Linaro: i server ARM sbarcano nel cloud

Linaro ha presentato Developer Cloud, una piattaforma di servizi che consente di testare finalmente nel cloud un server ARM

Linaro e server ARM

Di server ARM e del rilancio dell’architettura nel mercato dei data center si parla ormai da diverso tempo. Gli analisti si aspettavano la riscossa degli unici competitor delle soluzioni x86  entro la fine del 2015, per poi rivedere le previsioni e saltare direttamente al 2016.

Ad oggi la situazione è abbastanza complessa: l’esordio di AMD nell’ecosistema ARM è stato ad esempio deludente. La serie Opteron 1100 non è riuscita infatti a rispettare le iniziali promesse rivelandosi interessante dal punto di vista dell’efficienza energetica ma non paragonabile alla concorrenza sul lato prestazionale – sembra che le risorse dell’azienda siano state dirottate sui prossimi processori Zen, scelta che ha portato ad inevitabili “tagli” al progetto Opteron originario.

Altri promettenti modelli, in grado di non sfigurare di fronte alle attuali controparti Intel di fascia medio-alta, vedranno la luce solo nel 2017, andandosi inevitabilmente a scontrare con le nuove revision Intel della famiglia Skylake – che alzeranno presumibilmente l’asticella prestazionale.

Linaro Developer Cloud ed ARM

L’interesse delle imprese nei confronti di ARM non è tuttavia sopito e Linaro (un consorzio di aziende che progetta software ed hardware per dispositivi basati su ARM) coglie intelligentemente l’occasione per mantenere alta l’attenzione del settore.

L’iniziativa, come suggerisce il nome, è mirata agli sviluppatori ed ha l’obiettivo di mostrare le potenzialità dell’architettura e convincere gli utenti più scettici. La piattaforma si appoggia al collaudato OpenStack ed attualmente può contare su alcune strutture in USA (Texas) e UK (Cambridge), alle quali si aggiungerano in futuro nuove infrastrutture in altrettante nazioni. I server, accessibili dal cloud, sono utilizzabili gratuitamente ed offriranno fino ad 80GB di storage, tre distribuzioni Linux tra cui scegliere (CentOS 7.3, Ubuntu 16.04 e Debian Jessie ARM64) e naturalmente un SoC ARM (a scelta tra le proposte Qualcomm, Huawei, Cavium e personalizzabili in base alle esigenze del caso).

Trattandosi tuttavia di un servizio gratuito sarà concesso solo a coloro che sono realmente intenzionati a sviluppare nell’ecosistema ARM, le applicazioni dovranno quindi superare un rigido iter di controllo prima di essere approvate.

 

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