Intel posticipa il lancio dei processori a 10 nanometri

Intel, una delle aziende leader nel campo dei semiconduttori, ha posticipato di un anno l'arrivo dei processori "Cannonlake" a 10 nanometri

 

Alcuni giorni fa abbiamo parlato dell’importante traguardo raggiunto da IBM nella corsa alla miniaturizzazione Inteldei processori, ovvero la realizzazione dei primo chip funzionante a 7 nanometri (nm).

L’evento sembrava aver contraddetto le previsioni di coloro che vedevano ormai prossima al pensionamento la longeva Legge di Moore, almeno fino a quanto Intel non ha confermato, nella giornata di ieri, un inatteso cambiamento nella propria tabella di marcia.

La notizia segna la fine della così detta strategia “tick-tock” adottata dalla compagnia di semiconduttori fin dal “lontano” 2007: Intel aveva sempre alternato il lancio di soluzioni basate su nuovi processi produttivi (“tick”) a conseguenti miglioramenti architetturali di queste ultime (“tock”); in base ai piani originari, l’arrivo della “famiglia” Broadwell (14nm,”tick”) nel primo trimestre del 2015 doveva essere seguito da Skylake (14nm, “tock”, autunno 2015) ed infine Cannonlake (10nm, “tick”, 2016).

L’attuale roadmap prevede invece per il 2016, che rimarrebbe altrimenti “scoperto”, la presentazione di una terza generazione di processori a 14nm soprannominata “Kaby Lake” (le specifiche non sono ancora state rese note) e solo per il 2017 l’arrivo di Cannonlake.

Come dichiarato indirettamente dallo stesso CEO Brian Krzanich, il quale ha voluto rassicurare gli azionisti, tenere il passo della Legge di Moore sta iniziando a rivelarsi arduo: le prime difficoltà, ha affermato Krzanich, si erano già manifestate con il passaggio ai 22nm (Ivy Bridge, Haswell) e l’approdo ai 14nm è stato più impegnativo del previsto.

Intel e la corsa ad ostacoli verso i 10nm

Andare oltre i 14nm significa ad esempio superare problematiche come il “current leakage”, il maggiore consumo energetico dei processori a riposo –  fenomeno che sostanzialmente annulla i benefici derivanti dal processo produttivo a 10nm.

Alcuni accorgimenti per mitigare la perdita di energia sono stati naturalmente individuati dagli ingegneri che tuttavia non dispongono ancora delle tecniche in grado di consentire alle aziende un agevole passaggio alle fasi successive, ovvero produzione di massa e commercializzazione – ottimisticamente IBM prevede il lancio delle soluzioni a 7nm non prima del 2020, le attuali tecnologie sperimentali sono ancora “lente” e vanno ulteriormente perfezionate.

Nel frattempo riusciranno competitor come AMD a sfruttare la battuta di arresto dell’azienda? Probabile anche se, come forse ha messo in conto anche lo stesso Brian Krzanich, gli ostacoli incontrati da Intel si presenteranno puntualmente alla porta della concorrenza: saranno allora gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’abilità degli ingegneri a fare la differenza.

 

 

 

 

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