gTLD e l’importanza dei modelli di business

I gTLD devono ancora affermarsi sul mercato e sono più complessi da gestire rispetto ai classici TLD. Diverse aziende sembrano tuttavia non averlo compreso

Nuovi gTLD

Andrew Allemann di Domain Name Wire (DNW) torna nuovamente a parlare di gTLD. Il contributo che citiamo nell’ultimo post della settimana si ricollega in parte alla vicenda Uniregistry ed all’aumento considerevole dei prezzi di listino delle nuove estensioni, cogliendo tuttavia l’occasione per criticare le strategie adottate da coloro che hanno deciso di avventurarsi nel mondo dei gTLD e sono stati colti alla sprovvista. Vediamo meglio come si è articolata la discussione.

L’intervento parte proprio dalle dichiarazioni di Frank Schilling (CEO Uniregistry) e dall’impatto che queste ultime hanno avuto sull’industria. L’effetto più evidente, osserva, è stato quello di risvegliare gli assopiti cori inneggianti la morte dei gTLD: “I nuovi TLD sono morti! I nuovi TLD sono morti” scrive Andrew.

La situazione del mercato gTLD, prosegue, andrebbe invece interpretata da un altro punto di vista. Dopo quanto visto negli ultimi due anni, come è possibile che vi siano ancora aziende che si lanciano senza troppi problemi in aste gTLD milionarie? Dovrebbe essere infatti abbastanza chiaro che diverse estensioni gTLD restano e resteranno dei prodotti di nicchia, con un potenziale bacino di registrazioni quantificabile nell’ordine delle 5000-10000 unità.

Perchè spendere 5 milioni di dollari per un gTLD che probabilmente non sarà mai in grado di ripagare la cifra investita? Alcune aziende, osserva, affermano che si tratta di una strategia di lungo termine… destinata a durare quanto? L’espressione “lungo termine” è abbastanza generica. Quanto tempo potrebbe richiedere questa strategia? 20 anni? Ha senso investire in qualcosa che potrebbe fruttare (forse) degli introiti tra due decenni?

E la critica di Andrew prosegue: altre aziende pensano di aver trovato l’estensione perfetta per conquistare il mercato mentre in realtà dovranno scontrarsi con la dura realtà. Estensioni vendute a prezzi elevati (premium), con la convinzione che possano effettivamente avere quel determinato valore in futuro (quando arriverà quel giorno?), possono portare nel mentre d periodi costellati da scarse vendite. Le aziende sono pronte – sono in grado di attendere fino a quel momento?

Lotteria gTLD

Secondo l’editorialista i domini premium sono per i registri una specie di lotteria. Ogni tanto capita che vi siano degli acquisti importanti, magari da 50.000$ o anche più per estensione, ma se si considera che il corrispondente .COM (es: automobili.blog ed automobili.com) è venduto ad un prezzo decisamente più basso, possono sorgere diversi dubbi sull’efficacia di tali strategie.

Chi punta sui gTLD deve comprendere che bisogna tenere conto del valore “di nicchia”che riveste attualmente questo settore del mercato domini ed adeguare di conseguenza i prezzi di listino. Andrew porta come esempio quello del domino tree.house intravisto alcune settimane prima: si tratta indubbiamente di un nome perfetto da accostare a .HOME. Ma per quanti altri .HOME è possibile dire la stessa cosa? E il corrispettivo .COM non potrebbe essere in ogni caso una scelta meno costosa e più efficace?

.HOME è gestito da GoDaddy che è riuscito a raggiungere il non trascurabile traguardo delle 15.000 registrazioni. E’ sicuramente un’estensione “in salute”, osserva. Ma rientra anche in uno di quei rari casi in cui un’estensione, per una serie di circostanze, viene adottata da un particolare settore dell’industria, prendendo letteralmente il volo. Nella maggior parte dei casi ci; non avviene e per sperare in risultati simili bisogna ricorrere a lungimiranti strategie di stimolazione del mercato – che richiedono ingenti budget.

Andrew conclude affermando che i gTLD sono destinati sicuramente a crescere, anche se non si riesce ancora a capire a quale velocità. Stando ai dati attuali, il ritmo è abbastanza lento. E per questo motivo, prosegue, vedremo numerosi piccoli registri “inglobati” da compagnie in grado di ammortizzare i costi su più estensioni.

Fonte: 1

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *