Cloud Storage

Il cloud si sta diffondendo sempre di piu e con esso gli utenti prendono sempre piu coscienza del valore aggiunto alla loro quotidiana attivita lavorativa. Questa maggiore confidenza con questo tipo di servizio ha introdotto il concetto di delocalizzazione delle risorse, vale a dire usare, disporre o controllare un dispositivo o comunque in generale una risorsa (hardware o software) che non si trova fisicamente nel proprio computer, per l'appunto una risorsa di tipo cloud.

Quinta puntata della guida al Cloud Computing di HostingTalk.it, dopo aver visto come funzionano le soluzioni Infrastructure as a Service, ci fermiamo per una puntata e parliamo di Cloud Storage.

 

Il cloud si sta diffondendo sempre di più e con esso gli utenti prendono sempre più coscienza del valore aggiunto alla loro quotidiana attività lavorativa. Questa maggiore confidenza con questo tipo di servizio ha introdotto il concetto di delocalizzazione delle risorse, vale a dire usare, disporre o controllare un dispositivo o comunque in generale una risorsa (hardware o software) che non si trova fisicamente nel proprio computer, per l’appunto una risorsa di tipo cloud. Questo concetto di delocalizzazione delle risorse può essere applicato anche ai servizi di storage, dando così vita al cloud storage.

 

Il cloud storage è definito come un modello per la conservazione dei dati in remoto. In particolare i dati vengono memorizzati su di più server all’interno di una cloud, per cui l’utente finale non deve preoccuparsi che si tratti di server dedicati, reali oppure virtuali. L’utente di un servizio di cloud storage non conosce nulla su come e dove sono memorizzati i suoi dati, ciò che interessa è la possibilità di accedere a questi dati indipendentemente dal tipo, ovvero sia che si tratti di video, audio, fotografie oppure files di altra natura, da qualunque parte del mondo ed utilizzando un qualunque dispositivo che possa collegarsi in rete. (vedi immagine seguente).

 

HostingTalk.it ha già pubblicato un articolo di riferimento per comprendere le basi del cloud storage, utile per avere una idea pratica del suo funzionamento.

 

 

 

cloud-storage

L’architettura del cloud storage

Il cloud storage rientra nella categoria delle piattaforme IaaS, per la fornitura dello spazio come servizio. Si può parlare di cloud storage se lo “spazio disco“, vale a dire quello che si acquista con il contratto di fornitura del servizio, è posizionato in un data center pubblico o privato, e quindi separato dallo storage primario. Inoltre questo spazio deve essere implementato usando SOA (Service Oriented Architecture). Lo spazio è acceduto come “as a service” direttamente a blocchi o  a files, oppure indirettamente tramite  applicazioni che sono installate sulla cloud che funge da servizio di storage.

 

Il cloud storage ha delle proprietà che lo caratterizzano, e che rappresentano i vantaggi principali per gli utenti, privati o aziende che decidono di fare il passo dello storage remoto:

 

    • Scalabile, in quanto il cliente può aumentare o ridurre il proprio spazio on-demand, vale a dire in base alle specifiche esigenze;

 

    • Il pagamento è pay per use, ed è strettamente connesso al discorso della scalabilità, in quanto in questo modo  si paga solamente lo spazio utilizzato;

 

    • L’accesso è via internet, ed avviene attraverso protocolli standard come Soap, Nfs, Ftp, Http o altri, a seconda della scelta del provider

 

    • Le risorse fisiche sono condivise tra più clienti.

 

Il cliente del servizio, può usufruirne in tre diverse modalità, classificate come:

 

    • Application Cloud. Il servizio è un’applicazione e l’utente finale non conosce nulla dell’infrastruttura di storage sottostante. Un esempio è DropBox.

 

    • Computer Cloud: in questo caso il servizio è messo a disposizione come un server virtuale. Come nel caso precedente l’infrastruttura di storage è trasparente al cliente finale

 

    • Network Storage Cloud: è questo il caso di uno storage di rete, visto dall’utente come uno storage locale (alla stesso modo di come viene visto un file system di rete con NFS); lo spazio può essere accessibile tramite web services

 

Principi di sicurezza nel cloud storage

È fondamentale in un’architettura di questo tipo gestire opportunamente privacy e sicurezza. Un  cloud storage deve garantire la continuità dei servizi e la reperibilità dei dati anche in caso di guasto di un server, quindi alla base devono esserci sistemi anti intrusione efficienti, meccanismi di backup e di mirroring robusti (figura 2) implementabili tramite soluzioni RAID e prodotti commerciali o open source come DFS, Robocopy o Rsync, in modo da consentire agli utenti di reperire sempre i propri file anche in caso di rottura dei server, di manomissione o di failover del servizio per attività di manutenzione, di prevenzione e/o gestione attacchi.

 

Spesso in questa guida si fa riferimento alla necessità che i vari utenti non interferiscano tra di loro, e quindi che non sia violata la privacy dei dati. Quando si parla di privacy il discorso è legato all’architettura della cloud. La struttura è composta da più server di cui alcuni sono adibiti allo storage, e questi server, a loro volta, eseguono diverse macchine virtuali.

 

In una configurazione che presenta più macchine virtuali in esecuzione sullo stesso server, le diverse immagini virtuali condividono i dischi per l’archiviazione, ed è quindi evidente la necessità che non ci siano cartelle condivise e che ogni macchina virtuale non sconfini oltre il suo spazio a disposizione all’interno di quello di un’altra macchina virtuale e quindi di un altro utente.

I vantaggi del Cloud Storage

 

 

Una delle spinte che hanno contribuito in maniera decisa alla diffusione dei servizi di cloud storage è stata sicuramente originata e sostenuta dall’avanzamento del mercato di telefonia mobile, e dalla necessità di avere e sfruttare al massimo le caratteristiche di dispositivi sempre più legati ad internet. Di fatto, la possibilità di poter salvare la propria rubrica dei contatti su internet presso provider sponsorizzati o “imposti” dal gestore, o dal produttore del telefono cellulare, salvare i propri documenti on line per poterli riprendere quando, dove e come si vuole, oppure altre operazione come la condivisione di documenti con altri utenti fornendo la possibilità di collaborare apportando ognuno le proprie modifiche senza interferire con gli altri sono sicuramente dei vantaggi per l’utente finale;  vantaggi oggi di cui sempre più non si riesce a far a meno, e che hanno decretato, in parte, il successo e la diffusione dei servizi di cloud oggi.

 

Il cloud storage è quindi evidente che ha il vantaggio di fornire un servizio di “reperibilità” dei dati 24 ore su 24 purché si abbia una connessione ad internet ed un dispositivo in grado di connettersi. Inoltre, non di poca considerazione è la quantità di spazio disponibile che è pressoché illimitata; ovvero poiché la tariffazione avviene in base alla quantità di memoria necessaria e quindi acquistata, la capacità è limitata dalle risorse economiche che si intende investire in un contratto per usufruire di un servizio di cloud storage. Non essendo lo spazio disponibile su di un disco reale in possesso dell’utente, ma all’interno di una infrastruttura remota, non è a carico dell’utente finale  la manutenzione e la gestione dei dispositivi di storage, in quanto il provider avrà a disposizione personale specializzato e dedicato alla gestione e manutenzione. La responsabilità dell’utente è quindi limitata  all’organizzazione logica dei propri files all’interno del proprio spazio e questo rappresenta un notevole vantaggio per l’utente finale, sia in termini di tempo che di costi economici.

 

A chi serve il cloud storage? Il cloud storage serve a tutte quelle aziende ed utenti privati che vogliono interfacciarsi al cloud computing senza stravolgere le proprie infrastrutture ed abitudini informatiche interne.

 

Si tratta di soggetti che hanno bisogno di molto spazio a disposizione per l’archiviazione, al momento in cui serve, con possibilità di accesso illimitato sia in termini di fasce orarie che di luogo. Non di meno la soluzione deve essere sicura, e quindi deve essere garantito un backup sicuro ed a costi convenienti, vale a dire che giustifichino il mancato acquisto di un server proprietario. In definitiva l’utenza che si serve del cloud storage vuole risolvere i propri problemi di spazio per lo storage in maniera semplice, ed avere al tempo stesso l’alternativa di poter scegliere se archiviare i propri dati su server interni oppure su cloud serve. Vedi anche http://www.cloudtalk.it/mi-serve-un-servizio-di-cloud-storage

Le soluzioni di Cloud Storage nel mercato italiano

Diversi provider italiani, tra cui Seeweb, AziendeItalia, Tiscali e HostingSolutions hanno portato nel nostro paese il servizio di Cloud Object Storage, un servizio di Storage diverso dal consueto, organizzato come un sistema di file hosting che si poggia su di una infrastruttura fortemente ridondata e distribuita su più datacenter, realizzata con un alto livello di protezione dei dati (fino a 5 repliche), e scalabile. Questa soluzione consente di memorizzare grandi quantità di dati accessibili tramite una semplice interfaccia web e recuperarli in modo semplice, efficiente ed economico. È anche possibile, attraverso appositi software, gestire i contenuti come se si trovassero in cartelle di un disco virtuale collegato al proprio server.

 

I contenuti all’interno del Cloud Object Storage possono essere pubblici, accessibili da ovunque attraverso un browser web, oppure privati e quindi inaccessibili se non tramite dati di accesso ed è garantito:

 

 

 

    • Ridondanza completa ad ogni livello; fino a 5 copie per file, con possibilità di mettere dei vincoli per imporre che esistano copie su datacenter diversi.

 

    • Spazio storage incrementabile senza necessità di blocco del servizio. Dai 100GB del servizio base fino a centinaia di Terabyte.

 

    • Compatibilità completa dei client sviluppati secondo l’API S3 (es: client per il backup)

 

    • Diverse modalità di accesso ai dati: client simil ftp (es: cloudberry), montaggio del Cloud Storage su un server, attraverso un’API specifica, direttamente da internet usando il sistema di Cloud Storage come un servizio di content delivery per oggetti statici

 

    • Monitoraggio di tutti i principali parametri operativi e di funzionamento con adeguamento automatico a seconda dell’intensità di utilizzo.

 

    • Tariffazione a consumo con fatturazione mensile

 

Per un approfondimento sulle soluzioni disponibili nel mercato italiano è possibile leggere l’articolo http://www.hostingtalk.it/articoli/cloud-computing/10646/cloud-storage-le-migliori-soluzioni-nel-mercato-italiano

L’integrazione tramite API nelle applicazioni

Amazon Simple Storage è uno dei leader mondiali nella fornitura di spazio storage ad oggetti. Il modello utilizzato dai provider italiani ed europei citati è lo stesso di Amazon S3. Uno dei vantaggi maggiori di questo sistema di storage è la possibilità di accedere ad esso tramite API, ovvero poter implementare l’utilizzo del cloud storage direttamente tramite API. Molte startup moderne utilizzato i servizi di cloud object storage per poter salvare nella cloud i file degli utenti, dalle foto, ai filmati ai dati veri e propri.

 

Il vantaggio del Cloud Storage è la possibilità di pagare esclusivamente in base alla crescita dello spazio occupato, senza alcuna necessità di dover far scalare il sistema al crescere dei consumi: è compito del web hosting provider occuparsi di far scalare l’infrastruttura, anche per richieste molto alte di storage. Le API sono solitamente parte di una SDK utilizzabile con diversi linguaggi di programmazione, il che significa andare a implementare il cloud storage in qualsiasi tipologia di applicazione, sia webapp sia mobile, quest’ultimo è un ulteriore contesto dove lo storage dei dati utenti è un fattore realmente decisivo.

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