Categoria: Internet
Tag: Google, data centers

Google torna a investire nella realizzazione di nuovi data center

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postato il 21 Luglio 2010
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Dopo una lunga serie di trimestri con un valore molto basso nella spesa per la realizzazione di nuovi data center, Google torna a investire nella realizzazione di propri data center e nell'acquisto di componenti da utilizzare al loro ritorno. Siamo tornati ad una spesa di circa 440 milioni di dollari per trimestre, quella che sostanzialmente è stata negli ultimi anni la media della compagnia e che, negli scorsi mesi, aveva avuto un netto calo fino a 200 milioni. 

Nella storia della compagnia, tipicamente nel 2006 o 2007, vi sono stati picchi da 700 milione di spesa per la realizzazione di nuove strutture, ma la crisi ha imposto a Google di ridurre anche la propria spesa e ora la compagnia torna a investire. Attenzione, non parliamo solamente dei costi legati alla realizzazione di nuovi data center, che sono un aspetto fondamentale nella strategia di Google, si parla anche dell'acquisto di macchinari e componenti per i data center o per la stessa compagnia. Non vediamo certo la voce di qualche grande colosso del settore dell'hw, dato che come si sa Google costruisce in proprio i server che utilizza, ma si tratta sicuramente di fornitori come Intel o altri chipmakers che forniscono ai team del gruppo tutto il necessario per assemblare server e switches. 

La strategia di Google: dal wholesale ai data center proprietari

Tipicamente le compagnie come Google preferiscono realizzare propri data center, per via della spesa da ammortizzare nel tempo e della possibilità di usufruire di sgravi fiscali a seconda della posizione, ma anche perchè sono questi ultimi che vanno poi a gestire le operazioni maggiori del network. Nel caso di Google questo sembra essere oggi l'approccio preferito, e nell'ultimo trimestre del 2010 la compagnia ha ripreso una serie di progetti che aveva sospeso e ha avviato l'ampliamento di altri data center già realizzati. 

Il wholesale, ovvero il noleggio di spazio in data centers di terzi, è una strategia che Google utilizza quando deve raggiungere velocemente un mercato o deve prontamente aggiungere capacità in uno specifico territorio: a questo punto la scelta ricade sul noleggio di spazio da altri fornitori del settore. Ciò avviene di fatto anche in Italia dove la compagnia non ha una propria struttura dedicata ma di fatto ha diversi server collocati in alcune città italiane come Milano. Avere i server vicini ai propri utenti è un aspetto fondamentale per Google, tanto che la compagnia ha data centers in quasi tutto il mondo, senza tuttavia avere una mappa pubblica della loro collocazione. 

La strategia wholesale è di difficile gestione (la struttura è pur sempre di altre compagnie) e impone a Google anche un maggiore riservo per le sue operazioni, già di per se impossibile da conoscere per gli esterni. 

Quali servizi necessitano di altri data center?

La domanda potrebbe venire spontanea, quali sono i servizi che spingono Google ad una crescita costante nel numero di data center? Per rispondere bisogna avere presente che l'infrastruttura e il business di Google sono capaci di beneficiare direttamente della disponibilità di nuova potenza computazionale. Questo per Google si traduce in maggiore velocità nell'elaborazione delle sue basi di dati, nella velocità di fornitura delle pagine (e questo ha un impatto diretto sui click di AdSense) e soprattutto nella fornitura di servizi dedicati come Google Apps o AppEngine. 

Di fatto l'aggiunta di nuovi data center alla rete di Google non rappresenta un problema per la sua struttura, già calibrata su un modello scalabile. Google Apps e Google AppEngine sono servizi che crescono molto rapidamente, Google ha tra i suoi clienti soprattutto compagnie di livello internazionale, alle quali ovviamente fornisce i dati dalla location più vicina come per gli altri servizi. Da questo deriva sicuramente una buona parte della spesa in data center e nella costruzione di strutture proprietarie. 

Non bisogna dimenticare che il motore di ricerca richiede poi continua capacità computazionale e storage per Google, con un share del mercato di oltre il 60%, Google non può permettersi di vedere le proprie prestazioni degradare neanche di fronte a picchi di richieste. 

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Chi è Stefano Bellasio

Ingegnere di formazione, una specializzazione sull'analisi dei dati, adora tutto quello che è business e sviluppo della rete. Avvia la società nel 2006 con Luca. Esperto di webhosting e cloud computing, si occupa della direzione e delle scelte strategiche di WeTalk Group al fianco di Luca e Antonio.

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