IaaS: AWS e Microsoft soli al comando

E' quanto afferma il periodico "quadrante magico IaaS" Gartner. Interessante la posizione di Alibaba che segue un percorso simile a quello di AWS.

Magic Quadrant IaaS a Giugno 2017 - Fonte: Gartner

Magic Quadrant IaaS a Giugno 2017 – Fonte: Gartner

Il periodico “Magic Quadrant” IaaS redatto dagli analisti Gartner è un appuntamento “imperdibile” per i provider – ansiosi di conoscere se le proprie strategie si sono rivelate esatte e o meno. Nello schema visibile qui sopra notiamo, senza troppe sorprese, la presenza di due soli nomi nel quadrante dei leader: Amazon Web Services (“the most mature, enterprise-ready provider”) e Microsoft (enterprise-ready platform con alcune problematiche da sistemare).

Sulla linea di confine tra i leader ed i visionari si posiziona invece Google: una valida alternativa ad AWS, sopratutto per sviluppatori ed applicazioni cloud native, che “con forti sconti e contratti eccezionalmente flessibili prova ad aggiudicarsi progetti di clienti che attualmente investono ingenti somme di denaro [nel settore]” ma che sarà più attraente solo se supportata un ecosistema più maturo.

In quarta posizione, per “abilità di esecuzione”, spunta Alibaba. Come osservano gli attenti analisti, buona parte del volume di vendite è generato dall’ecommerce (82%). La divisione cloud registra tuttavia un tasso di crescita doppio rispetto al “core business” della compagnia, basti pensare che in quattro anni è passata da 63 milioni (2012) ad 1 miliardo. La storia dell’azienda cinese ricalca quella di Amazon. Il cammino che separe i cinesi dalla vetta è però ancora lungo: il report osserva che, al di fuori dei confini nazionali, la piattaforma cloud non dispone dello stesso livello di performance e funzionalità. E che Alibaba dovrà lavorare molto per diversificare la propria offerta dai competitor (dai quali ha preso inevitabilmente ispirazione) e promuovere il brand in Occidente.

IBM ed Oracle

IBM è attualmente una piattaforma cloud “work in progress”. Si sottolinea soprattutto l’estrema incertezza della roadmap servizi/infrastrutture: la next generation platform, annunciata da qualche anno, non ha ancora una data di lancio ufficiale. Le difficoltà ingegneristiche incontrate negli ultimi tempi stanno impattando negativamente sui partner e sul potenziale ecosistema che potrebbe svilupparsi intorno al portale Bluemix.

Giudizi abbastanza severi per Oracle, periodicamente citata dalla stampa per le “spiazzanti” dichiarazioni dei vertici aziendali – l’ultima risale ad Aprile 2017 ed è stata pronunciata dal co-CEO Mark Hurd: “se ho a disposizione computer che vanno ad una velocità doppia [rispetto alla concorrenza], non ho bisogno di tutti questi data center. Se posso rendere un database più rapido, forse ho bisogno di 1/4 dei data center [normalmente richiesti].”  Non sono mancata ovviamente le replice, tra le quali quelle della diretta interessata AWS – rispetto alla quale Oracle afferma di avere un’infrastruttura superiore.
Gli analisti giudicano il portfolio IaaS Oracle utile ad offrire il “minimo indispensabile”. Le aspettative per il futuro sono in ogni caso buone ed a differenza di IBM la compagnia ha elaborato una chiara roadmap.

Fonti: 12

 

 

 

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