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| BackupBackupify, il backup della cloud: buoni motivi per un backup di Gmail, Flickr, Twitter...
di Stefano BellasioQuale dovrebbe essere il motivo per fare il backup del vostro account Google, delle email contenute in Gmail o delle foto contenute all'interno di Flickr? Sono servizi che hanno convinto gli utenti che i loro dati sono perennemente al sicuro, in qualche parte del mondo, in uno dei tanti data center, che fra le altre cose replicano e distribuiscono i nostri dati. Eppure il caso di account Gmail cancellati o chiusi non mancano, lo stesso di dica per gli altri servizi del web moderno. Tutto finisce nella cloud ma nel caso di perdita di dati nulla può restituire agli utenti i file persi, e nei mesi scorsi non sono mancanti esempi importanti, come quello di Microsoft.
La startup Backupify, online da Giugno 2009, ha puntato proprio su questo aspetto, creando un servizio che permette di fare il backup di numerosi servizi online, alcuni dei quali molto popolari:
- Gmail
- Flickr
- Photobucket
- Google Docs
- Zoho
- Basecamp
- Wordpress
- Blogger
- Hotmail
- Delicious
- FriendFeed
Il compito di questa compagnia è proprio quello di fornire uno strumento per backuppare i nostri account nei diversi servizi in rete. Un modello che inizialmente ha visto l'uso di tariffe mensili, ma che ora dovrebbe rivoluzionarsi all'insegna del gratis, per consentire al servizio di guadagnare nuovi utenti, oggi sono solo in 3000. Fino al 31 Gennaio 2010 gli account pro della compagnia verranno offerti gratuitamente, per poi passare ad un nuovo modello di abbonamento nel corso del nuovo anno.
La compagnia utilizza Amazon S3 per il backup dei dati degli utenti da diversi servizi online e permette di salvare i dati in formato XML, senza ovviamente alcuna possibilità di restore diretto degli stessi nei servizi. Solo per Twitter vi è la possibilità di esportare il proprio account sotto forma di PDF, in modo tale da avere uno storico di quanto scritto nel social network. Ad oggi i servizi che vengono maggiormente backuppati sono Twitter e Flickr, seguiti da Gmail.
L'idea della startup è sicuramente degna di nota e si colloca perfettamente in un momento storico dove i dati degli utenti sono sempre più "in pericolo" e nelle mani di decine di compagnie. Unica nota negativa: anche la startup si appoggia ad un servizio cloud come S3 di Amazon, anche qui la possibilità di un "disastro" non è mai troppo remota, anche se utenti ed esperti continuano a pensare il contrario.