Categoria: Software
Tag: apache

Il nuovo webserver Apache: performance e velocità

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postato il 22 Febbraio 2012
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La concorrenza migliora sempre mercato e prodotti, e sembra che questo funzioni alla grande anche nel mondo dei webserver. Dopo sei anni dall'ultima release (si avete letto bene, 6 anni!) nella giornata di ieri la Apache Software Foundation ha rilasciato una nuova versione del webserver Apache, niente meno che il webserver attualmente più utilizzato al mondo. 


La versione 2.4 porta con se una unica grande novità: una maggiore velocità. Sfidato da Nginx e Lighttpd, Apache è rimasto al palo in quella che oggi è considerata come una carta vincente tanto nel lato "front.-end", ovvero nella velocità con cui è possibile servire le pagine, tanto nel backend, ovvero nella possibilità di servire un numero di utenti e richieste maggiore a parità di hardware utilizzato. Apache, intendiamoci, non ha mai perso il suo pubblico, la dimostrazione ne è il fatto che ancora oggi sia il primo al mondo per numero di siti web "powered by Apache", ma ha iniziato a perdere terreno nei confronti di alternative come Nginx, che non a caso sono state corteggiate anche da chi come Parallels, fa del webhosting il suo core business. 


Cosa c'è quindi all'interno di Apache 2.4? Vediamolo per punti:


  • Performance superiori, meno consumi di memoria e maggiore concorrenza 
  • Un utilizzo davvero inferiore di memoria
  • Supporto per operazioni di I/O asincrone
  • Configurazione come reverse-proxy
  • Performance alla pari o migliori dei webserver event-driven (come Nginx)
  • Un maggior controllo di limiti e risorse impostabili

Appare davvero chiaro come il team abbia privilegiato lo sviluppo di un aggiornamento destinato a migliorare la velocità delle pagine web servite da Apache: se al giorno d'oggi acquistate un piano di webhosting shared è quasi certo che sarà Apache il motore che serve le pagine web, ma altrettanto non si può dire se guardate a VPS e server dedicati; sistemisti e tecnici sanno bene che Nginx consuma meno memoria, magari a fronte di una minore integrazione con i pannelli di controllo, e hanno iniziato a usare da tempo questo webserver in ambienti dove le risorse hanno un costo elevato. Le VPS sono l'esempio perfetto.


Con Apache 2.4 potrebbero tornare a considerare il webserver "per eccellenza". Ma questo cambiamento va anche in una diversa direzione: l'adozione di Apache in ambienti di cloud computing, dove le performance e soprattutto la possibilità di aver un controllo preciso delle risorse, sono fondamentali per offrire garanzie ai clienti. 


Se guardiamo alla lista delle novità, non si può fare a meno di notare che vi sono davvero tanti nuovi moduli, compreso uno destinato alle limitazioni di banda per i singoli clients. 


Ora non resta che aggiornare i propri sistemi e server online e vedere se le performance migliorano davvero. Prima di vedere gli effetti bisognerà però attendere, la migrazione a nuove versioni è sempre rischiosa, e lo è maggiormente nel caso si utilizzino pannelli di controllo; Apache 2.4 è liberamnete scaricabile dal sito ufficiale del progetto su Apache Software Foundation. 

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Chi è Stefano Bellasio

Ingegnere di formazione, una specializzazione sull'analisi dei dati, adora tutto quello che è business e sviluppo della rete. Avvia la società nel 2006 con Luca. Esperto di webhosting e cloud computing, si occupa della direzione e delle scelte strategiche di WeTalk Group al fianco di Luca e Antonio.

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