gTLD: panoramica di un futuro incerto

I gTLD sono sul mercato da alcuni anni e gli addetti ai lavori provano a fare il punto della situazione sulle giovani estensioni ICANN.

Nuovi gTLD ICANN

In un recente intervento su Strategic Revenues (segnalato da Domaining.com),  ha delineato una interessante panoramica sull’attuale situazione dei gTLD, vediamone le parti salienti nell’articolo di oggi. In prima battuta si parla dell’obiettivo perseguito dalle principali aziende attive in questo segmento, ovvero divenire l’unico punto di riferimento “autorevole” per i consumatori: «They all want ‘their’ dot, to be “the” dot». Il timore che i consumatori non percepiscano ed abbraccino il cambiamento “promesso” dai gTLD resta comunque diffuso tra gli addetti ai lavori:

Credo che la paura più grande sia quella che [in futuro] non ci sia alcuna adozione [dei gTLD].[…] Come ben sai, Verisign sta registrando ogni trimestre milioni di domini. E siamo sinceri, questo programma [dei gTLD] è qui [per portare ai consumatori più [opzioni], varietà e specificità nella scelta dei nomi da registrare].[…]La nostra più grande paura è che non ci sia alcuna adozione [dei gTLD], ma penso che [non sarà questo il caso. Lo spero proprio]

è una dichiarazione di Daniel Schindler (co-fondatore di Donuts) ripresa nel post.

Quel che sulla carta appariva come un innegabile vantaggio per i consumatori, il vasto potfolio di estensioni ed in generale l’indiscutibile libertà di scelta concessa, si sta trasformando per le aziende ed il mercato gTLD in un elemento frenante e portatore di confusione: John cita a tal proposito alcuni esempi di gTLD entrati in diretta competizione tra loro come .BANK e .INSURANCE. Entrambi gli operator presenteranno l’estensione come l’unica in grado di garantire una certa “riconoscibilità” – autenticità e/o  elevato livello di sicurezza delle transazioni offerte dal portale per siti ecommerce, istituti bancari e via dicendo.

A complicare ulteriormente la situazione del settore “bancario” ci ha pensato anche la stessa JP Morgan Chase che ha registrato le estensioni .MORGAN e .CHASE. La domanda sorge allora spontanea: quale di queste estensioni avrà la meglio e prenderà piede sul mercato? E quale sarà effettivamente ritenuta dai consumatori degna di fiducia? Un ragionamento simile può essere applicato anche a .MUSIC e .TICKETS (per l’acquisto di un biglietto del proprio artista preferito) e molte altre estensioni.

gTLD: il futuro

John afferma nella seconda parte del post che un sistema di regole sensate sarebbe l’ideale per porre fine alla crescente confusione. I punti da stabilire sono due ed abbastanza semplici: quali domini possono essere registrati e quali domini possono essere “venduti” per rispondere ad un/a determinato/a scopo/necessità. Attualmente ogni operatore è libero di agire indisturbato e senza alcuna restrizione, il che è assurdo, prosegue, e ci porta al “conflitto” tra estensioni citato nel precedente paragrafo.

La cosa ancora più incredibile è che nessuno, nemmeno l’ICANN, sa veramente come andrà a finire la storia dei gTLD. Dipenderà tutto “dall’adattabilità dei consumatori e dalle reazioni umane”, aggiunge John.

I gTLD potrebbero quindi rivelarsi o una delle più grandi opportunità d’investimento di tutti i tempi o uno dei più grandi disastri finanziari (visti i budget messi sul piatto per aggiudicarsi determinati gTLD) degli ultimi tempi – conclude.

Fonte: 1

 

 

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