Piccole aziende: ci serve davvero un nuovo PayPal per le vendite online?
La conosciamo bene, no? Quella idea che arriva, la possibilità di vendere online, di avere un proprio e-commerce online o semplicemente di fornire con esso dei servizi. Se avete mai provato ad avventurarvi nella vendita online, sapete bene di cosa parlo. Come farsi pagare online? Ad oggi non esistono molte soluzioni, PayPal è la regina incontrastata dei pagamenti online; e in effetti questa ottima idea, oggi proprietà di eBay, ha conquistato tutta la rete, tanto che anche gli hosting provider, inizialmente scettici, hanno dovuto consentire ai clienti di pagare i loro servizi con PayPal.
Il problema sono i costi. PayPal ha delle tariffe di utilizzo altissime, quasi insostenibili per la vendita di alcuni oggetti di poco costo, e questo è un problema noto a tutte le persone e gli imprenditori che operano online. Sono un po' scettico relativamente al passaggio della compagnia a nuovi servizi per le piccole attività, a partire dalla possibilità di accettare carte di credito direttamente con il proprio smartphone: si tratta di servizi utili, utilissimi, ma che potrebbero ulterioremente appesantire il costo di questa soluzione sul venditore.
Non è pensabile poter sostenere delle commissioni così alte per la vendita online, o fisica e PayPal, che lo scorso anno ha processato ben 118 miliardi di dollari in totale, non è certo disposta a lasciare questo campo ad altri. Ci sono delle alternative, è vero, ma sono difficili da implementare e più macchinose di quanto sia oggi PayPal, in Italia abbiamo sentito tanto parlare del POS virtuale di IWSmile, ma sembra che il servizio ora abbia ricevuto una "stretta" e sia più difficile da attivare.
La realtà, a me pare chiaro, è che serve un concorrente di PayPal in grado di avere la stessa semplicità di servizio e consentire alle persone di vendere online senza tariffe di commissione così alte: la vendita online è spesso fatta anche di servizi da pochi Euro (inferiori anche alla decina di euro), è impensabile poter avere commissioni troppo alte. I servizi aggiuntivi per le piccole imprese e le piccole attività sono di fatto un passaggio successivo nella questione. Magari qualcuno è già al lavoro, e se fosse una startup italiana sarebbe il massimo.


