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Un blogger per il settore hosting, tra tecnologia e recensioni

di Stefano Bellasio

Scott Yang neanche se lo immaginava, eppure il suo blog, HostingFu.com ha raggiunto un consistente numero di lettori a livello internazionale. Lui, che il settore hosting lo conosce da tempo, ha deciso di iniziare a parlare dei servizi, di recensirli e fornire dettagli e informazioni non sempre reperibili.

SCott Yang, www.hostingfu.comLui è nato in Cina, vive in Australia ma dice di preferire di gran lunga i servizi americani per ospitare i suoi progetti e ha anche le idee molto chiare su questo settore e la sua evoluzione. HostingTalk.it ha intervistato Scott Yang, un giovane programmatore che ha deciso da qualche anno di aprire HostingFu.com, un blog interamente dedicato al mondo dei servizi hosting, dove è solito recensire i servizi che ha modo di utilizzare o per i quali viene contattato.

Nel panorama internazionale i blog interamente dedicati al settore hosting e non di proprietà di singole compagnie o testate del settore sono pochi, HostingFu.com di Scott è quindi un caso raro che nel tempo è riuscito ad accrescere il proprio numero di lettori e il numero di recensioni inerenti i servizi.

HostingFu.com Homepage

Partito come hobby, oggi il suo blog è cresciuto come non avrebbe mai pensato e il suo problema è ora trovare il tempo per scrivere! Abbiamo parlato con Scott del nostro settore, quali sono le tendenze che vede e di come pensa si possa evolvere, anche in relazione a problematiche concrete come lo spam e la gestione della posta elettronica. Ha iniziato a ospitare in maniera casalinga i propri siti e progetti, oggi ha accomulato una buona esperienza con la recensione di numerosi servizi di shared hosting e di virtual private servers.

Parlare con Scott è un vero piacere, HostingTalk.it andrà a cercare altri casi unici di blogger che si occupano, con molta professionalità, di questo settore, fornendo spesso dettagli e informazioni difficilmente reperibili altrove.

Il profilo di Scott su LinkedIn.

Di seguito l'intervista fatta a Scott Yang, il blog di Scott è all'indirizzo: www.hostingfu.com

Ciao Scott e benvenuto su HostingTalk.it! Per prima cosa potresti spiegare ai nostri lettori di cosa ti occupi e quale è la tua esperienza, anche come cliente, nel settore hosting?

Il mio nome è Scott, sono nato a Taiwan, dove sono cresciuto e ho studiato, attualmente lavoro in Australia. Tuttavia non lavoro in una hosting company. Lavoro come software architect per una ISV (indipendent software vendor) che si occupa di software e servizi di planificazione finanziaria.

Diciamo che non sono stato un vero e proprio "hosting customer" almeno fino al 2005. Prima di acquistare il mio primo account di webhosting, ho utilizzato la mia adsl casalinga per ospitare tutti i miei siti.

Bene, Scott quando ti ho chiesto un'intervista per HostingTalk.it la prima cosa che mi hai detto è che il tuo lavoro non era all'interno di questo settore, ma tu gestisci in prima persona un blog inerente il webhosting, come è nata l'idea di avviare un blog su questo argomento e perchè?

Nel 2005 accadde qualcosa di drammatico che mi spinse a pensare che ospitare progetti sul mio server casalingo, con la mia adsl, non era proprio una buona idea. Intendiamoci, ho più di 10 anni di esperienza con Linux e nello sviluppo di software, ma mi sono trovato completamente spiazzata quando ho dovuto acquistare un pacchetto hosting. Ho deciso di documentarmi e di rendere pubblico quello che avevo imparato, così è nato HostinFu.com.

Così ho comprato il mio primo pacchetto di hosting condiviso (attratto dal gigantesco ammontare di gigabytes di spazio e di traffico mensile ovviamente, prima non ero al corrente del significato di "overselling"). Ho presto scoperto che non era quello che mi serviva e che le prestazioni non erano delle migliori. In seguito ho scoperto i server virtuali grazie ai quali potevo usare la shell, con la quale ho familiarità, ad un prezzo giustificabile per i miei progetti casalinghi.

Ho iniziato a scrivere recensioni riguardanti i prodotti hosting che utilizzavo - alcuni erano buoni altri meno - perchè credo che i prodotti di questo settore meritino dettagliate recensioni. La maggior parte delle recensioni che si trovano in rete sono falsificate (quasi sempre siti affiliati), troppo brevi o non abbastanza dettagliate (quello che solitamente si trova invece nei forum che parlano di hosting). Dopo aver iniziato a scrivere qualche recensione ho pensato di scrivere queste recensioni su un blog apposito, ecco HostingFu.com.

Sei di origini cinesi ma vivi in Australia, quale è la tua esperienza nei servizi hosting di questi paesi? Quali sono le differenze?

Sinceramente non ho alcuna esperienza con il settore webhosting del Sud Est dell'Asia (considerando inoltre che tutto quello che viene hostato in queste regioni appare veramente lento in Australia, per via del cattivo peering). Per cui non posso dire nulla per quanto riguarda l'Asia, mentre per l'Australia devi considerare che è un grande paese ma con pochissime persone - è grande 25 volte l'Italia ma ha un solo un terzo della sua popolazione - il che si traduce in infrastrutture costosissime. L'inglese è la lingua ufficiale quindi la maggior parte dei contenuti provengono dagli USA o dalla Gran Bretagna, che si trovano però a migliaia di chilometri di distanza. Combinando le due cose, ottieni dei costi per la banda davvero alti. A causa del livello di richieste sul mercato inoltre, non abbiamo un'economia di scala. La maggior parte delle compagnie addebita circa 2-2,5 Euro per ogni gigabyte in eccesso consumato.

Se la tua necessità è quella di avere applicazioni con un bassa latenza nei collegamenti non c'è sicuramente molta scelta, ma attualmente la maggior parte dei miei account di hosting si trova negli USA (i quali hanno sicuramente un costo della banda inferiore)

Su HostinFu.com recensisci prevalentemente servizi di shared hosting e di virtual private servers, come contatti le compagnie e, in particolare, quali tipo di rapporti intercorrono tra il tuo lavoro e la compagnia recensita?

Attualmente non contatto personalmente le singole compagnie di hosting. Di solito recensisco solamente i servizi da me utilizzati, ma anche in questo caso non contatto la compagnia prima di farlo, scrivo la recensione solamente dal puro punto di vista del cliente che ha acquistato il servizio. Certo, di solito non scrivo riguardo a servizi che hanno ben poco di buono di cui parlare (anche se è capitato in poche occasioni).

Qualche volta le compagnie di hosting mi contattano per richiedere la recensione dei servizi (un esempio è la mia recente revisione di Crucial Paradigm in Australia). Tutto dipende poi dagli accordi, solitamente decido di recensire il servizio se c'è veramente qualcosa di unico in quello che viene offerto e sono felice di provarlo. In un caso ancora (Linode) dopo aver provato il servizio, ho deciso di divenire anche cliente dello stesso.

Quali tools usi per eseguire le recensioni dei servizi?

Ho recensito quasi sempre prodotti shared e virtuali e devo dire che le mie recensioni non seguono mai un andamento troppo schematico nei test. Ho utilizzato diversi tools per analizzare le performance del sistema, benchmark unix come Hdparm/seeker per quanto riguarda l'I/O, semplice uso di WGET per quanto riguarda il test della connettività e via dicendo. Tuttavia ho anche avuto modo di vedere che è difficile analizzare le reali prestazioni senza un vero scenario di utilizzo alla base, per cui spesso ho hostato siti attivi su questi account per pochi mesi.

Spam, un problema enorme. Penso tu abbia sentito parlare del consiglio di DreamHost di portare su Gmail i propri account di posta, cosa ne pensi a riguardo? La soluzione, nel caso dei servizi di posta, è l'outsourcing? Sul tuo sito hai trattato diverse volte il problema dello spam, con un ottimo articolo riguardante anche la tecnica del greylisting, pensi sia un buon metodo per combattere lo spam?

Si ho sentito parlare di questa cosa. Ma nota che DreamHost non ha forzato nessuno al passaggio sul sistema di Google, ma per prima cosa offre l'impostazione automatica dei DNS per il funzionamento con Google Apps e, seconda cosa, ha raccomandato ai propri clienti l'utilizzo di Gmail al posto dei propri server mail interni. Non penso si tratti propriamente di outsourcing, si tratta di un consiglio, anche perchè si ha comunque la possibilità di continuare ad utilizzare il loro servizio interno.

Dal punto di vista dell'utente penso che si tratta di una mossa eccellente, in fondo il provider suggerisce di mandare in outsourcing quei servizi in cui non può garantire la massima funzionalità e per i quali non ha sufficienti risorse. Dopo tutto non è affatto banale progettare un sistema in high-availability per la gestione di miglioni di email con buone soluzioni di filtering per lo spam e per i virus. Google sembra avere la necessaria esperienza, perchè non approfittarne?

Per quanto mi riguarda l'hosting di servizi email è molto differente dal semplice hosting su uno spazio web, così come le stesse email sono un'applicazione che gli utenti possono decidere di gestire nel migliore dei modi quanto il provider fornisce una soluzione vps o dedicata. Le compagnie di hosting non penso debbano sentirsi troppo minacciate da servizi come quello di Google, almeno che il loro core business non sia proprio la gestione di sistemi di email.

Per quanto riguarda l'outsourcing e se questo sia la soluzione per una hosting company, ti dico che dipende dai casi. Molti aspetti all'interno di una compagnia di questo settore possono essere già considerati come "outsourced", pensiamo ai sistemi di pagamento, al data center, alla realizzazione dei servers, magari la stessa gestione delle macchine etc. Gestire completamente in outsourcing anche le emails potrebbe essere non troppo saggio, ma fornire diverse opzioni (hosted email, Google Apps o altri MX) personalmente penso sia una ottima idea.

Sul Greylisting, penso sia abbastanza efficace nel bloccare i bots ma anche lui ha i suoi problemi, e qualche volta le emails importanti rischiano di essere cancellate. Certo, si possono stabilire delle regole di utilizzo per il greylisting, ad esempio utilizzarlo solo sulle email provenienti da linee broadband/dial up, o da IP listati nelle RBLS, oppure non utilizzarlo per SPF o DomainKeys etc. Il tutto diviene complicato...

Riguardo al settore dei servizi hosting, in qualità di blogger quale è la tua idea riguardo a quanto c'è oggi e al futuro? Penso non ci sarà più solamente una tipologia di servizio unica, come lo shared hosting, ma diverse tipologie per diverse tipologie di richiesta, in base alle necessità delle persone e delle aziende, cosa ne pensi?

La mia riguardo al settore hosting per il futuro si divide nella distinzione "managed" o "unmanaged". I servizi unmanaged forniscono una piattaforma di qualsiasi dimensione, dal servizio shared al cloud computing, così molti sviluppatori possono realizzare applicazioni e ospitarle direttamente qui. Amazon EC2?

Il servizio managed è invece, dalla parte opposta, l'applicazione che è stata realizzata. Tutto viene realizzato e messo a disposizione "per far si che quella cosa funzioni o possa essere online". Nessun account FTP, SSL, MySQL, PHP o altro. Ma al loro posto software di blogging, accounting software, community software, meglio potrei dire qualcosa come Wordpress.com? O ancora parlare di SaaS? Non penso che la situazione odierna, con la presenza di migliaia di shared hosting in overselling sia destinata a durare ancora a lungo. Le piattaforme dei providers vanno verso una consolidazione, ma ci saranno anche molti più application providers man mano che le persone richiedono soluzioni basate sul modello SaaS. Ma ovviamente potrei anche sbagliarmi!

Bene Scott, come blogger "del settore" pensi in futuro di voler avviare una tua compagnia di hosting? Ti è capitato di ricevere offerte da parte di aziende appartenenti a questo settore?

No, assolutamente. Preferisco di gran lunga lavorare sul codice, piuttosto che trattare e discutere con i clienti, inevitabile quando ti appresti ad avviare una compagnia di hosting. E poi l'hosting è un settore anche molto saturo, dove in fin dei conti per avere successo dei fornire qualcosa di unico che altri non fanno.

No non ho ricevuto ultimamente proposte per avviare o lavorare in una hosting company. Tuttavia ho ricevuto diverse proposte interessanti per lavorare in progetti software. E che dire, mi spiace, ma devo dire che attualmente sono abbastana contento dove mi trovo ora!

Ok, Scott hai piani di espansione per il tuo blog?

Certo ci sono sempre nuovi piani di espansione ma non c'è mai abbastanza tempo! Il blog è cresciuto fino ad un livello che non avrei mai immaginato e ora desidererei solamente avere più tempo per scrivere (e anche questo non è semplice!). Ad ogni modo sono sempre molto interessato nel recensire servizi innovativi, nel discutere del settore hosting, di nuove tendenze e news...certo sempre se il tempo me lo consente!

Scott siamo giunti alla fine, grazie per la bella intervista e auguri per HostingFu.com

Grazie a voi per lo spazio che mi avete concesso!

Intervista ideata e realizzata da Stefano Bellasio per HostingTalk.it

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Monday 14 July 2008