Microsoft si prepara ad adottare soluzioni ARM

Microsoft sta testando una variante ARM di Windows Server e si prepara ad introdurre le soluzioni basate su questa architettura nei propri data center

Project Olympus – variante Intel. Ma si potrà optare anche per ARM ed AMD.

Microsoft ha sviluppato una variante di Windows Server destinata a sistemi che utilizzano processori ARM. L’OS è stato realizzato in collaborazione con due note aziende dell’ecosistema ARM, Qualcomm e Cavium. Redmond si appresta inoltre ad introdurre soluzioni ARM nei propri data center. Quando queste entreranno effettivamente in produzione non è dato saperlo ma Jason Zander (vice presidente della divisione cloud Azure) conferma al portale Bloomberg che sono attualmente in corso vari test di valutazione dei chip (motori di ricerca, machine learning, storage, big data).

La notizia è sicuramente importante per tutti coloro che aspettano da anni il “vero esordio” di ARM in ambito data center e mette ulteriormente sotto pressione Intel, già minacciata dal ritorno di AMD sulla scena – il processore “Naples” (32 core e 64 thread), la prima soluzione dell’era Ryzen destinata al mercato server, mette infatti in discussione il primato prestazionale degli Xeon portando della sana competizione in un’industria atrofizzata da troppo tempo.

Project Olympus ARM

Project Olympus: nell'ecosistema sono presenti anche aziende che producono soluzioni basate su architettura ARM

Le varie aziende dell’ecosistema “Project Olympus”

Lo “scoop” di Bloomberg è arrivato ieri, poco prima dell’importante Open Compute Project (OPC) Summit di Santa Clara nel quale la compagnia ha rivelato nuovi dettagli sui propri  server “custom” Olympus. L’ambizioso progetto, il cui design “open source” lascia libertà totale ad eventuali aziende interessate nell’adottarlo, si avvarrà della collaborazione di numerosi produttori di hardware.

In base a quanto dichiarato da Kushagra Vaid (Azure Hardware Infrastructure) sul blog ufficiale “This is the first OCP server design to offer a broad choice of microprocessor options fully compliant with the Universal Motherboard specification to address virtually any type of cloud computing workload“.

E nella “vasta selezione di microprocessori” figureranno anche soluzioni ARM come confermato dall’infografica dedicata all’ecosistema Olympus e dalla seguente frase: “We have also been working on a long-term project with Qualcomm, Cavium, and others to advance the ARM64 cloud servers compatible with Project Olympus.”

La risposta di Intel

Project Olympus riconferma l’intenzione degli “hyperscale provider” (AWS, Google etc.) di rendersi indipendenti dai server ed hardware vendor (Intel, per via della scarsa concorrenza, ha potuto “gestire liberamente” i prezzi di listino tanto nel settore server quanto consumer) e puntare a soluzioni più efficienti ed economiche.

Se tuttavia per componentistica storage e networking si è passati già da alcuni anni ad hardware “non di marca” e custom, per i processori la situazione è rimasta “congelata” all’era Intel – i cui prodotti sono effettivamente adoperati nella quasi totalità dei data center.

L’endorsement di Microsoft all’architettura ARM, che potrebbe cambiare gli equilibri di mercato, ovviamente non sul breve termine, non sembra in ogni caso impensierire Intel che ha rilasciato in merito una dichiarazione “da manuale”:

“We operate in a highly competitive market and take all competitors seriously. We are confident that Xeon processors will continue to deliver the highest performance and lowest total cost of ownership for our cloud customers. However, we understand the desire of our customers to evaluate other product offerings.”

 

Fonti: 1, 2, 3

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