Internet Exchange Point, cosa sono e come funzionano

IXP, peering e depeering: cosa può accadere alla connettività italiana? Cos'è un Internet eXchange Point e cosa significa peering? Perché la decisione del deepering di Telecom Italia desta tanta preoccupazione? Ecco spiegato nei dettagli come funzionano le interconnessioni fra i differenti operatori e le tipologie di accordi comuni per il buon funzionamento delle Rete italiana

Telecom Italia può peggiorare la qualità della connettività italiana e privarla della sua neutralità? Molti sostengono di si e il fronte anti-Telecom si è mosso contro il caos depeering che ha echeggiato pochi mesi fa sul Web. Fra i tanti che guardano al depeering annunciato da Telecom come a un peggioramento, ci sono proprio gli Internet eXchange Point (IXP) italiani, che hanno pensato di costituire un manifesto a difesa della libertà, dell’apertura e della trasparenza dell’Internet nostrana.

Ma chi sono gli IXP, cosa significa depeering e perché è un’operazione così tanto preoccupante?

In passato abbiamo avuto modo di parlare di Milano Caldera come la casa dell’Internet italiana, in cui ha sede il MIX, Milano Internet eXchange, la società che senza scopi di lucro gestisce il servizio di interconnessione e interscambio fra i vari operatori nazionali ed esteri.

Il MIX è il principale IXP della rete Internet italiana e ha uno scopo ben preciso, che consiste nell’interconnettere tutti i sistemi autonomi di ogni singolo operatore fra loro, attraverso accordi gratuiti, che permettono il libero scambio fra le reti, transitando proprio sulle strutture dell’IXP stesso.

In pratica, un IXP (a volte detto anche NAP – Neutral Access Point o Network Access Point) è una rete LAN Ethernet basata su protocollo IP, che permette la connettività e il libero scambio di traffico tra tutti coloro che vi sono connessi. Un Internet eXchange Point è quindi un nodo neutrale della Big Internet a cui tutti gli ISP di qualsiasi dimensione e business possono appoggiarsi per consentire ai propri utenti di dialogare con gli utenti e i sistemi di qualsiasi altro operatore connesso.

Questi collegamenti di interscambio (peering) fra operatori (mantenuti su vLAN pubbliche o su vLAN private), avvengono secondo specifici accordi, solitamente basati sull’assunto del libero traffico, in modo da abbassare i costi generali, scambiare il traffico più efficacemente e ottenere così dei benefici reciproci. In pratica, ogni operatore attiva una sola connessione verso la piattaforma comune (l’Internet eXchange Point, appunto) e scambia il traffico con molti altri partecipanti. Tutti i partecipanti all’IXP forniscono la propria parte di operato per ottenere le soluzioni di connettività di cui hanno bisogno i clienti di ciascun provider, per un vantaggio comune.

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Gli IXP in Italia e nel mondo

Ogni paese ha quindi uno o più IXP. In Italia ne sono presenti 9, non tutti attivi: Milano: MIX – Milan Internet eXchange; Roma: NaMeX – Nautilus Mediterranean eXchange AS24796, Torino: TOP-IX – TOrino Piemonte Internet eXchange AS25309; Udine: FVG-IX – Friuli Venezia Giulia Internet eXchange; Firenze: TIX – Tuscany Internet eXchange (Regione Toscana – enti pubblici scuole e no profit); Bari: NaMeX-B (sperimentale – NON ATTIVO); Milano: MINAP – Milan Neutral Access Point (NAP pensato per “Small companies”); Padova: VSIX Nap del Nord Est (Veneto, cooperazione tra gli Internet Service Provider locali, nazionali ed internazionali);Olbia: Sardegna Internet Exchange (Sardegna – IN ATTIVAZIONE).

A questi si aggiungono tutti quelli presenti su territorio europeo, di cui 73 sono entrati a far parte dell’Associazione Euro-IX, nata nel 2001 da un piccolo gruppo di sette IXP Europei, tra cui anche il MIX, con lo scopo di coordinare e scambiare le conoscenze e le esperienze per uno sviluppo armonizzato dell’intera connettività Internet Europea.

Agli IXP europei si affiancano poi quelli dei paesi degli altri continenti, per un totale di oltre 200 IXP sparsi nel mondo.

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Il caso Telecom Italia e il depeering

Approfondita l’importanza degli IXP come piattaforme di accesso comune ai sistemi autonomi (Autonomous System o AS) di ogni operatore e specificati i liberi rapporti di connettività fra i partecipanti, viene da sé che la decisione di Telecom Italia di chiudere il peering aperto e gratuito (depeering) che manteneva dal 1996 desta non poche preoccupazioni. Infatti, mentre l’azienda continuerà a mantenere degli accordi di peering privato con gli operatori maggiori, ai più piccoli impone una connettività a pagamento, similmente a quanto hanno fatto altre telco europee come Orange, Deutsche Telekom e, guarda caso, Telefonica. Se da un lato Telecom giustifica la scelta per procedere verso un sistema di connettività migliore ed evoluto, dall’altra parte i provider e l’associazione degli IXP vedono la mossa come un’azione destabilizzante per la Rete italiana con un modello di business fino ad ora inesistente e spesso non accettabile per gli operatori più piccoli, che saranno quindi costretti a collegarsi agli altri operatori tramite connessioni internazionali, con latenze maggiori e un degrado della Rete nostrana.

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