Il Sud-est asiatico la prossima frontiera dell’e-commerce

A differenza della Cina, dove il mercato e-commerce è nelle mani di pochi player, il Sud-est asiatico potrebbe rappresentare un'ottima opportunità di business

Il sud-est asiatico la prossima frontiera dell’e-commerce

La Cina è uno dei mercati più sviluppati nell’ambito dell’e-commerce. Grazie al commercio mobile con WeChat, il predominio di Alipay e la spiccata predisposizione agli acquisti online, l’e-commerce cinese può considerarsi più evoluto rispetto ai mercati occidentali. Tuttavia ci sono delle buone ragioni per credere che la prossima corsa all’oro si giocherà nel Sud-est asiatico e non in Cina.

Il mercato e-commerce B2C in Cina è saturo

In Cina i giganti dell’e-commerce hanno registrato un vantaggio insormontabile rispetto tutti gli altri piccoli giocatori. Il mercato Business to Consumer (B2C) è dominato da Tmall di Alibaba e JD che rispettivamente si aggiudicano il 51% e il 23% delle vendite. Il mercato Consumer to Consumer (C2C) è invece dominato da Taobao che possiede oltre il 95% del mercato. Appare evidente che nessun altro player possa sopravvivere o quanto meno competere con il predominio dei colossi cinesi. Aziende locali e globali come Yihaodian, Suning, Amazon e VIPShop non sono in grado di sfruttare le economie di scala di cui godono invece i leader di mercato.

L’e-commerce transfrontaliero è vivo ma non per molto

A causa dei continui scandali che hanno riguardato negli ultimi anni i prodotti alimentari e quelli sanitari, per non correre il rischio di acquistare merce contraffatta, cibi scaduti o farmaci falsi, i cinesi hanno scelto di rivolgersi sempre più al mercato transfrontaliero. È stimato che quest’ultimo in ingresso abbia un valore di 25 miliardi di dollari ed è destinato a crescere ad oltre 164 miliardi di dollari entro la fine del 2018.

Prendendo come riferimento l’azienda Yihaodian, però, viene messo in evidenza come il mercato transfrontaliero rappresenti solo il 2% delle vendite totali aziendali ed è previsto un incremento fino al 10% nei prossimi cinque anni, una percentuale davvero molto piccola.

Il governo cinese sta lavorando comunque per regolarizzare la situazione e probabilmente nel prossimo futuro i cinesi non avranno più la necissità di dover guardare al mercato oltre confine.

Il Sud-est asiatico è pronto per sfida e-commerce

La stessa situazione cinese si potrebbe dire anche per l’India, dove a far da padroni vi sono Flipkart e Snapdeal. L’e-commerce deve quindi guardare altrove e puntare al Sud-est asiatico. In quelle regioni il mercato e-commerce è ancora piuttosto frammentato e allo stato attuale non spicca alcun leader. Nessun Alibaba, WeChat nessun Alipay. Il metodo di pagamento l’utilizzato per l’80% di tutte le transazioni monetarie è ancora il contrassegno. Il mercato e-commerce nel Sud-est è pronto per spiccare il volo e tutti i players sono chiamati a fare del loro meglio.

Nessun leader di mercato e-commerce nel Sud-est

Allo stato attuale è davvero difficile individuare dei veri e propri leader. È vero ci sono giocatori come Rocket Internet’s Lazada che detengono circa il 20% del mercato, ma se la storia cinese insegna, è difficile affermare se tra qualche anno l’azienda continuerà a guidare la classifica. Basti pensare che nel 2008 Amazon e DangDang detenevano il 15% e 16% rispettivamente del mercato e-commerce cinese. Oggi le stesse aziende possono contare solo sul 2,1% e 2% rispettivamente.

È davvero presto per definire dei leader, ma le strategie aziendali vanno via via delineandosi. Un player locale come MatahariMall recentemente ha investito oltre 500 milioni per dare vita al più grande sito di e-commerce indonesiano. Alibaba ha investito 249 milioni di dollari in SingPost.

L’adozione del mobile sarà più veloce che in Cina

In Cina l’applicazione mobile WeChat ha sconvolto completamente lo spazio e-commerce. All’interno di un’unica applicazione è possibile ordinare cibo, pagare le bollette, trasferire denaro e così via. Il mercato Sud-est asiatico sembra essere diretto nella stessa direzione.

Mentre in altri paesi l’e-commerce ha preso piede a partire dai desktop e notebook, nel Sud-est asiatico lo smartphone può ritenersi la prima e unica incursione di Internet. Basti pensare che, secondo uno studio di Google, in Cina solo l’8% degli utenti accede alla Rete da smartphone, mentre in Malesia e Vietnam la percentuale sale al 31% e 21% rispettivamente.

Il Sud-est asiatico non è un mercato chiuso

La Great Firewall of China ha tenuto fuori dai confini la grande maggioranza delle aziende di e-commerce, mietendo vittime come eBay, Google, Amazon e Groupon. Il mercato del Sud-est asiatico al contrario è aperto e tutti i player, locali e non, che potranno usufruire della stessa capacità di accesso.

Staremo quindi a vedere come evolverà la situazione e-commerce nel prossimo futuro, e quali strategie di mercato decideranno di adottare i big mondiali per non perdere terreno anche in questa regione.

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