Mercato dei domini: analisi del 2016 e prospettive per il 2017

Il portale DN Journal ha chiesto a 17 esperti di analizzare gli ultimi 12 mesi del mercato dei domini ed anticiparne i possibili trend nel 2017.

DN Journal ha pubblicato il consueto post dedicato al mercato dei domini nel quale si analizzano gli ultimi dodici mesi dell’industria e si delineano i possibili scenari/trend per il nuovo anno.

L’articolo di oggi è una sintesi che cerca di evidenziare le osservazioni ed intuizioni più interessanti dei 17 esperti interpellati dal portale. Per consultare il report completo in inglese vi rimandiamo al link a fondo pagina.

Cina: dal boom alla contrazione del mercato domini

Cina e mercato dei domini

Per quanto riguarda l’anno “appena” conclusosi, i temi che hanno animato l’industria dei domini sono essenzialmente due: la frenata del mercato cinese ed i gTLD ICANN. Il complesso e dinamico scenario orientale è stato raccontato con efficacia da George Hong (Presidente e CEO di Guta.com) che parte innanzitutto dal boom del settore nel 2015:

Bulk domain investment, buying and selling categories of domain names in batch without knowing/caring the exact domain names ahead of time, is a trend that got people’s attention in 2015 and continued in 2016″. 

Intorno alla pratica dell’acquisto e vendita in massa di domini, una pratica relativamente facile da effettuare come afferma lo stesso Hong in un commento successivo, si è sviluppato un redditizio ecosistema che ha portato la Cina ai vertici del mercato globale:

“Existing domain platforms came up with innovative ways to buy & sell domain in bulk while new domain platforms, specifically designed for bulk domain trading, came online one after another. Buying certain categories of domain names becomes as simple as buying stocks or bitcoins. […] As a result, more and more new investors and money are drawn to the domain market. At first, these contributed to the phenomenal surge in late 2015 and early 2016″.

La spinta generata dalle vendite/acquisti di massa si è tuttavia esaurita nel corso del 2016. E, osserva Hong, sono stati i medesimi fattori alla base del boom a causarne il successivo declino. L’allettante prospettiva degli ampi margini di guadagno in breve tempo ha convinto diversi investitori ad abbandonare i domini premium ed a “scommettere” sui domini bulk, prodotti slegati dal “mercato reale”.

Hong definisce l’investimento in domini bulk come una mera pratica speculativa, una scommessa che può si procurare sostanziosi ROI ma, più di frequente, ingenti perdite di denaro. 

“Few people make huge ROI in a short period of time, while most people suffer losses. The big losses cause people to lose confidence in the domain market as a whole”.

gTLD: successo o fallimento?

Nuovi gTLD

Altro popolare e diviso tema è quello dei gTLD, le estensioni destinate rilanciare e scuotere l’intera industria dei domini. A distanza di due anni dal loro esordio le opinioni degli addetti ai lavori sono contrastanti. Mike Mann (investitore, fondatore DomainMarket.com) avanza le critiche più dure:

The utter failure of the gTLD fad has been punctuated by the .blog launch, which had almost no consumer interest, even though it’s one of the best, comparable to the other best, .web .app .store – but I don’t see anyone using those so far either, or any of the thousand+ others, except scammers and spammers and long shot speculators“.

I vecchi e rodati TLD, tra i quali spicca il solito .COM, restano sempre l’alternativa migliore, tanto per gli investitori quanto per gli utenti finali, prosegue Mann.

“All Fortune 500 companies still prefer .Com; plus America’s other top executives and best marketers, and will never have a good cause to change, so won’t. […] There are seemingly endless .Coms for sale on the secondary market for fair prices. Plus longer or more creative .Com can still be registered super cheap, that are better brands than almost any gTLDs, and less expensive“.

Quanto appena detto viene confermato, seppur con toni meno duri, anche dalle osservazioni di Kate Buckley (fondatrice di Buckley Media Group). La diffusione dei gTLD, dichiara, non porterà ad altro che al consolidamento ed all’aumento di valore dei domini .COM premium. 

“The reasons are many, but two of the most important are 1) dot-com has a long term “trust” factor and 2) the public always defaults to dot-com when trying to recall or share a domain name. […] It’s basic branding and marketing”.

Altri opinionisti vedono invece nei gTLD enormi potenzialità dichiarandosi soddisfatti di quanto visto nel 2016. Paul Stahura (CEO Donuts .Inc) afferma che il più significativo trend del 2016 è stato la crescita di oltre il 200% per le registrazioni dei gTLD che hanno raggiunto quota 27 milioni.

“The utility of these names has been solidly proven and they now are in use by the world’s top brands and organizations”.

Per Ilze Kaulins-Plaskacz (fondatrice ExcellentDomains.ca), definita come una scettica della prima ora nei riguardi dei gTLD, le più recenti estensioni ICANN hanno avuto indubbiamente un impatto sul mercato:

“You don’t need a crystal ball to see that the new gTLDs have made an impact on our industry and will continue to do so in 2017. […] Anyone who knows me knows that I was never a fan of the new extensions. I feel ICANN has fragmented and diluted the market, without lending any significant marketing support. However, there seems to be a strong upward trend with the new gTLDs, but how long it will last cannot be predicted”.

Mercato dei domini: previsioni per il 2017

In questa seconda parte suddivideremo le previsioni degli esperti in tre gruppi. Nell’ordine i primi due saranno dedicati ai temi del 2016 (Cina e gTLD) mentre l’ultimo ad “intuizioni” varie legate ad altre questioni.

  • A discapito del rallentamento del mercato interno, la Cina non può ancora essere considerata come “fuori dai giochi” ed è probabilmente destinata ad incidere nuovamente sulle sorti dell’industri dei domini.
  • Gli investitori cinesi rivolgeranno la loro attenzione a domini rivendibili con più facilità agli utenti finali.
  • Ci saranno diverse vendite d’alto livello per alcuni gTLD e domini .COM e .NET.

 

  • Importanti provider come Sedo e GoDaddy dedicheranno più tempo e risorse alla promozione dei gTLD.
  • Alcune estensioni “fortunate” come .club e .vip continueranno a crescere a discapito di altre considerate di nicchia.
  • Diversi attori usciranno dal settore gTLD a vantaggio di aggregatori come Donuts ed Uniregistry. Gli investimenti caleranno.
  • Il mercato gTLD vedrà il consolidamento di alcuni asset e la cancellazione di altri. Cambieranno inoltre le strategie (marketing e narrative) delle imprese che operano nel settore.

 

  • Una maggiore sensibilità del pubblico al tema della privacy online ed un parallelo tentativo del governo (USA ndr) di accedere ai dati delle compagnie private.
  • .COM continuerà a dominare il mercato. La domanda di estensioni premium è destinata ad aumentare sensibilmente.
  • “We’ll continue to see one and two character domains selling well in the aftermarket, particularly across non .com TLDs. Expect to see high value .net, .org and gTLD sales in this category – probably into the Chinese market.” (Braden Pollock Legal Brand Marketing LLC)
  • Il mercato indiano è un mercato potenzialmente redditizio da tenere sotto stretta osservazione.
  • Il rinnovo del contratto Verisign per la gestione dell’estensione .NET è un altro evento da tenere sotto osservazione.
  • I browser saranno utilizzati con meno frequenza dagli utenti che preferiranno rivolgersi agli “assistenti intelligenti” dei propri smartphone. Ciò danneggerà il mercato dei domini.

 

Fonte

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *