Categoria: Interviste
Tag: Google, aedgency

SEO: i segreti per migliorare il proprio sito nella serp di Google

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postato il 16 Luglio 2009

Usciamo per un attimo dal mondo dei servizi hosting, e rifugiamoci in un settore tanto vicino a migliaia di webmaster e aziende che svolgono la propria attività su Internet. Oggi su HostingTalk.it parliamo di SEO, indicizzazione e miglioramento dei propri contenuti per i motori di ricerca, Google in prima posizione ovviamente. 

Abbiamo approfondito diversi punti di questa "arte magica" che è il SEO, con un esperto del settore, Jon Smith di Aedgency, una società specializzata in marketing digitale che vanta nel proprio portafolio clienti i nomi più noti del web internazionale e dell'imprenditoria mondiale. Da un breve articolo pubblicato da Jon nei giorni scorsi, abbiamo estrapolato una serie di domande per Jon, e siamo davvero soddisfatti dei preziosi consigli che sono emersi nel testo. 

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Aedagency ha rilasciato online una guida completa che introduce alle pratiche per migliorare i propri siti con tecniche SEO: la guida è disponibile, in italiano, a questo indirizzo. 

Al primo posto, non è un mistero, vi sono i contenuti, il chiodo fisso di ogni webmaster e di ogni azienda che decida di fare business sul web, siamo partiti proprio da questo punto e abbiamo approfondito la questione, svelando una serie di miti legati al SEO che difficilmente trovano spiegazione con una semplice ricerca. 

Lasciamo a Jon la parola!


  • Jon, nel tuo articolo si sottolinea che il contenuto rimane il principale mezzo con cui scalare la serp di Google, ma cosa significa produrre buoni contenuti? Quali accorgimenti bisogna usare per inserire al loro interno parole chiave e rimandi ad esse?

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Produrre buoni contenuti significa scrivere testi che funzionino bene se letti da persone.

È facile riempire un testo di parole chiave in modo che i motori di ricerca lo indicizzino e, per un breve periodo di tempo la pagina può anche ottenere un rank elevato. Ma quello che pagherà sempre a livello di SEO è scrivere contenuti avendo in mente l’utente finale. Se scriviamo regolarmente e con qualità, allora i lettori cercheranno le nostre pagine e leggeranno cosa abbiamo da dire. Inoltre, aggiungere collegamenti ai siti di social bookmarking permetterà di linkare il contenuto in modo facile attraverso numerosi social media.

Infine, possiamo anche rendere tutto disponibile via feed RSS, così otterremo backlink da tutto il web. Produrre buoni contenuti significa arrivare prima dei nostri concorrenti: essere i primi a commentare un nuovo prodotto o una nuova funzionalità, i primi ad offrire una visione o un nuovo approccio nel settore di riferimento (se controverso o discusso, ancora meglio: la nostra pagina sarà linkata da altri siti).

Dobbiamo offrire agli utenti qualcosa di più del copia e incolla di un comunicato stampa: offriamo a chi ci legge ciò che di unico abbiamo da dire, la nostra visione o quella della nostra azienda. Per quanto riguarda i “trucchi”, una regola generale è quella di puntare ad una densità di keyword fra il 4 e il 7% (ovvero la keyword di riferimento del testo dovrebbe essere ripetuta fra le 4 e le 7 volte ogni 100 parole), ma questa pratica non deve diventare un’ossessione!


  • Da tempo Google non utilizza più solamente il suo noto pagerank, quale è il futuro in questo senso, dobbiamo aspettarci un motore di ricerca che privilegerà l'uso di AdWords per chi ha realmente bisogno di mettere in evidenza una certa keyword o un certo prodotto?

In verità Google non ha mai usato solo PageRank per classificare i siti; Google usa un algoritmo molto più complesso che viene continuamente ritoccato per tener testa ai webmaster e agli specialisti di SEO che provano a “battere il sistema”, e naturalmente, agli altri motori di ricerca. Il futuro porterà altri cambiamenti ancora e la conferma della policy di non rivelare esattamente quali saranno. 


In merito ad AdWords, direi di no. Se confondesse le esigenze degli inserzionisti di promuovere keyword o prodotti con la sua mission, ovvero offrire accesso alle informazioni tramite il suo strumento di ricerca, Google perderebbe il suo pubblico più importante: l’utente che cerca informazioni.


Non dimentichiamo che il successo di Google è dovuto principalmente alla fornitura di buoni risultati di ricerca. Certo, per generare fatturato offrono anche AdWords, ma si tratta di risultati chiaramente diversi dalle vere SERP. Mixiamo le due cose e il risultato sarà qualcosa di simile ai “Risultati sponsor” di Yahoo! con la possibile conseguente irritazione dell’utente.

Indice
  1. SEO: i segreti per migliorare il proprio sito nella serp di Google
  2. SEO e Marketing, dai domini agli strumenti social
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Chi è Stefano Bellasio

Ingegnere di formazione, una specializzazione sull'analisi dei dati, adora tutto quello che è business e sviluppo della rete. Avvia la società nel 2006 con Luca. Esperto di webhosting e cloud computing, si occupa della direzione e delle scelte strategiche di WeTalk Group al fianco di Luca e Antonio.

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