Intel è interessata al cloud privato

Le vendite dei PC sono in calo ed Intel, per sostenere il proprio "chip" business, rivolge l'attenzione al mercato del cloud privato

Se AWS e Google mirano ad espandere il proprio business nel cloud pubblico Intel, produttore ai vertici del mercato dei semiconduttori che in questi giorni ha lanciato ufficialmente le nuove cpu Intel Skylake 14nmdella famiglia “Skylake” (i5 6600k ed i7 6700k, processo produttivo a 14 nanometri), punta invece al cloud privato.

Del resto competere con le più note piattaforme cloud del mercato è impensabile, molto meglio continuare a realizzare processori “custom” per i principali player (Alibaba inclusa, anche se si ipotizza il passaggio dei cinesi alle soluzione ARM 64bit o addirittura sviluppate “in casa”) e rivolgersi a quel nutrito numero di aziende che preferisce gestire workload vari nei propri data center: il business della produzione di chip deve continuare e con il consolidato trend che vede in calo le vendite di PC, il cloud pubblico e privato rappresentano l’unica alternativa per perseguire un’ulteriore cresciuta nel settore.

Ed è proprio in quest’ottica che rientra la Cloud for All initiative presentata recentemente da Intel, ovvero il tentativo di incentivare la diffusione di ambienti cloud privato in ambito enterprise, con l’intenzione di equipaggiare naturalmente le infrastrutture on premise con i processori realizzati nei “laboratori” di Santa Clara. Intel partecipa anche ad altri progetti ed iniziative varie, come ad esempio la Cloud Native Computing Foundation della quale abbiamo parlato lo scorso 23 Luglio, sempre per aiutare lo sviluppo di un settore in grado di sostenere gli interessi dell’azienda e degli investitori.

Quella che abbiamo riportato è una delle letture offerte dagli addetti ai lavori e dagli analisti, ufficialmente Intel ha cercato di mascherare la propria “simpatia” per il cloud privato, come traspare  dalle parole del senior vice president Diane Bryant:“[gli ambienti cloud privato sono troppo complicati da avviare e gestire e nel mercato permane ancora un’eccessiva frammentazione. Il nostro obiettivo è quello di eliminare questi ostacoli consentendo il deploy di migliaia di ambienti cloud, sia privati che pubblici]”.

L’unica vera incognita per i vertici Intel resta l’accoglienza che il settore riserverà alle soluzioni ARM 64bit (attualmente con una trascurabile market share dell’1%): i report sono tutti dalla parte di Santa Clara ma alcuni analisti prospettano il 2016 come “l’anno della svolta per ARM”. Sarà realmente così?

 

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