gTLD, ICANN: arrivano i nomi degli Stati

Dopo un lungo periodo di stallo sembra che l'ICANN stia per sbloccare la situazione dei nomi degli Stati - che potranno essere utilizzati nei gTLD.

ICANN e gTLD con nomi di Stati e territori

E’ da almeno tre anni che diversi Registri cercano di lanciare sul mercato dei gTLD con nomi di Stati o territori. Contrariamente a quanto avvenuto con i ccTLD, diversi governi hanno espresso la volontà di supervisionare direttamente la vendita dei domini o addirittura negato il permesso ai richiedenti.

Per comprendere meglio cosa abbia portato al lungo periodo di stallo, basta ricordare le tre principali linee di pensiero sposate dagli 80 membri del GAC (Governmental Advisory Committee):

  • nessuna restrizione. Il gruppo nel quale i Registri vorrebbero che figurasse il maggior numero di Paesi. Domain Incite riferisce che si tratta invece di un ristretto manipolo di territori: Finlandia, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Svezia, Regno Unito, Pitcairn, Guernsey, Paesi Bassi;
  • nessuna restrizione sui domini “dot brand”, obbligo di notifica in caso di domini corrispondenti al nome dello Stato (open gTLD). Un esempio di dominio “dot brand” è romania.toyota. I Paesi che appartengono a questo gruppo sono Bulgaria, Brasile, Repubblica Ceca, Georgia, Montenegro, Romania, Nuova Zelanda, Spagna, Svizzera, Belgio;
  • notifica previa introduzione sul mercato del gTLD. Il gruppo più esteso nel quale figurano ben 70 Paesi. Va inoltre ricordato che gli appartenenti a questo gruppo devono esprimersi ancora ufficialmente su quale politica vogliano adottare.

Appetibilità dei gTLDe polemiche

Tra le critiche mosse dai Registri ai governi la confusionaria politica adottata fino ad oggi in materia di domini “geografici”: l’Italia è ad esempio proprietaria dei domini “italy.it” e “italia.it” mentre “germany.de” e “deutschland.de” sono in mani private. Perchè Stati che non hanno minimamente posto resistenza ai ccTLD stanno ora rallentando l’iter dei gTLD? – aggiungono i diretti interessati.

Da parte sua l’ICANN è certa di porre presto fine alla vicenda – che si protrae ormai da tre anni e vanta un backlog di 60 richieste. Nel caso in cui l’operazione abbia buon esito sarà il mercato a decretare, come sempre, il successo o meno di tale operazione. Ed a questo proposito, osservano gli esperti, i domini che sembrano interessare maggiormente i Registri sono i “dot brand” e non gli open gTLD – i quali, stando alle performance di altri domini già sul mercato, hanno ottenuto fino ad ora risultati deludenti – a parte .xyz e .global.

Fonti: 1, 2

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *