ICANN: come risolvere il problema dell’abuso gTLD?

Il CCT (Competition, Consumer Trust, and Consumer Choice Review Team) riprende l'ICANN in materia di gTLD abuse. Servono regole più severe.

Il CCT si è soffermato sul problema dell'abuso gTLD

Il CCT è un gruppo di lavoro dell’ICANN che si occupa periodicamente di condurre una ricerca approfondita sull’impatto che i nuovi gTLD stanno avendo sulla competizione, sulla libertà di scelta del consumatore e la fiducia di quest’ultimo nei confronti dell’industria dei domini.

Nella seconda tornata di conclusioni, il team si è soffermato soprattutto sulla problematica dell’abuso dei gTLD, ovvero l’acquisto di ingenti quantità di domini (solitamente a prezzi stracciati) da impiegare in attività illegali.

Il CCT ha constatato che il fenomeno non si è fortunatamente intensificato ma che, grazie alla non curanza di Registri e registrar, gli “abuser” si stanno spostando rapidamente dai legacy gTLD a quelli lanciati sul mercato dal 2012 in poi (i nuovi gTLD come .TOP, .HOLIDAY etc.):

Generally, the DNS Abuse Study indicates that the introduction of new gTLDs did not increase the total amount of abuse for all gTLDs. […] Factors such as registration restrictions, price, and registrar-specific practices seem more likely to affect abuse rates

Ed a tal proposito è il Registro Famous Four Media (FFM), insieme ad alcuni registrar affiliati come AlpNames, ad aver ricevuto il maggior numero di critiche da parte del CCT.

Strategie di mercato controproducenti

A complicare la situazione il comportamento di alcuni Registri che “sembrano sia incoraggiare che ignorare volutamente il [fenomeno dell’abuso]”. AlpNames, registrar sotto l’ala dell’FFM, è ad esempio solito regalare o vendere domini a prezzi molto bassi (1$ o meno), oltre ad offrire degli strumenti che consentono di generare, su 27 estensioni differenti, fino a 2000 domini in modo casuale – il tool crea dei nomi effettivamente disponibili, l’invito perfetto per gli abuser osserva il CCT. Non a caso, sottolinea il team, FMM ed affiliati sono tra i vendor preferiti dai malintenzionati.

Affidandosi ad una lista di 11 domain blockers (SpamHaus etc.) il CCT ha stilato una lista dei gTLD più colpiti: .SCIENCE ha avuto dei picchi di abuse rate del 50%; .DOWNLOAD, .STREAM, .REVIEW, .ACCOUNTANT, .TRADE una media del 10% (tutti gestiti da FMM). Chiudono la rassegna .CLICK (Uniregistry), .TOP e .GDN.

Chi può e deve fare qualcosa è l’ICANN. Tutti i Registri e registrar coinvolti sono tra i maggiori dell’industria ed è impensabile che non siano al corrente del problema. Tra i suggerimenti avanzati dal gruppo di lavoro, nel quale tuttavia permangono opinioni contrastanti sul da farsi, abbiamo:

  • obbligo di ripulire le proprie zone a tutti i Registri/registrar la cui domain base è costituita per il 10% o più da domini registrati per pratiche di abuso. Coloro che non porteranno a termine la pulizia saranno sottoposti ad una procedura disciplinare (Domain Abuse Dispute Resolution Process);
  • sospensione dei contratti ICANN per tutti i Registri/registrar associati a palesi fenomeni di domain abuse (tassi estremamente alti);
  • incentivi finanziari (sconto sulle commissioni dovute all’ICANN) per tutti i Registri che mettono in atto misure preventive in chiave anti-abuso.

Fonte: 1

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