Google Go 1, buona la prima: giudizi positivi per il linguaggio di programmazione
Google ha appena rilasciato la prima versione stabile del suo linguaggio di programmazione Go: introdotto dall'azienda di Mountain View nel 2009, Go prova a supplire alle mancanze dei linguaggi tradizionali come C, C++, Java e Python. Gli sviluppatori di Google hanno iniziato a lavorare a questo nuovo linguaggio nel 2007 frustrati dal dover scegliere tra l'efficienza della compilazione, una migliore esecuzione o la facilità di programmazione. Go, secondo quanto afferma Google, utilizza molto della famiglia C per la sintassi di base, ma presenta anche contributi significativi da parte della famiglia Pascal e altri linguaggi.
Gli sviluppatori lo hanno ideato come un vero e proprio nuovo linguaggio, progettato pensando a come rendere la programmazione più efficace, ovvero secondo Google, più divertente. Go è stato progettato per programmi di grandi dimensioni, scritti da molti sviluppatori; consente di sviluppare rapidamente software e adattarli velocemente: ha l'efficienza dei linguaggi compilati e la facilità d'uso e l'espressività dei linguaggi di scripting. Go può essere utilizzato anche per altri tipi di software: ad esempio Douglas Fils ha utilizzato la prima versione stabile di Go per un'applicazione web-based e le impressioni ricevute sono tutto sommate positive.
Il linguaggio di casa Google è meno pesante di Java, non presenta problemi di memoria, soprattutto se confrontato con un linguaggio come Groovy. Fils è rimasto molto colpito dalla velocità di Go: “La compilazione richiede poco tempo ed è veloce come un linguaggio dinamico”. Inoltre Fils ritiene che lavorare con Go è molto più divertente rispetto a Node.js, Java o Ruby on Rails. Non tutti i commenti sono positivi e c'è anche chi lo considera un abominio: i giudizi negativi arrivano soprattutto da sostenitori di C.
Sorprende però il fatto che abbia riscosso molto seguito, prima ancora del rilascio della sua versione definitiva: questo non significa che diventerà a breve un linguaggio tradizionale, anche se la strada intrapresa è quella buona.

