MemSQL punta su SQL per la gestione dei big data

In una intervista rilasciata a ReadWrite, il CEO di MemSQL spiega come a suo parere database SQL rappresentino il futuro dei big data

MemSQL punta su SQL per la gestione dei big data

Circa otto anni fa Apple introduceva il suo primo sistema operativo per smartphone. Nessuno avrebbe mai potuto pensare quanto l’iOS fosse in grado di scatenare un settore fiorente per gli sviluppatori. Sono state davvero molte le imprese e start-up che hanno preso vita grazie allo sviluppo di applicazioni per mobile. Con l’avvento di Android e Windows Phone questa categoria di imprese si è evoluta sempre più.

Ma qual è la prossima grande opportunità per gli sviluppatori dopo il successo ottenuto dalle app? Secondo Eric Frenkiel, cofondatore e CEO di MemSQL, la risposta potrebbe risiedere nei sistemi distribuiti.

MemSQL, una start-up americana con sede a San Francisco, potrebbe essere considerata un pioniere nel suo settore. Il suo obiettivo è quello di aiutare le aziende a gestire in modo rapido e preciso grandi volumi di dati. Eric Frenkiel, il suo cofondatore, è stato in passato un ingegnere di Facebook ed è un forte sostenitore dei sistemi distribuiti e delle banche dati basate su SQL, un linguaggio di programmazione a suo dire specializzato e familiare alla stragrande maggioranza degli sviluppatori. Recentemente Frenkiel è stato intervistato da Readwrite circa l’importanza di SQL e il suo ruolo nel prossimo futuro nella gestione dei big data.  Riprendiamo alcuni stralci dell’intervista per scoprire come mai il cofondatore di MemSQL abbia scelto di puntare proprio sul linguaggio SQL e quali vantaggi si aspetta da una decisione del genere.

I vantaggi di SQL rispetto ai sistemi NoSQL secondo MemSQL

Frenkiel ha affermato che la scelta di fondare MemSQL è scaturita dalla volontà di aiutare tutte quelle aziende che volevano rendere operativi i propri big data, diventando imprese real-time, senza però dover assumere eserciti di dottorati per scrivere il proprio software. Così nel 2011, non appena MemSQL è diventata operativa si è trovata a remare contro corrente: mentre la saggezza convenzionale portava all’utilizzo dei sistemi NoSQL per garantire maggiori prestazioni e scalabilità, MemSQL aveva scelto di optare proprio per il linguaggio SQL.

In quegli anni i big data venivano gestiti per mezzo di DBMS NoSQL come MongoDB e Cassandra, ma a detta di Frenkiel ognuno di essi porta in se degli svantaggi. Ad esempio MongoDB è un database eccezionale per realizzare app, ma è molto difficile da utilizzare in caso di ridimensionamenti e analisi di dati. Allo stesso modo anche Cassandra possiede i suoi vantaggi e svantaggi. Il database è meraviglioso in molti casi d’uso, ma quando si tratta di effettuare analisi di dati diventa molto complicato da dover gestire.

MemSQL ha scelto quindi di puntare su SQL, lavorando allo sviluppo di una soluzione scalabile in grado di acquisire i dati fino all’ultimo clic e gestire contemporaneamente analisi su tutti i dati.

MemSQL e a collaborazione con Mesosphere

L’azienda di Frenkiel ha stretto una partnership con Mesosphere, l’azienda che ha scelto di mantenere in esecuzione sul proprio DCO (Data Center Operating System) MemSQL. Il CEO ha affermato che con Mesosphere condividono lo stesso pensiero, essendo entrambi ardenti sostenitori dei sistemi distribuiti.

Secondo Frenkiel il DCO di Mesosphere è una piattaforma moderna ed evoluta in grado di generare diversi sistemi mainstream distribuiiti. L’obiettivo di MemSQL è quello di diventare la banca dati di punta e progetti come Mesos e Mesosphere rappresentano la giusta via per realizzare questo obiettivo. Secondo Frenkiel le aziende interessate ai sistemi distribuiti dovrebbero utilizzare Mesosphere per gestire tali sistemi, Kafka per gestire la messaggistica, Spark per la trasformazione e MemSQL a livello datastore. Tanti sono i casi d’uso nei quali è possibile sfruttare questo insieme di tecnologie, e vanno dal settore finanziario a quello social, dalla vendita online al supporto per i clienti e così via. MemwSQL è certa che il futuro dei big data dipenderà ancora da SQL.

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *