Social media e sanità, in un nuovo studio di PwC
Un nuovo studio pubblicato da PwC indaga il cambiamento nei rapporti tra sanità e IT, con particolare attenzione a come cambia la fruizione di servizi sanitari con l'approccio basato sui social media. Tra le evidenze della ricerca il fatto che gli uomini hanno più probabilità rispetto alle donne di rivolgersi a Facebook e ad altri social network per scopi sanitari. Per eseguire il sondaggio sono stati intervistati 1000 adulti ed è emerso che le persone più giovani sono più portate ad usare i social media per motivi sanitari di quelle più anziane.
In totale, più o meno un terzo dei rispondenti, ed il 50 per cento di quelli sotto l'età di 35 anni, ha usato i social media per scopi sanitari, che possono andare dal registrare una malattia a guardare video d'informazione e su YouTube. Il report di PwC ha concluso che i social media saranno sempre più uno strumento importante per i fornitori sanitari ed i consumatori, ricordando che la sanità non è più il grande escluso tra gli ambiti toccati dai social media. Allo stesso tempo comunque i regolamenti ancora ambigui, i problemi di privacy ed una serie di altri fattori limitano ancora il modo in cui pazienti e fornitori di sanità usano social media per prendere decisioni. Ma una volta che questi ostacoli verranno superati il report di PwC assicura che i social media apriranno nuove opportunità per migliorare i servizi sanitari ed i loro risultati.
Facebook si è rivelato come il sito più popolare (18%) per le persone in cerca di informazioni sanitarie, seguito da YouTube (12%) e dai blog (9%). Ma i social media fanno ancora poco per consigliare quali fornitori debbano scegliere i pazienti o dirigere in questo senso le preferenze: solo il cinque per cento degli intervistati ha detto che vorrebbe essere influenzato nello scegliere un ospedale piuttosto che un altro in base alla presenza registrata dal social media, rispetto ad un 30 per cento che dice di voler scegliere un ospedale mantenendo intatta la sua privacy.


