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Amazon: libri, digitale e tanto cloud

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postato il 19 Aprile 2012
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Se vi capita di leggere qualche biografia di Jeff Bezos, il CEO e fondatore di Amazon, il re dell'e-commerce online, troverete spesso citata una sola cosa. Questo "ragazzo" è un genio, ha visione di come debba essere il futuro online, e lo ha dimostrato bene, fin dal principio, con la creazione del primo negozio online del mondo. E in effetti il Sig. Bezos è riuscito a trasformare Amazon da una compagnia di e-commerce ad una compagnia che produce tecnologia, contenuti digitali e infrastrutture per le più importanti aziende del mondo. 


Amazon oggi è un brand noto quanto Google, quanto Facebook, quanto Coca-cola. Non è sempre stato così ed è sbagliato pensare che Amazon sia ancora la compagnia che opera nell'e-commerce online, come leader mondiale. Il digitale di casa Amazon si sta espandendo anche e soprattutto altrove. Questo bell'articolo di Wired spiega bene quanto il cloud computing di Amazon, il servizio EC2, uno dei molti offerti, stia cambiando radicalmente il web, con sempre più risorse che risiedono all'interno dei server di Amazon. 


AmazonDataCenter

Uno dei data center di Amazon negli USA (Virginia). Foto di Wired.com


Amazon è stata la prima a realizzare servizi di cloud computing su larga scala, con formato "pubblico", e oggi ha raggiunto una evoluzione tale che le consente di sfruttare le economie di scala meglio di altri: questo consente di abbassare continuamente il prezzo per ora delle istanze di EC2, il costo dei GB di storage su S3 e la banda utilizzata su tutti i servizi. Secondo alcuni analisti nel 2011 il business del cloud computing di Amazon ha generato fatturato per 1 miliardo di dollari, una cifra che rappresenterebbe il primato mondiale. 


Ma c'è un lato della medaglia che sfugge: milioni di siti web e di servizi online sono ospitati all'interno dei server di Amazon EC2, e questo significa che se Amazon dovesse andare offline, per qualsiasi ragione, una gran parte del web andrebbe offline con lei. Si stima che circa l'1% del web possa essere in casa di Amazon, ma non vi sono dati che lo confermino, la compagnia non rilascia alcuna informazione sul numero di server utilizzati, sul numero di IP utilizzati e ovviamente poco o nulla anche sul suo numero di clienti, e di quale grandezza e varietà questi siano. 


Siamo lontani dall'Amazon creata nel 1995 per vendere libri online. Anche perchè lo stesso mercato dei libri digitali, gli e-book, oggi è governato in buona sostanza da Amazon, e non solo loro, anche decine di case editrici e distributori che devono sottostare ai prezzi e al volere di Amazon, pur non essendo troppo contenti di questo. Lo stesso avviene con molti contenuti digitali, veicolati anche grazie al supporto dell'infrastruttura cloud della compagnia. 


Se Google spaventa per la mole di dati gestiti, e per le informazioni in suo possesso su tutti noi, come e quanto Facebook, Amazon non è da meno, il suo impero, costruito alla base di Internet, nelle infrastrutture necessarie al suo funzionamento, potrebbe essere di gran lunga più esteso dei numeri che vengono proiettati oggi. 

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