Microsoft WPC 2016: le novità più importanti

Dal palco di Toronto Microsoft ha parlato anche di cloud: Office 365, Azure Stack, Windows Server 2016 e Windows 10 cloud. Ecco le principali novità

WPC 2016

In questi giorni si sta tenendo a Toronto la Worldwide Partner Conference 2016 Microsoft (10-14 Luglio). L’azienda, che sec0ndo la stampa specializzata sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante nel settore enterprise cloud, ha colto naturalmente l’occasione per mostrare alcune delle sue “carte” migliori alla platea.

L’arrivo sul palco di Tim Compos (CIO Facebook) è stata probabilmente una di queste: il guest d’eccezione ha sottolineato come gli oltre 13.000 impiegati della compagnia utilizzino quotidianamente Office 365 per collaborare e comunicare tra loro. Un lancio perfetto per il successivo discorso di Scott Guthrie (Executive Vice President of the Cloud and Enterprise Group) che ha posto l’accento sull’esperienza di Microsoft in ambito enterprise: “Non si tratta solo di tecnologia; abbiamo decenni di esperienza [alle spalle]; [Microsoft] conosce molto bene il cloud enterprise”.

Il successo di Office 365, ha spiegato Guthrie, deriva dal fatto di aver saputo rispondere alle mutate esigenze di produttività delle aziende, influenzate da una serie di fattori come il telelavoro e le richieste dipendenti più “giovani” (i cosidetti millennials esigono soluzioni in grado di funzionare in qualsiasi luogo e su ogni device). Attualmente il servizio Microsoft può infatti contare su un bacino d’utenza attiva mensilmente di 70 milioni di persone.

Cloud: le finestre di lancio per Windows 10 Cloud, Windows Server 2016 ed Azure Stack

Un altro annuncio di peso ha chiamato direttamente in casa l’ultima release del noto sistema operativo che, da autunno 2016, sbarcherà anche nel cloud con una modalità di sottoscrizione mensile (7$ per postazione) accessibile dal programma Cloud Solution Providers Partner. In attesa di ulteriori informazioni su Windows 10 Cloud, la stampa ipotizza come molto probabile la release in occasione dell’annuale evento Ignite (26-30 Settembre ad Atlanta).

E sempre alla prossima convention di Atlanta si assisterà al lancio di Windows Server 2016System Center 2016. Microsoft ha anche specificato come saranno supportati i nuovi prodotti dopo il lancio ufficiale: le installazioni complete dell’OS e le varianti Server Core (installazioni minimal) garantiranno la classica formula 5+5, ovvero cinque anni di supporto completo (implementazione di nuove funzionalità e bug fix/aggiornamenti) ai quali seguiranno altri cinque di supporto esteso (solo bug fix ed update).

Nano Server, la variante dotata dei servizi base ed ancora più “leggera” delle Server Core, avrà invece un trattamento differente: oltre a richiedere la software assurance agreement for production deployments”, sarà aggiornata due o tre volte all’anno (procedura manuale e non automatica) in quanto “legata” agli update della versione CBB (Current Branch for Business) di Windows 10, sulla quale le funzionalità della versione “mainstream” giungono dopo sei mesi. Anche il supporto sarà limitato perchè garantito solo per l’ultima e penultima versione CBB rilasciata. In questo modo, osserva la stampa specializzata, l’impiego di Nano Server sarà destinato almeno in un primo momento solo a specifici casi di utilizzo (cloud deploy, container).

Azure Stack, la soluzione per ambienti cloud ibrido di Microsoft, non arriverà nella seconda metà del 2016 ma bensì nel 2017. Azure Stack è una variante della nota piattaforma cloud che, nei piani iniziali dell’azienda, doveva servire alle aziende per allestire “in casa” la propria piattaforma Azure, in modo da familiarizzare con quest’ultima e testare applicazioni/workload che poi sarebbero stati spostati nella piattaforma pubblica Azure.

In linea di massima gli obiettivi di Azure Stack restano invariati ma a Redmond si è deciso di lasciare meno libertà d’azione alle aziende rendendo Stack unicamente disponibile su sistemi assemblati da hardware partner selezionati (al lancio Dell, Hewlett-Packard Enterprise, Lenovo). Il cambio di rotta è stato giustificato con la volontà di facilitare il più possibile le operazioni di deploy, traguardo facilmente raggiungibile grazie ad hardware approvato e testato precedentemente dai vendor.

 

 

 

 

 

 

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