Cloud Storage: come viene utilizzato nel mondo

Il cloud storage è un modello di memorizzazione on line dei dati su una rete di server virtuali gestiti da un provider. Vediamo due casi d'uso scelti per differenti approcci al problema finale del cliente.

Come visto in una delle lezioni precedenti sul cloud storage, questa struttura rappresenta un modello di memorizzazione on line dei dati su una rete di server virtuali gestiti da qualcun altro. Le risorse sono virtualizzate secondo le richieste degli utenti, e poi rese loro disponibili come pools di dispositivi di storage. Ma sappiamo già come funziona, quello che interessa ora è mostrare due casi d’uso scelti per differenti approcci al problema finale del cliente, introducendo dapprima una differenza fino ad ora tralasciata, e vale a dire quella tra un object storage ed un block storage in ottica cloud. Sul mercato è possibile reperire molte soluzioni di storage diverse (per un approfondimento leggere l’articolo Cloud Storage, le migliori soluzioni per il mercato italiano) ed effettuare una scelta non è un’operazione banale.

Premesso che non esiste una soluzione ottimale, ma soluzioni che sono ottimizzate per un determinato scenario di utilizzo, la prima caratteristica da prendere in considerazione è come abbiamo detto la modalità di accesso che è possibile distinguerla in block level access e object level access.

Block Storage Device

Un block storage è sinonimo di SAN (Storage Area Network). Nella modalità Block Storage Device (BSD) i dischi remoti sono visti come dischi locali dalle applicazioni e dal sistema operativo ed i file sono esposti mediante un’interfaccia di basso livello simile ai tipici bus dati come SCSI o ATA ma accessibile dalla rete.

I client accedono ai dati attraverso il sistema operativo a livello di device, ciò significa che gli utenti possono accedere ai dati montando il dispositivo remoto allo stesso modo in cui monterebbero un disco locale, fisico (ad esempio, utilizzando il classico comando “mount” in Linux).  Poiché i dati sono gestiti con questa modalità l’utente è anche responsabile della creazione delle partizioni e della formattazione del disco e quindi della scelta del file system più opportuno. Lo stack di accesso allo storage si preoccuperà di gestire il trasferimento dei dati dal server al dispositivo di storage e ad organizzarli sul disco stesso.

Quale soluzione scegliere

Entrambe i tipi di dispositivi consentono di creare soluzioni ad alta disponibilità ma ci sono delle differenze che devono essere tenute in conto nella scelta dell’una o dell’altra soluzione, soprattutto se riportate in un ambiente cloud dove a causa dei ritardi di trasmissione dovuti alla “delocalizzazione” delle risorse possono accentuarsi.

La differenze sostanziali tra i due tipi di dispositivi sono riconducibili all’overhead di CPU che è molto basso nei dispositivi block storage soprattutto se confrontato con gli object storage, ed alla latenza di accesso che ancora una volta è molto bassa per i block storage devices e decisamente più elevata negli object storage devices.

Per grandi quantità di dati non strutturati, tipici per applicazioni di elaborazioni immagini in campo medico, film ed intrattenimento la natura del file system comporta una struttura gerarchica che può limitare la scalabilità (requisito essenziale per le applicazioni cloud) ed impattare le performances globali. In questi casi, anche supportati dalla maggiore familiarità che l’utente ha con i concetti di oggetto fotografico, video o audio mp3 e da una maggiore semplicità di gestione, gli object storage rappresentano la scelta da fare.

Come utilizza il Cloud Storage il CERN di Ginevra

Vediamo ora alcune soluzioni nella pratica che utilizzano il cloud storage per i propri dati. Uno dei casi che prendiamo in considerazione è rimbalzato agli onori della cronaca negli ultimi tempi soprattutto per l’importanza dei dati che verranno depositati sulla cloud, e per il fatto che chi tratta questi dati è uno dei maggiori centri di ricerca del mondo, ed il più importante al mondo per la fisica delle particelle, sto parlando del CERN di Ginevra. Proprio per l’importanza del cliente è evidente come sia una sponsorizzazione senza pari per i sostenitori del cloud.

Il Cern dopo accurati performance test ha annunciato che si servirà del cloud storage di Huawei (http://www.huaweidevice.co.in/cloud/), leader a livello mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e soluzioni di Ict.

La scalabilità del sistema di archiviazione è fondamentale per il CERN, proprio per il fatto che il laboratorio deve soddisfare la crescente domanda di archiviazione dei dati da parte dei suoi fisici. Questa forte crescita di dati da elaborare ha spinto il CERN a valutare nuove tecnologie di storage, appunto la cloud storage in grado di soddisfare i requisiti di scalabilità orizzontale, sicurezza, spazio e di performance in lettura/scrittura dei dati su larga scala richiesti dal laboratorio. Huawei, che vanta una competenza consolidata nel settore delle tecnologie di storage e può contare sui massimi esperti mondiali, è impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative nel cloud storage di prossima generazione, ed ha consegnato la sua soluzione.

 

Il grande vantaggio di questa scelta per il CERN è che si tratta di una soluzione con un’ innovativa architettura hardware e software, conforme ai requisiti di archiviazione su larga scala. Il sistema offre anche la manutenzione intelligente con opzione di auto-ripristino che consente di ridurre significativamente le spese di gestione, oltre a potenziare in modo efficace la disponibilità e l’affidabilità del sistema di archiviazione. I risultati del test di validazione hanno così dimostrato che questa soluzione è conforme alle richieste del CERN.

Swisscom e la soluzione di Ctera

Un’altra testimonianza di utilizzo di cloud object storage è quella fornita da Swisscom IT Services. Swisscom è classificato come uno dei principali provider svizzeri specializzati nell’integrazione e nella gestione di complessi piattaforme informatiche. Si tratta di una società interamente di proprietà della divisione Swisscom AG, leader svizzero nel settore telecomunicazioni. I quasi 3000 dipendenti di Swisscom forniscono di outsourcing IT a circa 400 imprese clienti in Svizzera, Lussemburgo, Germania, Austria e Singapore, questi numeri rendono la misura della capacità produttiva di questa società oltre che della necessità di quantità di spazio e complessità della propria infrastruttura per gestire tutti i dati di storage tra i dipendenti ed i clienti sparsi in tutto il mondo senza recare disagio per la distanza. Qual è stata la sfida di Swisscom? Swisscom IT Services ha voluto lanciare servizi di cloud storage per sfruttare i propri investimenti nell’object storage con un obiettivo ben preciso, creare servizi innovativi con il brand Swisscom per i propri clienti, con particolare attenzione alle tematiche di protezione dei dati, collaborazione ed accesso ai file da qualunque luogo. La spinta è stata quindi la ricerca di soluzioni che consentissero di estendere il cloud storage in una varietà di applicazioni business che fossero complete e ricche di funzionalità semplici da utilizzare e che avessero un rapporto qualità prezzo tale da giustificare l’investimento.

 

Swisscom IT Services ha scelto il Cloud Attached Storage di Ctera la soluzione ideale perché si tratta di una piattaforma di storage flessibile e che tramite l’applicazione  Ctera Portal integra su di una infrastruttura di storage ad oggetti.

 

 

 

Figura 2: CTera cloud attached storage
La soluzione di Ctera è usata da Swisscom per fornire tre diversi servizi brandizzati:

 

    • Managed Local File Storage: Una sostituzione del file server che utilizza le applicazioni di Ctera su richiesta dei clienti con una gestione centralizzata da parte di Swisscom ed il backup esterno dal cloud storage.

 

    • StoreBox: si tratta di un personal storage per le imprese. In sostanza si tratta di un servizio per un tipo di clientela che richiede file sarin sicuro per il proprio business, consentendo l’accesso ai file e la condivisione tra piattaforme diverse, come sistemi operativi per smartphone o tablet come l’iPad di Apple.

 

    • Enhanced backup: si tratta di un tipo di backup per ambienti cloud già esistenti e portato fuori dalla cloud, mediante una serie di “snapshot”, istantanee del sistema che sono poi mantenute per un determinato periodo di tempo

 

Per Swisscom, Ctera con la sua scalabilità, il supporto alla piattaforme più eterogenee e la possibilità di gestire l’infrastruttura su una combinazione di gateway per lo storage gestiti da Ctera e server gestiti direttamente da Swisscom, hanno garantito la flessibilità necessaria per lanciare diversi servizi e con un rapporto qualità prezzo altamente competitivo http://www.ctera.com.
Ctera

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