Microsoft abbandona i data center container

Il modello non è più in grado di soddisfare le esigenze di crescita della piattaforma cloud. La soluzione di Microsoft si chiama colocation.

Microsoft abbandona i data center container

Uno dei primi modelli ITPAC, da notare il nome riportato sul container: Windows Azure.

Le aziende che lavorano nel settore dei servizi colocation hanno un potenziale nuovo cliente: Microsoft. Secondo quanto dichiarato da Kushagra Vaid (general manager for hardware infrastructure, divisione enterprise) in una recente intervista, la compagnia avrebbe infatti abbandonato definitivamente la strategia dei data center container per puntare esclusivamente sulla colocation.

Redmond chiude in questo modo un ciclo di sperimentazioni e ricerche (si sono susseguite varie “generazioni” di container, più recentemente è da ricordare invece il curioso test sul fondo dell’Oceano) avviato già nel 2010 con l’installazione di alcune unità ITPAC (IT Pre-Assembled Component) presso i data center nello stato di Washington ed in Virginia. L’evoluzione della strategia infrastrutturale è stato riassunta chiaramente da Kushagra: dal 2010 al 2014 un mix di data center container, proprietari e colocation; dal 2014 ad oggi prima la standardizzazione dell’hardware (server) impiegato dalla compagnia (con soluzioni custom “fatte in casa”, sul modello Facebook o Google, e non fornite da terze parti, come ad esempio DELL) e poi il progressivo abbandono degli ITPAC.

La standardizzazione del design delle macchine si è rivelata un passaggio fondamentale ma applicarla anche agli ITPAC non avrebbe avuto molto senso, ha sottolineato l’intervistato. Le mutate esigenze di Microsoft in ambito cloud computing ed i ritmi di crescita insostenibili per il modello ITPAC ne hanno decretato l’abbandono. Gli sforzi del team si sono quindi orientati su un design ottimale tanto nell’impiego in data center proprietari che in leasing.

Buona parte della capacità computazionale a disposizione di Microsoft è impiegata per mantenere operativa ed efficiente la piattaforma Azure ed Office365, entrambi in forte ascesa. Per stare dietro alla rapida crescita della domanda, Redmond non ha badato a spese, come riporta lo stesso portale Data Center Knowledege: nel 2015 ed esclusivamente in relazione al Nord America sono stati siglati tre leasing per una capacità totale prossima ai 30 Megawatt, ai quali si sono affiancati nel primo trimestre 2016 ulteriori 47 Megawatt.

L’esperienza mutuata in questi anni non è andata comunque persa, ha concluso Kushagra: i container sono stati utili per capire come ottimizzare al meglio gli spazi e distribuire con più efficacia l’energia, un know how importante confluito direttamente nello studiodel nuovo design per la colocation.

 

Facci sapere cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *