IBM: siamo pronti per la prossima fase del cloud

Secondo Willie Tejada (chief developer evangelist presso IBM) si avvicina una nuova fase per il mercato cloud dove sarà l'innovazione a fare la differenza

IBM

AWS è l’attuale leader del mercato IaaS. Insieme a Microsoft e Google, IBM è invece uno degli storici inseguitori della piattaforma guidata da Andy Jassy – che detiene una quota di mercato superiore alla somma di quelle dei competitor.

Secondo Willie Tejada, chief developer evangelist presso IBM interpellato recentemente dal portale ZDNet, il settore sta cambiando e la prossima fase del cloud computing è ormai alle porte, una fase in cui IBM potrà giocare un ruolo centrale:

“[Non si tratta più di una competizione basata sull’estensione della piattaforma ma bensì sul valore aggiunto dei servizi]. […] Abbiamo attraversato la fase dei costi, dove si cercava essenzialmente di ridurre le spese e guadagnare agilità ed elasticità in base alle proprie strategie IT. Crediamo che la prossima fase sia invece quella dell’innovazione afferma.

Quattro punti della strategia IBM

Per affrontare al meglio la prossima fase del cloud e raggiungere l’ambizioso obiettivo di “guidare il settore cloud enterprise”, IBM punta principalmente su:

  • sviluppatori. Si tratta di una categoria di addetti ai lavori che ha sempre più influenza sui cosiddetti processi di “decision making”. Rispetto al passato, nemmeno troppo lontano sottolinea, gli sviluppatori possono ora accedere in pochi minuti a strumenti e piattaforme molteplici senza dover necessariamente richiedere al responsabile di turno il setup di un determinato ambiente di lavoro. Ora, grazie al cloud, è possibile sfruttare la capacità di calcolo di un supercomputer situato dall’altra parte del mondo.
  • Le Intelligenze Artificiali e la Scienza dei dati. Willie Tejada ed il collega Bob Lord sono stati messi a capo della Digital Business Group, una divisione nata nel Marzo 2016 con due principali obiettivi: quello di avvicinare gli sviluppatori ad IBM (ne parlavamo nel punto precedente) ma anche di formare internamente la prossima generazione di “cognitive developers”, sviluppatori specializzati nelle IA e nell’analisi dei dati. “Noi crediamo veramente che la prossima generazione di sviluppatori sarà costituita da… persone specializzate in IA ma altrettanto vicine [alla scienza dei dati” ha dichiarato l’intervistato.
  • Percorsi formativi (e-learning). IBM scommette su IA e “dati” ma le aziende sembrano ancora non essere completamente consapevoli del ruolo che i due elementi giocheranno in futuro, devono anzi capire se questi ultimi possano trovare un ruolo nel proprio business. Al fine di sensibilizzare le aziende e gli sviluppatori, la compagnia si sta impegnando nel supportare attivamente iniziative come Girls Who Code (corsi di formazione per programmatrici incentrati sull’utilizzo della piattaforma Bluemix) o proponendo vari corsi di formazione online – viene citata la partnership con la piattaforma e-learning Galvanize).
  • Diversificazione della propria clientela. Le grandi compagnie (enterprise) sono importanti ma IBM vuole in ogni caso estendere il proprio business anche ad altri settori dell’industria, come ad esempio quello delle app mobile e dei videogames. Willie Tejada parla ad esempio dell’impiego di Watson (tra le piattaforme di analisi dati più apprezzate in ambito enterprise) per l’analisi dei dati provenienti dagli utilizzatori delle app, al fine di incrementare il coinvolgimento dei giocatori e perfezionare la loro esperienza di utilizzo.

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