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Tag: provider, legge, copyright

Accolto il ricorso dei provider, rimosso il blocco di 493 siti richiesto da Moncler

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postato il 8 Novembre 2011
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Da ora in poi sequestrare un sito non sarà poi così semplice: il Tribunale di Padova ha, infatti, accolto il ricorso presentato contro il sequestro di circa 500 siti. L’accusa era quella di aver utilizzato il marchio dell’azienda francese Moncler: secondo il giudice per le indagini preliminare il semplice inserimento nel dominio del nome dell’azienda raffigurava i reati di "introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi" (articolo 474 del codice penale) e "vendita di prodotti industriali con segni mendaci" (art. 517).


Così aveva chiesto ai 27 provider, molti dei quali esteri, di oscurare i 493 siti con il blocco degli indirizzi media DS: il tutto senza effettuare nessuna verifica sui siti, alcuni dei quali addirittura non attivi. Proprio i provider sono stati parte in causa nel ricorso presentato e accolto dal Tribunale veneto. Tre le tesi sostenute nell’opposizione al provvedimento del Gip: in primo luogo si affermava che la disposizione violava il principio del “numero chiuso degli strumenti cautelati”, chiedendo qualcosa in più rispetto a quanto previsto dalla legge sui sequestri preventivi; nel ricorso, inoltre, si definiva abnorme la misura attuata, soprattutto perché non era stata compiuta alcuna verifica del contenuto dei sito; infine, secondo i provider mancavano elementi certi che provassero i comportamenti illeciti contestati.


Le tesi del ricorso sono state accolte dal giudice, che ha così cancellato il provvedimento di sequestro preventivo deciso in precedenza; il tribunale ha anche effettuato delle verifiche sui 493 siti, constatando come molti di essi commercializzano capi originali e altri non utilizzano il nome per fini commerciali. Questa decisione rappresenta un passo molto importante perché afferma la necessità di provare la relazione tra nome del dominio e reato e inoltre consente ai provider di opporsi alle richieste di sequestro che ritengono illegittime.

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