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NaMeX, focus sul punto di interscambio romano

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postato il 16 Settembre 2008
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namex.jpg Il 27 Maggio a Pisa si sono riunite più di 100 persone, tra di loro c'erano moltissimi professionisti italiani, per lo più dipendenti e manager delle maggiori realtà italiane del settore TLC e hosting provider. L'evento aveva come obiettivo quello di stimolare la discussione sui punti di interscambio e sulla loro importanza nella Internet di oggi, per questo gli IXP italiani hanno dato vita ad un evento che ha toccato diversi temi caldi del settore.

Il Peering Forum 2008 è stato il primo di una serie di eventi organizzati dai punti di interscambio italiani e ha raccolto un tale successo che una serie di persone è già al lavoro per l'organizzazione dei prossimi eventi. Il clima che si respirava a Pisa era internazionale, sul palco dell'evento sono infatti intervenuti due dei più importanti personaggi della Internet mondiale, il CEO di Linx, John Souter (qui il suo keynote e qui la sua presentazione), ha portato la sua testimonianza come CEO di uno dei più importanti punti di interscambio del mondo, mentre Geoff Huston, Chief Scientist di APNIC, ha offerto la sua visione di guru, esponendo la sua visione del futuro in relazione all'aumento del traffico e alla crescita della rete (qui il suo keynote e qui la sua presentazione). Sul palco anche nomi importanti delle tlc italiane, da Fastweb fino a Telecom Italia, passando per interventi puramente tecnici come quello di Silvano Gai.

Maurizio Goretti, CEO di NaMex, il punto di interscambio romano, che attualmente si posizione secondo a livello italiano per quantità di traffico, è uno degli organizzati del Peering Forum e uno dei promotori della necessità di costruire un gruppo di professionisti italiani che vogliano trovarsi regolarmente per discutere della Internet italiana.

Visto il poco tempo per discutere di IXP e NaMex nel corso dell'evento di Pisa, abbiamo deciso di realizzare un'intervista completa che potesse dare la giusta importanza ad una struttura importante nella rete italiana e permettesse ai lettori di comprendere meglio quale sia l'importanza dei punti di interscambio per la crescita della rete.

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Nella foto lo staff completo del NaMeX.

Maurizio ci ha parlato anche della lungimiranza del consorzio, lo sviluppo della rete Internet italiana passa dai punti di interscambio e porta ad un ruolo di rilievo per l'Italia che già oggi, dice Goretti, è un trampolino di lancio verso i paesi del bacino del Mediterraneo.

Link utili:

Tutte le informazioni relative al Peering Forum 2008 sono disponibili sul sito ufficiale.

I video degli interventi sono disponibili a questo indirizzo.

Il sito ufficiale del NaMeX

Di seguito l'intervista a Maurizio Goretti, CEO di NaMeX:

Maurizio benvenuto su HostingTalk.it, ci racconti brevemente che cosa è il Namex e quale è il suo operato?


Il mio ruolo è quello di direttore generale. Namex è un consorzio di operatori ed ha come scopo principale il mantenimento dell'infrastruttura che serva all'interscambio del traffico internet degli afferenti. La nostra natura è duplice, da una parte c'è quella legata al servizio, dall'altra quella più legata al consorzio, quindi di gruppo di internet service providers con l'obiettivo di farla divenire un'opportunità per poter fare interscambio non solo di dati ma anche a livello di persone, su argomenti tecnici e politici che sono comuni a chi lavora con internet tutti i giorni, in Italia come nel resto del mondo.

Io in particolare vengo da un mondo che non c'entra molto con le reti, sono un fisico, ho passato qualche anno ai laboratori del Gran Sasso, dopo di che ho abbandonato la fisica e sono entrato a far parte di un consorzio di università, il Caspur, che tra l'altro ospita il punto di interscambio, e riunisce otto università italiane. Siamo una natura non pubblica, con un duplice scopo: quello di fare calcolo scientifico, proprio accanto alla sala del Namex vi sono calcolcatori utilizzati da fisici e matematici per fini scientifici, e quello poi, grazie alle competenze sulla rete, di sviluppo inerenti la rete queste competenze hanno iniziato a richiedercele pubbliche amministrazioni e università. Abbiamo deciso di mantenere separate le reti che utilizziamo, la rete GARRscientifica e per tutte le attività non scientifiche (ad esempio i primi servizi web allestiti per il comune di Roma) ci siamo strutturati come un vero e proprio internet service providers e ci siamo trovati ad essere tra i primi a Roma e in Italia, ma molto particolari perchè rispetto agli altri eravamo senza fini di lucro. Per questo motivo, nel 1996, siamo stati scelti per la collocazione di uno dei primi punti di interscambio italiani che allora si chiamava Nautilus. Da li in poi il punto di interscambio è rimasto all'interno del CASPUR data anche la neutralità che può garantire al nostro punto di interscambio.

Quale è il ruolo di un IXP e quale è l'importanza per un ISP che decide di aderirvi?

Il ruolo di un IXP è quello di ottimizzare il traffico da ISP, di solito a livello di network un provider è caratterizzato da una propria infrastruttura di rete. Ottimizzare il traffico vuol dire farlo sia dal punto di vista della qualità sia dal punto di vista dei costi: un ISP può essere visto come un'entità separata da tutti gli altri, caratterizzata da un proprio AS e IP che si connette al resto di internet grazie a ISP di livello internazionale. I provider nazionali quindi si troverebbero a fare “lunghi giri” senza la presenza di punti di interscambio: all'interno degli IXP gli ISP possono estendere la propria rete attraverso i router presenti all'interno del datacenter che instradano il traffico in direzione di altri ISP sempre presenti nel punto di interscambio. All'interno di Namex attualmente ci sono 28 ISP, dalle proprie sedi hanno più collegamenti verso il punto di interscambio, e utilizzano i loro router per scambiare traffico con gli altri ISP presenti, in questo modo ottimizzano i costi ma anche la qualità, grazie a una forte riduzione della latenza e dei percorsi.

Attualmente avete fra i vostri membri ci sono le più importanti TLC italiane, come vedi la situazione per i provider più piccoli slegati dal mondo delle TLC?

Noi viviamo una realtà che è un sottoinsieme della realtà italiana, il centro-sud italia ha un'infrastruttura minore rispetto a quella presenza nel nord Italia. Chi vuole avviare un'attività nel centro-sud italia in questo settore ha sicuramente difficoltà maggiori rispetto ad un'apertura al nord, questo per un problema anche di carattere geografico, Milano ad esempio offre maggiori possibilità di acquisto di banda a costi più contenuti, con un'affluenza di molti carriers, ma questo ovviamente perchè Milano si trova molto più vicina all'Europa. Diciamo che nell'ultimo periodo, dopo il fenomeno della bolla speculativa, dove c'è stata moria di ISP piccoli, negli ultimi due anni sembra riaffacciarsi la tendenza a vedere di nuovo piccoli isp che riescono a tornare sul mercato grazie al fatto che riescono ad offrire localmente delle soluzioni personalizzate che il grosso ISP spesso non riesce garantire: riescono di fatto a seguire maggiormente il cliente.

Dall'Umbria abbiamo avuto ad esempio negli ultimi mesi due o tre richieste di adesione, e questi fenomeni sono legati anche a ISP che operano molto con tecnologia wireless, quindi compagnie che danno accesso alla rete wifi in sostituzione alla banda larga, cominciamo ad avere un certo numero di richieste in tal senso. I piccoli di fatto stanno tornando nei punti di interscambio, prima tra l'altro gli IXP avevano regole severe, per cui potevano entrare al loro interno solo coloro che venivano considerato operatori, bisognava essere in possesso della licenza rilasciata dal ministero delle comunicazioni, alcuni pretendevano anche un listino prezzi che dimostrasse che l'operatore poteva fornire connettività all'utente finale. Seguendo invece l'esempio degli Ixp nel resto del mondo, i due più grandi quelli di Londra e quello di Amsterdam: quattro anni fa in occasione di un incontro tra IXP, John Souter, CEO di Linx, ci disse “guardate è abbastanza difficile capire per noi perchè ponete delle regole di accesso così severe, noi chiediamo solamente che sia un AS, delle proprie reti IP assegnate dal Ripe e abbia accesso internet indipendente”, fu proprio una discussione nata nel primo evento Namex, e proprio Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb, presente all'evento, introdusse un altro argomento: dare libertà ai presenti nel punto di interscambio di fare peering con chi desiderano. Oggi queste sono le regole di adesione e non vi è obbligo con nessuno di fare peering con altri, per cui le regole sono molto semplici e sono state adottate anche da altri IXP italiani come il Mix, questo ha permesso alla Rai di entrare ad esempio nei punti di interscambio, cosa impossibile prima della riforma. La preoccupazione degli afferenti era quella di trovare all'interno degli IXP realtà che poco avevano a che fare con questa realtà e che sono potenziali clienti, in realtà il fatto di poter decidere con chi fare peering abbatte questo problema.

Se una grossa realtà come Google o Rai si presenta in un IXP, ci sarà qualcuno che decide di non fare peering, ma questo è comunque ottimo anche per la rete italiana, gli IXP infatti creano nuovi punti di internet, nuove vie, quindi magliare maggiormente la rete internet.

Giungiamo finalmente a parlare del Peering Forum, ci racconti in breve l'evento?

Con gli altri IXP attivi da molti anni in Italia ci troviamo abbastanza regolarmente in alcune conferenze internazionali, tra cui Euro-IX, l’associazione che riunisce i più importanti IXP europei e Ripe. Da qualche hanno abbiamo separatamente intravisto una carenza in Italia all'interno della comunità dei gestori delle reti nazionali e internazionali presenti nella penisola. Non ci sono sufficienti occasioni di incontro al di fuori di contesti che “obblighino” troppo i partecipanti, anche nel caso di eventi organizzati da un solo sponsor, spesso pur essendo utili e ottimi, c'è però una connotazione che è quella dello sponsor che organizza l'evento. A volte occasioni anche troppo istituzionali irrigidiscono troppo le persone, molti poi si presentano ovviamente non come singole persone ma come rappresentanza dell'azienda.

Ci sono esperienze in altre parti del mondo che hanno vista la creazione di una comunità di persone che operano nella internet del paese e che si ritrovano a parlare dei problemi che trovano nel loro lavorano, ne parlano in modo rilassato e costruttivo. Con gli eventi già organizzati, ci siamo già resi conti, che al di la di quelli che sono gli interventi, le occasioni più importanti sono i pranzi, le pause caffe, perchè persone che si sono incontrate solo via email e telefono, si trovano e discutono di argomenti tecnici, diciamo “facendo peering” fra loro. Con questi eventi si possono mettere anche insieme iniziative che portano a buone attività: l'idea era proprio quella di creare, sulla base di quanto già si fa negli USA con NANOG, dei momenti di discussione informali. Una sorta di piazza dove gli operatori italiani potessero discutere di problematiche tecniche liberamente, senza dover presentare necessariamente la propria società negli interventi.

Ci sono alcune problematiche comuni, per esempio la difesa da DDOS, cercare di capire se la qualità di servizio nello scambio di traffico ha senso o no, o ancora come poter interscambiare traffico voip tra gli operatori, insomma queste ed altre cose sono quelle che ci spingono a organizzare questi eventi, perchè crediamo sia utile cercare di creare una piazza virtuale dove i tecnici che fanno la Internet in Italia possano trovarsi.

Un giudizio sull'edizione 2008 del Peering Forum

Il Peering Forum, rispetto alle nostre aspettative, è stato un grande successo, riunire a Pisa oltre 100 persone è stato un forte segno anche del fatto che c'è interesse a realizzare una sorta di evento continuo e ricorrente. Anche la qualità degli interventi mi è sembrata buona, contando anche che abbiamo ospitato anche operatori e tecnici che provengono da altri paesi. Persone come Geoff Huston, che la Internet la stanno facendo, o l'hanno fatta, sono spesso in grado di azzardare anche previsioni sullo sviluppo, sono persone di alto livello con una visione generale e illuminata di cosa sia Internet in questo momento.

E' stato un successo anche perchè molte persone che fanno la Internet italiana si sono trovate e hanno discusso con piacere, noi speriamo di partire da questo successo per poi gettare le basi per altri eventi. C'è un gruppo ristretto di persone che stanno lavorando già in questo senso, a Settembre faremo delle proposte per portare avanti questa iniziativa, la proposta di Namex sarà quella di creare da subito una mailing list e definire subito un nuovo evento.

La mailing list è uno strumento abbastanza semplice, partiremo da qui, dopo di che sappiamo che queste cose si creano da sole, non credo molto nel forzarle più di tanto, se la gente ne sente il bisogno di sicuro si riesce a realizzarla.

Quali servizi vengono offerti ai consorziati di NaMex?

Oltre allo scambio del traffico, ci sono diversi servizi che vengono poi offerti agli ISP, al Namex abbiamo ormai da diversi anni un'installazione di un route name server di ISC (F-Route), stiamo inoltre finendo l’installazione di un nuovo route name server, J-Route, gestito da Verisign, che installerà inoltre una replica anycast .com e .net, che penso sia la prima installazione in Italia e aumenterà sicuramente la qualità della Internet Italiana.

Altri iniziative che portiamo avanti sono quelle di AS112 che servono a migliorare il funzionamento del DNS, facendo da honeypot e raccogliendo quindi richieste anomale dovute spesso a configurazioni sbagliate.

Come Namex organizziamo un evento generale del consorzio all’anno e sempre una volta l'anno anche un evento tecnico, proponendo e portando avanti anche iniziative come l'interscambio del traffico IPV6 che abbiamo messo in produzione o l'interscambio del traffico Voip: cerchiamo di fatto di occuparci di tutto quello che riguarda l'interscambio di traffico tra provider e il nostro obiettivo è stimolare la comunità intorno a questi temi.

Si parte dal NaMex e si arriva ad un'affermazione dell'Italia a livello europeo nel routing di traffico verso l'Asia

Namex vuol dire Nautilus Mediterranean Exchange Point, chi ha creato Namex fin dai primi tempi ha calcato molto più la mano su quello che poteva essere il ruolo dell'Italia all'interno del bacino del mediteranneo, con l'idea che l'Italia che, per adesso è un'appendice dell'Europa, potesse essere un trampolino di lancio verso i paesi del bacino del mediterraneo: in realtà ci stiamo rendendo conto che l'Italia è già un trampolino di lancio verso i paesi dell'Asia, soprattutto verso India e Cina, perchè queste sono collegate all'Europa attraverso cavi sottomarini che percorrono le coste dell'Asia, del Mediooriente, salgono dal canale di Suez e arrivano in Sicilia.

Quello che stiamo cercando di fare è stimolare una discussione tra i consorziati, per far si che questa possibilità, oggi non molto sfruttata per una situazione storica di monopolio, possa finalmente svilupparsi, un po' come successo nel nord europa per Londra e Amsterdam in quanto arrivavano dal nord america i cavi sottomarini ed era possibile comprare banda a prezzi inferiori, nello stesso modo auspichiamo che l'Italia possa divenire un ottimo punto per acquistare banda diretta principalmente verso l'Asia. Su questo argomento sarà dedicato proprio il prossimo evento Namex; se si guarda la geografia dei cavi sottomarini, ci si rende conto che l'Italia, in particolare la Sicilia con i suoi tre punti (Mazara del Vallo, Palermo e Catania) di arrivo è un ottimo fattore di partenza.

Da poco proprio a Mazara è arrivata anche Interoute

Si ma non solo, anche molti altri operatori utilizzano questa via sottomarina. Speriamo ci sarà prestol'opportunità che gli operatori Nord-Europei possano spostare il loro baricentro verso Sud quando vanno a comprare banda verso l'Asia, quindi un'ottima opportunità per il nostro paese. Il ruolo degli IXP sarà allora centrale in virtù proprio della loro neutralità, e lo stesso ruolo italiano non sarebbe più quello di un'appendice ma di un tassello importante per il routing di traffico verso paesi in fortissima crescita.

Intervista realizzata da Stefano Bellasio per HostingTalk.it


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Chi è Stefano Bellasio

Ingegnere di formazione, una specializzazione sull'analisi dei dati, adora tutto quello che è business e sviluppo della rete. Avvia la società nel 2006 con Luca. Esperto di webhosting e cloud computing, si occupa della direzione e delle scelte strategiche di WeTalk Group al fianco di Luca e Antonio.

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