La gestione del Disaster Recovery secondo Google – 1

La gestione del Disaster Recovery è un argomento delicato per la maggior parte delle aziende. Google ha dedicato una guida a riguardo

La gestione del Disaster Recovery secondo Google

A prescindere dal sistema e dalla tecnologia usata, può capitare che si verifichino dei problemi a livello hardware o software che possono provocare il blocco totale dei servizi online. L’unico modo per scampare a danni simili è adottare delle precauzioni di Disaster Recovery (DR). Tali soluzioni permettono di salvaguardare il funzionamento del sistema, ripristinando le attività in tempi rapidi in caso di problemi.

Recentemente abbiamo pubblicato un articolo che dimostra come anche Microsoft, una delle società attive nell’ambito del cloud computing, sia particolarmente attenta a questo tema  abbia scelto di abbracciare  riguardo il sistema di simulazione e automazione Chaos Engineering.

Anche Google, altro colosso del mondo cloud che offre i servizi Google Cloud Platform, è molto attento alle tecniche di Disaster Recovery. Sul tema Google ha rilasciato anche una guida dedicata a come progettare un piano di Disaster Recovery. La guida affronta obiettivi di recupero considerando anche le implicazioni che la configurazione di ripristino può comportare concentrando l’attenzione sull’istanza di Recovery Time objective (RTO).

La guida è completata da indicazioni su come implementare una varietà di scenari di Disaster Recovery utilizzando la piattaforma Google Cloud.

Google e la sua rete di Disaster Recovery

Tradizionalmente i piani di Disaster Recovery necessitano di:

  • Capacità: acquisire risorse sufficienti,
  • Sicurezza: sicurezza fisica che garantisca protezione,
  • Infrastruttura della rete: componenti software come i firewall,
  • Supporto: tecnici abili al mantenimento e indirizzamento delle problematiche,
  • Bandwidth: banda disponibile per momenti di alto carico,
  • Strumenti: infrastruttura fisica che include energia e equipaggiamento tecnico.

Google possiede una delle reti più grandi e avanzate basate su una dorsale di migliaia di miglia di fibra ottica, software avanzato e caching service che permettono di offrire perfomance forti e scalabili. Ma non solo. Avere molti punti d’accesso in tutto il mondo significa una forte ridondanza.

I dati sono automaticamente rimbalzati attraverso strumenti di archiviazione in più località. La piattaforma Cloud è disegnata per essere scalabile come tutti i prodotti Google. Le applicazioni possono così crescere o essere compresse a seconda delle necessità.

Sul tema della sicurezza il modello adottato è end to end costruito su una base di 15 anni di esperienza nel mantenimento della sicurezza per i clienti. In aggiunta gli ingegneri di Google mantengono una supervisione costante che assicura alta disponibilità e previene abusi sulle risorse della piattaforma. Lo standard qualitativo viene certificato da terze parti così da garantire imparzialità.

Test regolari sul Disaster Recovery adottati da Google

La piattaforma di disaster recovery di Google permette di impostare automatismi per il controllo. I Disaster Recovery plan deve essere infatti costantemente verificato. E’ disponibile Google Cloud Deployment Manager per automatizzare la verifica delle istanze delle macchine virtuali e altre infrastrutture.

Monitoraggio e debug sono altresì disponibili grazie al Cloud Logging e Cloud Monitoring. E’ possibile accedere via API ai tool permettendo di sviluppare scenari di recovery impostando differenti metriche.

Dopo aver presentato la struttura di Google, nella seconda parte dell’articolo vedremo quali sono i consigli che fornisce Google a riguardo. Stay tuned!

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