi paesi il traffico generato da smartphone ed affini ha superto quello delle controparti desktop, ci si sarebbe aspettati un’attenzione maggiore da parte dei webmaster.

Dal post ufficiale, Google ha colto l’occasione per ribadire l’importanza del passaggio ad HTTPS parlando di “massimo impegno per rendere indolore la migrazione”, funzionalità disponibili solo con HTTPS (service workers e web push notifications) o fruibili in maniera pià sicura (credit card autofill, HTML5 geolocation API), percentuale di traffico HTTPS in sensibile aumento (messaggio indirizzato a chi si affida a campagne di advertising).

 

 

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