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MySQL si sposta nella cloud, ovviamente in quella di Amazon

di Stefano Bellasio
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Ora tocca ai DBMS, e il primo a sbarcare nella cloud di Amazon è il più famoso, e non a caso il più utilizzato nel web: MySQL. Nella giornata di ieri la compagnia pioniera del cloud computing ha lanciato Amazon RDS, un "hosted MySQL", con le stesse potenzialità e servizi che offre il DBMS se installato in un proprio server.

Le istanze di MySQL sono attivabili immediatamente, come gli altri servizi di Amazon, e consente di usufruire del servizio ad un costo che parte da 0.11 cents per ora di utilizzo, in riferimento alla istanza di taglio più piccolo offerta. In questa versione, small, viene fornita una istanza con 1.7 GB di memoria RAM dedicata, per arrivare alla versione con 68GB di RAM dedicata, al costo di 3.10 dollari per ora. Si tratta ovviamente di un passo avanti del tutto naturale per un servizio come Amazon, che ad oggi copre computazione e storage, con EC2 e S3.

Il database di Amazon scala automaticamente al crescere della richiesta sui server? La risposta è no, non lo fa automaticamente, sono le nostre applicazioni che devono usare le API del servizio di Amazon per "allargare" le istanze o utilizzarne, al volo, di nuove. Jeff Barr, Evangelist di casa Amazon, fornisce sul suo blog aziendale i primi esempi di utilizzo di Amazon RDS, mentre Werner Vogels spiega cosa ci sia realmente nelle idee di Amazon dietro il servizio RDS.

Da notare come venga reso disponibile anche un servizio di backup e di storage collegato al servizio, e ovviamente la banda utilizzata viene tariffata come tutti gli altri servizi AWS di Amazon.

 

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Wednesday 28 October 2009