I supercomputer rallentano la corsa

Almeno per quanto riguarda la top10 - dove performance e posizioni restano sostanzialmente invariate. Ecco i dati relativi a Giugno 2015

Il supercomputer cinese Tianhe-2

Tianhe-2, prima posizione della top500 dal 2013

Lo scorso Novembre avevamo parlato della top500 dei supercomputer, prestigiosa classifica che compara la capacità computazionale dei sistemi più costosi del mondo – destinati solitamente ad attività di ricerca scientifica. La Cina, per il secondo anno consecutivo a partire dal 2013, si era aggiudicata la leadership indiscussa grazie a Tianhe-2 (33.86 petaflop, National University of Defense Technology), seguita a “breve” distanza dallo statunitense Titan (17.59 petaflop, U.S Department of Energy’s Oak Ridge National Laboratory).

In occasione della prima rilevazione del 2015 (la seconda è a Novembre), se la riconferma della Cina non sorprende più di tanto, la battuta d’arresto delle tecnologie alla base dei supercomputer al vertice costituisce invece un fatto singolare. A partire dallo stesso Tianhe-2 fino all’inseguitore Titan ed alla decima posizione della classifica, quasi tutti i sistemi racchiusi nell’intervallo indicato, oltre a mantenere invariate le proprie performance in petaflop al secondo, sono stati stati infatti installati tra il 2011 ed il 2012: come osserva il portale Server Watch, si tratta della percentuale più bassa di turnover registrata dal 2008 ad oggi nella top500.

L’unica eccezione, come suggerito indirettamente nella frase precedente, è rappresentata dal supercomputer Cray XC40 ‘Shaheen II’ (presso la King Abdullah University of Science and Technology, Arabia Saudita) che, con 5.536 petaflop, si è affiancato per la prima volta ai “veterani” della top10 occupando la settima posizione.

Mentre i “primi della classe” vivono sostanzialmente di rendita, gli inseguitori sembrano invece aver accelerato il passo – anche se restano a debita distanza. A livello globale, riferiscono i dati di Giugno 2015, il numero di supercomputer da almeno un petaflop è salito a 68 (rispetto ai 50 di Novembre 2014) mentre la somma totale dei petaflop della top500 ha raggiunto quota 363 – dodici mesi prima erano 274.

In chiusura citiamo anche il valore relativo ai sistemi operativi adoperati dai costosi macchinari all’avanguardia: 486 supercomputer su 500 (erano 485 a Giugno 2014) utilizzano Linux, dato che riconferma il positivo momento vissuto dall’ecosistema opensource.

 

 

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