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VMware e cloud computing: la sfida al resto del mercato e i dubbi su Microsoft

di Stefano Bellasio
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La prossima settimana prende il via Structure 2010, la conferenza annuale dedicata alla discussione sulle tecnologie del momento nel mondo server, cloud computing e in generale dedicato alla gestione di grandi infrastrutture di rete. Negli ultimi anni le conferenze di questo genere stanno crescendo rapidamente, suscitando quindi molto interesse sia fra le aziende del settore sia fra i professionisti, che spesso trovano in questi eventi buone occasioni per nuovi business. 

GigaOM anticipa uno degli ospiti più interessanti della conferenza: Paul Maritz, CEO di VMware. La compagnia in questi anni ha conquistato il mercato della virtualizzazione, forte di un prodotto altamente competitivo, ora però che il mercato vede di buon occhio anche soluzioni come XenServer di Citrix, a Palo Alto stanno facendo di tutto per spingere il proprio prodotto nella cloud, e focalizzarsi sull'offerta della piattaforma, vCloud, e del framework, ovvero del software, che possa girare su di essa senza alcun problema, e da qui l'acquisizione di SpringSource. Maritz guarda a due colossi che hanno difficoltà con il cloud computing, Oracle e Microsoft. Ma mentre la seconda ha di fatto una strategia definita per questo switch, Oracle sembra essere l'azienda che più di tutte vuole continuare a lavorare con propri prodotti e infrastrutture, forte anche di un'acquisizione come Sun Microsystems che le fornisce hardware e tecnologie dedicate. 

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Secondo l'ex manager di Microsoft, sarà il cloud computing a imporre la svolta più forte nel mondo tecnologico e a imporre dei tasselli stringenti per le compagnie che non capiranno da subito come modificare il loro business in favore di questo cambiamento. Finisce di fatto l'era client-server e si apre una era in cui quasi tutto è online: lodevole la mossa di Microsoft per portare Office nella cloud; oggi nessuno acquista più software per usarlo semplicemente sulle proprie macchine. Mirare al data center è stato il primo passo di VMware, il secondo è quello di imporsi anche nelle piattaforme, e qui si tratta di un gioco da grandi. Fino a quando VMware ha venduto software di virtualizzazione non ha creato competizione con nessun competitor del mondo dello sviluppo di servizi e software enterprise, ora però quel che tenta di fare Maritz è realizzare un ecosistema completa, tanto che assume valenza la definizione di vSphere come sistema operativo

Secondo Maritz sono i frameworks i pezzi più importanti del puzzle nelle aziende di oggi, e entrare in questo business forti di avere esperienza anche nella gestione di grandi ambienti virtuali, non può che decretare il successo di VMware. La virtualizzazione è ora un punto di partenza e non più un traguardo, è tempo di focalizzarsi sui servizi e sull'espansione, consapevoli però che Microsoft non starà a guardare, tanto meno chi ha realizzato un business ben più ampio di VMware, come Oracle. 

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Friday 18 June 2010