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Sedo e il mercato secondario di domini

di Stefano Bellasio

Logo sedo hostingtalk.itHostingTalk.it non si occupa solamente di servizi hosting e housing, fin dalla nostra nascita abbiamo incluso nei nostri argomenti di discussione i servizi di registrazione e gestione dei nomi a dominio. Vista la diffusione, anche in Italia, di un mercato dedicato alla compravendita dei nomi a dominio, abbiamo deciso di intervistare chi ha fatto di questo settore la propria attività, e oggi fa parte di una delle più grandi compagnie al mondo specializzate nella vendita all'asta di domini.

Con piacere pubblichiamo la lunga intervista fatta a Simone Ferracuti, country manager per l'Italia di Sedo.com. Con Simone abbiamo cercato di approfondire diversi aspetti legati al mercato secondario dei nomi a dominio, dato che attualmente in Italia molte pratiche, come il parking, sono ancora poco diffuse.

Link: la pagina italiana dedicata al servizio su Sedo.com

Ringraziamo Simone e Sedo per la disponibilità e la gentilezza riservate ad HostingTalk.it

HostingTalk.it: Ciao Simone, puoi presentarti brevemente ai lettori di HostingTalk.it?

Simone Ferracuti: Ciao a tutti, sono Simone, ho 28 anni, vivo in Germania da 4 anni e lavoro per Sedo, a Colonia, da un anno e mezzo.

HostingTalk.it: Quando è nata Sedo e di cosa si occupa? Che ruolo hai all'interno della compagnia?

Simone Ferracuti: Sedo è stata fondata nel 2001 da tre studenti, Marius Würzner, Tim Schumacher e Ulrich Priesner. L’idea di creare una piattaforma per la compravendita di domini nacque quasi per caso. Essi avevano un dominio, “offensiv.de”, legato ad un progetto web di un videogame di calcio. Esaurito il progetto si chiesero cosa fare del dominio, e pensarono di venderlo. Si resero presto conto che non c’era alcuna impresa o struttura che consentisse una simile attività che pure era ricercatissima nel web. Da qui l’idea di creare Sedo, acronimo di “Search Engine for Domain Offers”.

Sedo offre ora i prodotti più avanzati legati al mercato secondario di domini: piattaforma, trasferimento, asta online e intermediazione (brokeraggio). Uno dei prodotti principali è inoltre il parking.

Il mio ruolo all’interno di Sedo è quello di Country Manager per l’Italia. Gestisco le attività di Marketing, Sales e Business Development in Italia in collaborazione con i responsabili internazionali di questi settori. Sono inoltre Account Manager dei clienti SedoPro italiani.

HostingTalk.it: Qual è attualmente l'importanza del mercato di compra vendita dei nomi a dominio? Lo sviluppo di Sedo è avvenuto in maniera omogenea in tutti i paesi in cui opera?

Simone Ferracuti: Poiché i nomi a dominio migliori, come è risaputo, sono stati già registrati, le attività del mercato secondario sono in continua ascesa. Dei circa 120 milioni di domini registrati il 40% non è sviluppato, è quindi potenzialmente o effettivamente in vendita.

Il 10% è invece in parking. Le teorie più attuali legate al mercato di domini prevedono un sempre maggiore sviluppo delle attività di aftermarket: alla grande diffusione delle attività nel web e del commercio online, in continua ascesa, non coincide infatti una maggiore disponibilità di nomi a dominio validi. Nuove TLD si sono dimostrate spesso dei flop e la loro creazione ha causato, inaspettatamente, un aumento del valore delle TLD tradizionali. Sempre più spesso si ripete, ormai, che i nomi a dominio sono a tutti gli effetti dei “beni immobili virtuali”.

Nuove aziende che debuttano in internet, imprese che puntano a nuovi canali di marketing, o investitori che desiderano far fruttare il loro denaro attraverso settori finanziari alternativi, acquistano regolarmente domini. Da qui il successo di Sedo come maggiore piattaforma mondiale di compravendita.

HostingTalk.it: Sedo.com opera in Europa, a livello mondiale quali sono le altre società che operano nel settore? Per cosa si differenzia Sedo?

Simone Ferracuti: Le più grandi imprese che operano nel Domain Name Aftermarket sono normalmente focalizzate sugli Stati Uniti. Ci sono poi aziende che puntano su mercati specifici e relativamente chiusi agli stranieri, per ragioni di lingua o, a volte, politiche, come per esempio la Cina. I principali player mondiali nel mercato di compravendita sono Afternic e Escrow. Per il parking rilevanti sono Fabulous, DomainSponsor e, in Europa, NameDrive.

Nonostante una sempre maggiore concorrenza Sedo riesce a mantenere la posizione di primato in entrambi i settori.

Gli aspetti principali che ci contraddistinguono rispetto ai concorrenti sono la nostra internazionalizzazione e l’attenzione al cliente. Abbiamo due uffici in Germania (con più di 110 impiegati) e negli USA (più di 40 impiegati), a Sedo si parlano più di 22 lingue. Ci sono 5 team principali: inglese per gli USA, inglese per UK e resto del mondo, tedesco, francese, spagnolo. Abbiamo country manager per Italia, Scandinavia, Benelux, Giappone, Cina, Corea. Ciò ci permette, da un lato una maggiore cura e assistenza ai clienti, dall’altro lo sviluppo di soluzioni specifiche che si adattino alle singole realtà nazionali, migliorando la qualità dei nostri prodotti.

HostingTalk.it: Quale è il target di Sedo, viene utilizzato solamente da privati o anche da società e aziende?

Simone Ferracuti: Sedo ha differenti target per varie categorie di clienti, con prodotti specifici per ciascuna di esse. Le categorie principali sono:

1.Soluzioni per il Parking, con due prodotti principali: Sedoparking, per clienti “normali”, che combina facilità d’uso a rendimento, e SedoPro, la tool avanzata che offre strumenti particolari di ottimizzazione e analisi, dedicata ad utenti esperti, nonché l’assistenza di un account manager personale.

2.Soluzioni per la compravendita, che comprende tutta una gamma di prodotti, quali la piattaforma vera e propria, la valutazione di nomi a dominio, il servizio di brokeraggio, l’asta, la vetrina. Dedicato sia a imprese che privati.

3.Soluzioni per hosting provider e registrar: Whois Integration, Registrar Parking, Expiring Domains, che permettono di massimizzare i rendimenti di attori del mercato primario con l’integrazione di servizi tipici del mercato secondario.

HostingTalk.it: In Italia per la compravendita di domini non esistono servizi specializzati, si prediligono spesso forum che consentono queste attività, perché l'utente dovrebbe utilizzare un servizio come Sedo? Quali garanzie, anche dal punto di vista economico, ottiene?

Simone Ferracuti: Sedo offre due tipi di garanzia: da una parte l’assistenza di agenti esperti nel trasferimento, dall’altra la sicurezza relativa al passaggio della somma di vendita pattuita, che, pagata prima che il trasferimento abbia inizio, rimane su di un conto fiduciario di Sedo fino a quando l’intero passaggio al nuovo proprietario non sia completato.

HostingTalk.it: Sedo non si occupa solamente di aste online, ma anche di negoziazioni private per la compravendita di siti e domini, ci spieghi esattamente come funziona? Sedo si occupa interamente della trattativa, e in che modo solitamente viene portata avanti?

Simone Ferracuti: Il servizio di negoziazioni, o brokeraggio di domini, è uno dei nostri prodotti principali. Se si è interessati a un dominio che non è in vendita su Sedo, il nostro team internazionale di broker si può occupare di contattare il proprietario e di avviare una trattativa d’acquisto.

L’acquirente viene assistito da un broker in ogni singola fase della trattativa. All’atto dell’ordinazione del servizio forniamo un certificato di valutazione del domino, inclusivo di una sua analisi dettagliata e del suo valore (il certificato non viene ancora fornito in lingua italiana). In base ad esso richiediamo che ci venga segnalato un prezzo massimo di vendita, poi stabiliamo la miglior strategia da seguire e avviamo la contrattazione. Uno dei nostri punti di forza è il fatto che disponiamo di esperti broker di differenti paesi, che permettono a Sedo di seguire trattative praticamente in ogni angolo del mondo. La trattativa di acquisto di uno dei domini più cari mai venduti, vodka.com, costato 3 milioni di dollari americani, è stata gestita dai broker di Sedo.

HostingTalk.it: Parliamo di Parking, una delle novità introdotte da società come Sedo, ancora poco conosciuta dagli utenti, cosa è e quali vantaggi porta per l'utente?

Simone Ferracuti: Il parking è il nostro fiore all’occhiello. E’ un ottimo servizio che permette di monetizzare il traffico dei domini inutilizzato o non performante. Il Parking trasforma un nome a dominio in un piccolo portale pubblicitario, facendovi apparire link pubblicitari a tema determinati da una parola chiave.

Ho notato che in Italia sono diffusissimi portali del tipo cosiddetto “MAV” (Made For AdSense). Sono portali senza un contenuto specifico creati appositamente per collegarvi link pubblicitari AdSense. Rispetto a questo sistema il Parking ha decisivi vantaggi:

1. permette di ottimizzare i link pubblicitari attraverso la scelta della parola chiave che li genererà, con un incremento notevole del clickrate (percentuale di clic in rapporto ai visitatori della pagina) e quindi dei guadagni

2. è facile da utilizzare. Non bisogna avere conoscenze di sviluppo di pagine web, ma basta puntare i domini sui nostri server e personalizzarli attraverso gli strumenti di ottimizzazione di Sedo

3. è compatibile con le condizioni di utilizzo di Google, il nostro partner pubblicitario nel parking

Il parking è attualmente la fonte di reddito principale di domainer e aziende operanti nel mercato secondario di nomi a dominio.

HostingTalk.it: Simone, tu sei country manager di Sedo per l'Italia, come vedi il settore italiano? Ha peculiarità rispetto agli altri mercati o tendenze diverse?

Simone Ferracuti: Il mercato secondario ha in Italia caratteri piuttosto peculiari. Da una parte infatti è abbastanza sviluppato: la TLD nazionale, il .it, è la quarta più diffusa a livello mondiale (dopo .de, .co.uk e .nl) e l’italia è tredicesima al mondo per il numero di registrazioni di TLD generiche (.com, .net ecc.).

Sono presenti in Italia domainer, anche se molto pochi, dai grandi porfolios ed esperti nella registrazione di domini in scadenza come nell’individuazione di domini dall’alto traffico type-in (i domini cioè, il cui traffico ha origine dalla digitazione diretta nel browser, e che per questo hanno un alto rendimento nel parking). D’altro canto c’è una certa disinformazione a livello generale per quanto riguarda la compravendita e il parking. Ciò è evidente per esempio dalla mancanza di forum specifici: normalmente all’aftermarktet sono dedicati piccoli spazi nei forum principali e al parking non è dedicato spazio proprio, ma rientra quasi sempre nella categoria dedicata ai programmi di affiliazione.

Mancano anche altri mezzi di informazione, quali blog o riviste. Hosting provider e registrar si stanno iniziando a interessare solo adesso a prodotti del mercato secondario ormai affermati da tempo negli altri mercati.

HostingTalk.it: Spesso si tratta solo di leggende, ma a tuo parere oggi la compravendita di domini può rappresentare una vera e propria attività redditizia?

Simone Ferracuti: La compravendita di domini quale attività redditizia è una realtà. E non parlo solo di ditte americane, che investono soldi in domini come ulteriore diversificazione di investimenti da quelli più tradizionali come la borsa o gli immobili, parlo anche di italiani che stanno investendo al punto da fare del mercato secondario la propria attività principale. Il numero di clienti di una certa rilevanza è ancora piuttosto limitato.

Ribadisco d’altra parte che la solita compravendita non è sufficiente per la creazione di un’attività redditizia. La “miscela” perfetta è rappresentata dall’associazione tra compravendita e parking. Il parking genera infatti guadagni immediati che permettono non solo il mantenimento dei domini acquistati, ma anche il reinvestimento in nuovi domini finalizzati ad una successiva rivendita.

Bisogna dire d’altro canto che per dedicarsi a questo genere di attività c’è bisogno di esperienza e di un buon investimento iniziale. I domini di maggior qualità sono ormai occupati, e devono essere perciò acquistati. C’è tuttavia ancora spazio per i domini cosiddetti “semi-generici”, composti cioè da due parole accostate, che iniziano ad essere abbastanza ricercati.

HostingTalk.it: Domanda diretta ad un esperto di questo settore, quali sono i fattori da valutare per la stima di un sito o di un dominio? In rete spesso c'è molta confusione.

Simone Ferracuti: La valutazione di siti è un prodotto che non offriamo più: è un’operazione lunga e laboriosa, che richiede oltretutto molta esperienza. Poiché la richiesta di questo prodotto era limitatissima, abbiamo deciso di rinunciarvi per proseguire con prodotti maggiormente standardizzati e classificabili, quali la valutazione dei nomi a dominio. Riassumendo, gli aspetti principali per tale valutazione sono due: analizziamo da una parte la qualità del nome in sé e per sé, in relazione alla diffusione del termine analizzato, alla TLD e alla commerciabilità che esso possiede, in secondo luogo confrontiamo il dominio in questione con domini di simili caratteristiche già venduti attraverso il nostro portale (che ormai sono quasi 2500 al mese). Il giusto equilibrio tra questi due elementi ci permette di effettuare una valutazione seria e attendibile dei nomi a dominio.

Un sistema utilizzato a livello internazionale per determinare il valore di un dominio è anche basato sulle rendite del parking. Distinguiamo in questo normalmente due categorie: la prima è quella dei typo (basati su errori di battitura, come per esempio asicurazioni.it), dagli alti rendimenti di parking ma dal basso valore commerciale, che sono venduti normalmente su base 18-24 mesi di proventi parking. E i generici, che hanno un più alto valore e sono venduti a partire dai 5 anni di rendimento parking in su.

HostingTalk.it: Quali progetti per il futuro? Sia per Sedo sia per il mercato italiano?

Simone Ferracuti: Per quanto riguarda l’impresa in generale, il progetto più importante a breve termine in cui siamo coinvolti è la realizzazione di un sistema di ottimizzazione automatico per i domini in parking, utilissimo per clienti poco esperti o per clienti dai grandi portfolio. L’ottimizzazione riguarderà la scelta del layout, dei related links (i link delle categorie correlate che appaiono di lato nella pagina di parking) e della parola chiave. Sarà avviato dapprima per le lingue inglese e tedesco, poi per gli altri mercati.

Per quanto riguarda l’Italia, gli obiettivi futuri sono:

- la realizzazione di una versione “light” del portale in italiano su sedo.it (ora disponiamo di una semplice integrazione e descrizione dei servizi principali)

- lo sviluppo di prodotti adattati al mercato italiano (come aste di domini italiani)

- sempre maggior presenza in eventi e fiere (siamo stati sponsor di uno stand allo SMAU e realizzeremo un evento dedicato al mercato in Italia)

- l’apertura di una sede italiana (entro i prossimi 2-3 anni)

HostingTalk.it: Avete rapporti a livello italiano anche con gli hosting provider? Puoi parlarci di qualche progetto o collaborazione?

Simone Ferracuti: Abbiamo attualmente diverse categorie di rapporti. Con alcuni siamo in semplice contatto, con altri siamo in trattativa di collaborazione e infine con alcuni stiamo in trattativa avanzata di applicazione di alcuni nostri prodotti. Con DomainRegister.it abbiamo già raggiunto un accordo per il Registrar Parking.

HostingTalk.it: Una domanda un po’ più informale, un aneddoto da raccontarci sul tuo lavoro o qualche trattativa particolarmente interessante?

Simone Ferracuti: Ricordo una trattativa condotta dai nostri broker per l’acquisto di un dominio .it destinato ad un cliente saudita. Alla fine della contrattazione, quando stavamo per avviare il trasferimento, il saudita ci chiese: “E ora? Come ricevo il mio dominio? Gradirei che me lo spediate per posta”.

E’ diventato immediatamente l’aneddoto più amato dagli impiegati di Sedo.

HostingTalk.it: Se non sbaglio, con Sedo stai organizzando un evento tutto italiano, ce ne puoi parlare?

Simone Ferracuti: L’evento si terrà a Roma il 9 novembre e vi parteciperanno i principali attori del mercato secondario di nomi a dominio. Sono previsti quattro interventi, due di carattere generale e due più specifici, e sarà riservato spazio alla discussione e alla trattativa. Sarà inoltre l’opportunità per i presenti di conoscersi e di gettare le basi per la creazione di una comunità vera e propria.

Intervista condotta da Stefano Bellasio per HostingTalk.it

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Monday 22 October 2007