gTLD: abbassare i prezzi per aumentare le registrazioni

gTLD sostenibili solo con prezzi di listino elevati? Il registro Boston Ivy la pensa diversamente ed applica tagli del 97% ai propri gTLD

Nuovi gTLD

Le dichiarazioni del CEO Uniregistry Schilling continuano ad animare il dibattito sui gTLD. L’annuncio di voler innalzare, da settembre 2017 in poi, i prezzi dei propri gTLD da poche decine di dollari fino a 100/300$ fa molto discutere: il registro di vari gTLD (.HOSTING, .BLACKFRIDY, .GUITARS etc.) afferma che si tratta dell’unico modo per rendere economicamente sostenibili i gTLD che, ad oggi, hanno totalizzato un esiguo numero di registrazioni; altri vedono nella mossa di Uniregistry l’inizio della fine per il mercato gTLD, in quanto i prezzi proibitivi non faranno altro che allontanare gli utenti della fascia consumer, segmento nel quale i gTLD godono ancora di scarsa popolarità.

La decisione “controcorrente” di Boston Ivy (registro di estensioni come .BROKER, .TRADING, .FOREX) di tagliare del 97% i prezzi di listino dei propri gTLD non poteva che attirare l’attenzione della stampa specializzata, soprattutto all’indomani del clamore suscitato da Uniregistry. Vediamo come ha risposto l’azienda alle domande poste dal giornalista (Andrew Allemann) di Domain Name Wire (DNW). Le parole in grassetto sono state inserite da noi e non sono presenti nell’intervista originale (link a fondo pagina).

Intervista al rappresentante Boston Ivy

DNW: Perchè avete deciso di abbassare i prezzi?

Boston Ivy: Negli ultimi mesi abbiamo effettuato varie ricerche [sui prezzi di listino di altri registri e compagnie], […] oltre ad aver parlato con registrar ed utenti finali. Quel che abbiamo notato è che i prezzi alti, persino per [estensioni considerate] di nicchia (.BROKER e .FOREX), non funzionano. Domain investor, utenti finali e compagnie non vogliono pagare anno dopo anno [delle tariffe premium]”. Pensiamo che l’abbassamento dei prezzi invoglierà [i potenziali acquirenti a scegliere i nostri TLD] ed a renderci più competitivi.

DNW: State [riducendo il prezzo di .FOREX ad 1/33 del valore corrente – da 1000$ a 30$ ndr]. Pensate che con un prezzo così basso i domini .FOREX possano quindi vendere 33 volte tanto [rispetto al passato]?

Boston Ivy:  Si, pensiamo che sia possibile. [All’inizio il processo sarà un pò lento] ma non appena guadagneremo una certa rilevanza presso compagnie dell’industria [dei domini], investitori, utenti finali e registrar crediamo che il nuovo modello di pricing e la nostra strategia [giocheranno a favore dei gTLD]. Abbiamo già riscontrato un inedito trend con .BROKER, crediamo che con il nuovo modello di pricing [avverrà lo stesso anche con .FOREX]. Per rendere [questi gTLD ancora più appetibili, abbiamo ricollocato in disponibilità generale la maggior parte dei domini premium a tre lettere che avevamo messo da parte].

DNW: Un’altra compagnia, Uniregistry, si prepara ad alzare fino a 30 volte i prezzi di [alcuni gTLD]. E’ [una soluzione esattamente opposta alla vostra]. In base alla vostra esperienza, ha senso [vendere un TLD a centinaia di dollari]?

Boston Ivy: dipende dalla situazione. Nel nostro caso, abbiamo iniziato proprio con dei prezzi elevati ed abbiamo avuto serie difficoltà ad incrementare il numero delle registrazioni. Abbiamo anche avuto difficoltà nel coinvolgere gli stessi registrar perchè i domini costosi non vendono molto. [La strategia potrebbe in ogni caso funzionare per Uniregistry vista anche la solida customer base di cui dispongono].

DNW: Ad oggi, nessuno dei vostri TLD ha superato le 1000 registrazioni. Pensate che la causa principale [sia proprio il prezzo elevato]?

Boston Ivy: Si, crediamo che il prezzo sia una delle cause principali. Il marketing è un altro fattore da considerare in quanto i nostri precedenti sforzi erano mirati solo a [specifici segmenti di mercato]. In ogni caso, mano a mano che amplieremo [il nostro target e pubblicizzeremo meglio i nostri TLD] credo che, con il nuovo modello di pricing, tutti avranno la possibilità di registrare i nostri TLD – dalle compagnie fino ai singoli individui dell’industria fino agli investitori ed agli utenti finali interessati alle nostre estensioni.

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