Linux ed Open Source: l’esempio Comcast

Comcast ha spiegato perchè l'open source è alla base della complessa infrastruttura che offre servizi internet e video ad oltre 40 milioni di utenti

Comcast Center - Philadelphia (Flickr - kingfal)

Comcast Center – Philadelphia

Il portale Linux.com ha intervistato recentemente Mark Muehl, SVP Platform Technologies presso Comcast, per capire quali siano le motivazioni dietro alla scelta open source della compagnia statunitense (prima emittente via cavo del mondo per rendite e principale ISP del Paese dopo l’acquisizione di  AT&T-DirecTV).

L’infrastruttura dell’azienda, con oltre 40 milioni di utenti serviti nel 2015 (una ventina con servizi di banda larga ed i restanti con una piattaforma di contenuti multimediali via streaming), deve infatti gestire un quantitativo considerevole di dati che non accenna a diminuire: ad esempio il traffico via rete Wi-Fi Comcast è passato da 1.2 milioni di GB nel 2012 a 445.8 milioni di GB nel 2015 ; con il successo dilagante di servizi come HBO Now, Netflix, l’imminente realtà virtuale (costi permettendo lato utente) ci si aspetta un’ulteriore impennata.

Oltre ad un data center destinato alle applicazioni, Comcast si appoggia anche ad un complesso network distribuito: “L’open source ricopre attualmente un importante ruolo [nel nostro escosistema] e nella risoluzione delle problematiche dell’immediato futuro perchè molte di queste  [richiederanno un approccio ancora più agile e flessibile  nella gestione della rete].”

Alcuni dettagli sull’infrastruttura

“Comcast, come altre aziende, è assiduo utilizzatore di sistemi operativi Linux“. La compagnia, aggiunge sempre Muehl, predilige tuttavia l’impiego di distribuzioni non commerciali: Ubuntu e CentOS sono le due distro predilette dall’azienda.

Un altro pilastro dell’infrastruttura Comcast è OpenStack che, abbinato all’hypervisor KVM, è adoperato per task di orchestrazione: dal coordinamento di risorse storage e di rete fino al reindirizzamento della capacità computazionale (1 milione di CPU core virtuali) e delle memoria disponibile (circa 1 Petabyte). Per la gestione dei vari elementi dell’infrastruttura Comcast si affida inoltre ad Ansible. Nell’intervista sono anche citati Docker ed i container, definti come una delle più interessanti tecnologie open source del momento e che troveranno probabilmente impiego anche presso l’infrastruttura della compagnia.

Perchè open source

I principali motivi che hanno spinto l’ISP a privilegiare l’open source sono due: evitare il vendor lock-in ed avvantaggiarsi del supporto della community per la revisione e lo sviluppo dei progetti. Nel caso in cui vi sia un problema da risolvere, l’azienda si trova solitamente davanti a tre opzioni: intervenire direttamente con investimenti su team e risorse; affidarsi al vendor che proporrà una soluzione ad hoc; lavorare con la comunità open source.

In questo modo alcune delle risorse destinate alla ricerca e sviluppo possono essere reindirizzate su altri progetti: in generale il supporto della community offre più possibilità rispetto a quello del singolo vendor. Muehl ha comparato l’open source alla biodiversità: più il panorama tecnologico è diversificato e più è in salute – come un organismo, sarà in ottima forma e maggiormente resistente alle infezioni.

 

 

 

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