HPE: stop alla vendita dei server cloud di fascia bassa

HPE non venderà più cloud server "low end" ai principali provider del settore concentrandosi su prodotti che garantiscono margini di guadagno più alti.

HPE (Hewlett Packard Enterprise)

La strategia degli hyperscale provider sembra iniziare ad avere effetti controproducenti sugli storici vendor di hardware e server. Lo dimostra l’importante decisione di HPE che da ora in poi non si occuperà più di fornire “commodity server” (server di fascia bassa) a compagnie come Alibaba, Microsoft e Google. Da alcuni anni queste ultime hanno iniziato infatti a “studiare” in casa il design delle macchine (e non solo) che andranno ad occupare i sempre più numerosi data center a livello globale rivolgendosi a vari produttori OEM asiatici e bypassando quindi i vecchi monopolisti.

Lo scorso Marzo, riferisce Data Center Knowledge (DCW), Meg Whitman (chief executive HPE) dichiarò pubblicamente che la compagnia aveva constatato un sensibile calo di ordini da parte di un provider  di alto profilo (Bloomberg, citando una fonte anonima, affermò che si trattava di Microsoft).

La decisione di bloccare la vendita dei server cloud low end ha richiesto diversi mesi per essere valutata ed analizzata ma la scorsa settimana è arrivata infine la conferma (sempre dallo stesso Whitman): HPE si concentrerà su prodotti in grado di garantire margini di guadagno più elevati come server high end, storage, strumentazione di rete, infrastrutture hyper converged. Ma si tratta davvero della giusta strategia?

Un altro segmento di mercato per HPE

L’Open Compute Project (OPC) ed altre iniziative sono considerabili da HPE, DELL ed affini come i competitor numero 1 e la principale minaccia al loro modello di business: il solo fatto che il design di hardware e server sia opensource rende estremamente difficile differenziare i propri prodotti da quelli degli OEM asiatici e l’unico modo per aggiudicarsi le commesse resta quello di offrire prezzi convenienti e tempi di consegna fulminei. I provider sono riusciti a ribaltare i rapporti di forza ed ora dettano le nuove regole del gioco. DCW osserva giustamente che niente potrebbe impedirgli di rivolgersi agli OEM asiatici anche per i server di fascia alta e gli altri prodotti sui quali i vendor storici hanno deciso di focalizzare la propria attenzione. Come uscire dalla problematica situazione?

Per il momento i famigerati OEM orientali sembrano essere poco interessati alle grandi aziende enterprise (un gradino sotto gli hyperscale provider) perchè i server di fascia bassa, per produrre delle entrate, necessitano di ingenti ordini che solo i cloud provider possono permettersi. Negozi retail, banche, compagnie assicurative, aziende del settore manifatturiero, solo per citarne alcune, appaiono allora come il cliente ideale per i vendor della vecchia guardia. L’adozione del cloud avanza però senza sosta e la migrazione dei workload enterprise nella nuvola metterà nuovamente alla prova il modello di business HPE, conclude DCW.

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