Intervista a Scott Guthrie: Azure Stack e piattaforme per gli sviluppatori

Scott Guthrie è il "numero 1" della divisione Cloud and Enterprise Microsoft. Ecco di cosa si è parlato in una recente intervista rilasciata a The Register.

Scott Guthrie

Pare che Scott Guthrie indossi frequentemente t-shirt rosse.

Il giornalista che ha recentemente intervistato Scott Guthrie afferma di averlo incontrato per la prima volta nel 2000. A quei tempi supervisionava il progetto ASP+, un framework di sviluppo che sarebbe stato rinominato successivamente ASP.NET ed implementato nella piattaforma Microsoft. Guthrie si è poi occupato dello “sfortunato” Silverlight.

Nel 2011 Scott inizia la sua avventura in Azure, piattaforma ancora “giovane” in cerca di una propria identità e di un solido porftfolio: le funzionalità che arrivarano di lì a poco (durable VM, scalable Azure website ed un nuovo portale per gli Admin) rappresentarano sicuramente un passo  avanti per la piattaforma cloud che iniziò a presentarsi come una delle valide competitrici di AWS.

In occasione di un evento (Business Forward) tenutosi il mese scorso a Londra , il giornalista di The Register ha avuto modo di scambiare nuovamente due chiacchere con l’attuale VP della divisione Cloud and Enterprise Microsoft (carica che ricopre dal 2014).

 Di seguito le parti più interessanti; per l’intervista completa vi rimandiamo come sempre al link menzionato nella sezione delle fonti.

The Register (TR): In passato la creazione di ASP.NET fu il tentativo di semplicare la programmazione Web. Quale è invece l’attuale strategia Microsoft [per il mondo degli sviluppatori]?

Scott Guthrie (SG): [Ci stiamo focalizzando sul rendere disponibili i servizi Office via API o blocchi integrabili. Ad esempio cose come Microsoft Teams ed il nostro Bot Framework. […] [Un altro esempio è] Office 365 che utilizza l’Azure Active Directory, quindi la possibilità di adoperare gli stessi meccanismi di autenticazione ed autorizzazione con tutte le tue app, VM, container e risorse. [Altre a questo, ci sono i 100 milioni di utenti Enterprise attivi ogni mese che utilizzano quotidianamente Office 365. Puoi incrementare il valore delle tue app e renderle ancora più semplici da utilizzare].

The Register (TR): Il Regno Unito ha una propria region Azure [che è stata aperta circa un anno fa]. Abbiamo tuttavia sentito parlare di diverse problematiche di “capienza” e di clienti ai quali è stato chiesto di [cambiare region]. Perchè tutti questi problemi?

(SG): Generalmente non abbiamo problemi di capienza nei data center. Continuiamo a costruire data center. A volte – e succede a tutti i cloud vendor – possiamo però avere [scarsa disponibilità] di particolari tipologie di VM e server. Su Azure clienti possono “riservare” una determinata quota [di risorse]. C’è stato un periodo tra Aprile e Maggio in cui per una settimana circa abbiamo imposto un limite alla quota riservabile dai nuovi clienti. La crescita della nostra region del Regno Unito è quattro volte superiore a quanto preventivato dal nostro business plan. Dovevamo attivare più server ed attualmente non abbiamo alcuna restrizione sulle quote riservabili.

The Register (TR): perchè Azure Stack è [un sistema chiuso] che richiede l’acquisto di un sistema preconfigurato?

(SG): Quel che ci è stato riferito dai clienti, ed il motivo per cui abbiamo optato per il supporto [al solo] hardware pre-certificato, sono alcune delle esperienze che la gente ha avuto con OpenStack ed altre tecnologie, con le quali hanno avuto serie difficoltà ad effettuare i deploy ed eseguire [varie soluzioni] in ambienti di produzione.

Il cloud non è solo [capacità di calcolo] ma anche reti, sistemi di storage e [vari elementi condivisi tra questi ultimi]. Se le performance subiscono un drastico calo, ti rivolgi al produttore del server, al produttore della strumentazione di rete, a quello del load balancer o dello storage? Solitamente [si assiste ad uno scaricabarile] e tu impiegherai settimane e mesi [a mettere in sesto il tuo ambiente cloud]. Abbiamo parlato con numerosi clienti che ci hanno detto “per favore non fatelo”. Il modello che abbiamo invece deciso di proporre contempla la collaborazione con il più ampio numero di hardware provider [:] HP, Dell, Lenovo, Cisco e Huawei. Questi sono i cinque più grandi produttori di server al mondo ed avranno sistemi che partono da tre nodi, [non si tratta quindi di acquisti impegnativi]. […] E potrai avere nel giro di uno o due giorni  un ambiente cloud operativo . […]

The Register (TR): Ora che Microsoft si è focalizzata sulle tecnologie cloud i suoi prodotti on-premise hanno perso rilevanza?

(SG): Penso che le soluzioni on premise stiano avanzando rapidamente. Prendiamo ad esempio SQL Server, in precedenza rilasciavamo una nuova versione ogni due o tre anni. L’anno scorso, con SQL 2016, abbiamo probabilmente avuto la più grande release SQL di sempre. […] Sei mesi fa abbiamo rilasciato SQL 2016 SP1. […] Questa estate rilasceremo SQL 2017 ed è la prima volta che rendiamo disponibile una major rev di SQL nell’arco di 12 mesi. Quella versione sarà eseguibile su Linux, Docker […].

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