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Introduzione a Google Analytics

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postato il 6 Novembre 2012
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Uno dei primi passi da compiere quando lanciamo una nuova attività sul Web riguarda la scelta dello strumento di monitoraggio. Per certi versi tale operazione andrebbe svolta addirittura prima di occuparci della configurazione del SEO. L'utilizzo di un SEO è chiaramente più importante del monitoraggio, ma può avvenire in un secondo momento. Spieghiamo perché: gli strumenti di monitoraggio misurano il numero di visite, le applicazioni consultate, le pagine lette, eccetera. Questi dati chiaramente non possono essere misurati in modo retroattivo. Se inseriamo il sistema di monitoraggio nell'anno 2012, sarà impossibile sapere quante visite abbiamo avuto nel 2011. In alcuni casi può essere comodo occuparsi del monitoraggio prima di attivare il SEO, per poter poi capire quanto efficace è la strategia del SEO, confrontando i rapporti del monitoraggio prima e dopo il SEO.

Considerazioni di questo tipo diventano molto importanti quando dobbiamo valutare i costi dell'attività di promozione. Se usiamo un SEO, o abbiamo investito su una campagna di AdWords, molto probabilmente vorremmo quantificare l'efficienza delle nostre scelte, intesa come rapporto tra risultati ottenuti e i costi sostenuti. Da almeno 5 o 6 anni Google Analytics si è imposto come il miglior sistema di monitoraggio disponibile. Google Analytics è utilizzato dalla maggioranza dei siti sia professionali che amatoriali, compresi i siti ad alta visibilità (parliamo dei siti più visitati al mondo). Vediamo quindi come usare questo strumento, incominciando da zero. Prenderemo come punto di partenza un normale account Google, ad esempio come quello che usiamo per gestire la posta su Gmail. Usando questo account possiamo crearne uno nuovo, che verrà appunto definito “un account su Google Analytics”.

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Figura 1 – Registrazione su Google Analytics

nel corso della registrazione ci verrà chiesto se collegare l'account agli altri servizi di raccolta dati. Anche se questo al momento non ci interessasse, possiamo comunque spuntare tutte le caselle suggerite, onde evitare di dover poi andare a riconfigurare l'account in futuro.

Figura 2 – Condivisione dadi su Google Analyticsgoogle_02

Anche se stiamo parlando di “account”, non avremo bisogno di nessuna login o password: per accedere all'account di Google Analytics continueremo ad usare il normale account che usiamo per accedere agli altri servizi di Google (come ad esempio la WebMail).

La distinzione dell'account di accesso (es: Gmail) da quello di amministrazione (Google Analytics) ci porta a discutere la gestione delle entità collegate al servizio. Google Analytics viene gestito e configurato usando diverse entità, che vengono chiamate appunto account, proprietà, profilo, utente e rapporto. A livello concettuale non c'è nulla di complicato, ma la terminologia può sembrare un po' confusa all'inizio. Nella prossime pagine chiariremo questi aspetti.

Indice
  1. Introduzione a Google Analytics
  2. Entità e terminologia
  3. Configurazione
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Chi è Stefano Adriani

Laureato in Fisica. Negli ultimi vent'anni si è principalmente occupato di formazione e documentazione tecnica nell'ambito IT, ma vanta anche esperienze come sviluppatore Java e JSP, soprattutto per quanto riguarda architetture SOAP. Le sue competenze variano dal design delle interfacce di front-end (HTML5, CSS3 e jQuery) fino allo sviluppo del backend (PL/SQL), passando per il project-management e il game-design (serious games and e-learning).

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