ICANN: 750 registrar in meno nei prossimi 12 mesi

Lo ha affermato il vice presidente dell'ICANN Cyrus Namazi nel corso di una discussione dedicata al budget ICANN per l'anno fiscale 2018.

ICANN e mercato domini

La scorsa settimana si è concluso l’anno fiscale dell’ICANN. In occasione delle discussione dedicata al budget da stanziare (2018), il vice presidente Cyrus Namazi ha parlato anche dell’andamento “demografico” dei registrar che nei prossimi dodici mesi, a partire da Ottobre 2017, con l’approssimarsi dell’anno fiscale 2019 passeranno dai 2989 censiti di recente a circa 2200  – circa 250 registrar persi a trimestre.

Il VP ha aggiunto che i quasi 3000 registrar si suddividono a loro volta in 400 famiglie di registar. Secondo l’editorialista di Domain Incite, 2/3 dei registrar censiti sarebbero in realtà shell accreditation riconducibili alle seguenti tre grandi compagnie: Web.com (Namejet e SnapNames), Pheenix e TurnCommerce (DropCatch.com, attuale leader indiscusso che a Dicembre 2016 “controllava” circa 1200 registrar).

La loro attività principale, osserva il giornalista, è quella di accaparrarsi i domini più “pregiati” del mercato (cosiddetta pratica del domain drop catching): per far ciò occorre il più ampio numero possibile di “contatti” con i registri (tra i più ambiti naturalmente Verisign), solo così aumentano le possibilità di “bloccare” e registrare dopo pochi secondi (o anche millisecondi) i pezzi più pregiati reimmessi sul mercato. E da un punto di vista prettamente finanziario, è molto più veloce ed economico acquistare un registrar che richiedere direttamente un’accreditazione all’ICANN. E’ inoltre nell’interesse delle tre compagnie appena citate fare in modo che le “regole del gioco” siano possibilmente a loro favore, sottolinea il giornalista, il che le porta ad “investire” milioni di dollari.

Modello insostenibile?

Namazi ha ribattuto che sul mercato non vi sono abbastanza domini “di valore” tali da giustificare il numero di accreditamenti detenuti dalle tre compagnie – essere registrar accreditati, ricorda il giornalista, costa almeno 4000$ all’anno senza considerare le commissioni da pagare all’ICANN ed altre variabili.

“Con il modello che abbiamo, credo che al momento il mercato totale di questi [“domini di valore”] dietro ai quali vanno le famiglie di registrar non sia in grado di sostenere le migliaia di accreditazioni che ci sono. [Ed ogni accreditazione costa parecchio]. Pensiamo che il mercato sia andato ben oltre [la sua reale disponibilità]” ha aggiunto Namazi.

Parte del budget ICANN, soprattutto negli ultimi anni, è derivato da queste accreditazioni. E nel caso in cui i tre big del settore inizino a disfarsi di alcuni registrar, le entrate dell’ICANN potrebbero risentirne. Ecco perchè l’ente terrà sotto controllo la situazione, almeno è quello che ha affermato Namazi.

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