IA: un problema per il mercato dei domini?

I sempre più avanzati assistenti vocali rischiano di porre in secondo piano l'importanza dei domini sul web. Vediamo perchè. 

Secondo l’editorialista Andrew Allemann di Domain Name Wire le estensioni di dominio rischiano di perdere parte della loro centralità sul web. A ridimensionare il loro ruolo saranno i sempre più sofisticati assistenti vocali, evoluti servizi che si appoggiano al machine learning e deep learning per fornire, nel più breve tempo possibile, informazioni utili agli utenti di turno. Vediamo come Allemann ha analizzato la situazione.

Google Home, il dispositivo intelligente di Mountain View è un potenziale problema per i domini

Home, la risposta di Google ad Amazon Echo, è uno dei dispositivi che si appresta a porre in discussione il ruolo dei domini sul web

L’industria dei domini, esordisce, sembra ancora sottovalutare l’avanzamento delle IA focalizzandosi maggiormente sul tema, indubbiamente più popolare tra gli addetti ai lavori, delle vecchie estensioni (legacy exstensions) vs nuove estensioni (gTLD ICANN). Occorrono tuttavia alcune precisazioni prima di affrontare direttamente la questione. La possibilità di utilizzare comandi vocali per navigare sul web, apprezzata da diversi utenti in quanto elimina la necessità di aprire il browser e digitare le parole chiave (operazioni completabili in 5 o 10 secondi ma che con gli accelerati ritmi del mondo moderno sono in ogni caso troppi) non rappresenta di per sè un problema perchè l’user – seppur in modalità “semi automatica”, continua in ogni caso a consultare la SERP e ad aprire le pagine web.

E’ quando entrano in gioco le IA (alla base degli assistenti vocali) che il ruolo dei domini inizia ad essere messo in discussione. Alleman ricorda la diffusione di dispositivi come Amazon Echo e Google Home, le cui ventite sono si ancora limitate a certi mercati e non macinano ancora cifre da record ma sembrano riscuotere comunque un discreto successo nel settore consumer, ed i celebri Siri e Google Assistant, servizi implementati nei dispositivi da salotto (Echo si appaggia ad Alexa) ed in qualsiasi smartphone, tablet iOS ed Android.

Prevedere le esigenze del consumatore

Una delle funzionalità più temibili delle IA è quella di anticipare le necessità dell’utente (analizzando tutta una serie di dati concessi gentilmente al fornitore del servizio) inviandogli periodicamente vari consigli mirati – dalla semplice ricerca di informazioni all’acquisto su un portale ecommerce. Prendiamo ad esempio il seguente messaggio che potrebbe comparire in qualsiasi momento sullo schermo di un device: “tra quattro settimane è il compleanno di tua madre. Posso suggerirti di ordinare un mazzo di fiori per lei? Dammi la conferma per effettuare l’ordine e riceverlo in data X a 29.95$”.

Ciò relega automaticamente l’utilizzo del browser e la navigazione/consultazione/visione di pagine e domini ad un ruolo marginale in quanto ci si ritrova a scorrere una serie di “cards” nelle quali non figura

La "colonnina" intelligente di Amazon ed il ruolo dei domini

La “colonnina” intelligente di Amazon è un altro potenziale problema per l’industria dei domini

alcuna estensione o riferimento ai portali che potrebbero soddisfare le nostre eventuali esigenze. Dall’equazione nota agli esperti SEO scompare in tal modo l’aspetto legato al numero di visite sul portale, alla qualità di una estensione a dominio ed in parte anche al posizionamento nella SERP – anche se l’assistant, per elaborare i consigli, deve in ogni caso effettuare ricerche sul web – processo che avviene in background. Amazon Echo, afferma Allemann, è una sorta di nuovo web browser nel quale però non sono mostrati indirizzi e siti internet.

L’editorialista, pur non adottando un tono allarmistico, chiude la propria analisi dichiarando che le IA rappresentano un problema reale per l’industria dei domini che potrebbe vedere presto svalutato il valore dei domini di alta qualità. La speranza di Alleman è che quest’anno (pena inevitabili ricadute sul settore) l’attenzione si sposti dal tema “legacy TLD vs gTLD” a quello degli assistant, in modo da elaborare utili strategie in grado preservare il ruolo dei domini e sfruttare le possibilità, indubbiamente presenti, offerte dall’ecosistema delle IA.

 

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