Mercato dei domini: i social media sono un pericolo?

I social media sono pronti a sostituire le classiche homepage? Un analisi del trend emergente destinato ad influenzare il mercato dei domini e l'advertising

 

Le homepage sono destinate a perdere l’importante ruolo che hanno avuto fino ad oggi sul Web. E’ questo uno dei possibili scenari futuri con il quale dovranno confrontarsi  tanto il mercato dei domini quanto
le aziende e, soprattutto, gli addetti alle campagne marketing: se la centralità acquisita dai social network è ormai cosa nota, il trend emergente evidenziato dal portale Business of Fashion (BoF) e ripreso da Domain Name Wire desta tuttavia una serie di interrogativi. Mercato dei domini e social media

Il caso di Clique Media Groupe è infatti emblematico: per il lancio del progetto online “Obsessee” l’azienda non ha realizzato, come ci si sarebbe aspettato
normalmente, un portale con articoli dettagliati, carrellate di immagini o una classica pagina con scroll infinito; i designer hanno semplicemente inserito un logo ed una decina di collegamenti alle principali piattaforme social del momento, dove sarà svolta l’attività editoriale “pilota”.

“Gen Z are not [visiting] dot coms” è stata la dichiarazione del CEO di Clique Media Groupe – ripresa anche dall’editorialista di Domain Name Wire (DNW) che esordisce: “vorrei fare notare che la notizia non parla di adolescenti che preferiscono i nuovi TDL al .com. Qui si parla di giovani generazioni che non visitano siti internet“.

Coloro che sono nati tra la metà fine degli anni ’90 ed il 2010 ed ai quali ci si riferisce anche con il termine “generazione Z” sembrano infatti non considerare più i classici portali, preferendo consultare direttamente uno dei tanti canali social disponibili in Rete: Facebook, Twitter, Snapchat (particolarmente celebra negli USA e ripreso dal titolo di una delle fonti “How Snapchat Killed the Homepage”) solo per citarne alcuni.

Prima di investire importanti cifre in un progetto, i publisher sembrano quindi intenzionati a sondare il campo sfruttando i social come punto di partenza; solo successivamente, come riporta BoF si passa (eventualmente) alla realizzazione di un portale vero e proprio. Come osserva DNW, affidarisi a siti di terze parti (i social) comporterà degli inevitabili costi legati al numero di utenti che accedono ai contenuti pubblicati. Il trend potrebbe avere inoltre delle conseguenze sull’industria dei domini in generale. 

Social e marketing

Il discorso finisce inevitabilmente per interessare anche il mondo dell’advertising online e del marketing. Ed è interessante notare che non si parla esclusivamente di un target giovane – il marchio di lusso Burberry ha recentemente lanciato una campagna pubblicitaria su Snapchat.

Business of Fashion riporta una dichiarazione di Nicholas Carlson (redattore capo di Business Insider) in merito: “i siti di interesse generale devono [essere presenti] dove c’è audience. E di questi tempi l’audience è nei social”. Secondo un recente studio pubbicato da Comscore a Marzo 2016, i dispositivi mobile occupano il 65% del tempo totale speso nei media digitali (Desktop al 35%): la transizione dai siti ai social media è la naturale conseguenza dello spostamento dei lettori dai Pc al mobile“.

Il sorpasso del mercato pubblicitario digitale ai danni di quello televisivo è previsto tra il 2017 ed il 2018, precisa l’articolo. Vedremo se le previsioni degli analisti si riveleranno corrette o meno.

 

 

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