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| Cloud ComputingSite5 entra nel mondo del cloud hosting, almeno sulla carta
di Stefano BellasioCome può una compagnia che da sempre opera nel mercato overselling riposizionarsi nel mercato con un prodotto cloud, per definizione un prodotto che dovrebbe essere ben distante dall'overselling. La possibilità c'è, ma solitamente è controproducente per via del target di clienti di queste grandi compagnie: Site5, uno degli shared hosting provider più grandi del mondo, ha appena lanciato una nuova offerta di cloud hosting, con canoni tutt'altro che bassi e soprattutto risorse molto inferiori a quelle che solitamente vengono proposte nei piani di shared hosting.
La compagnia ha cercato di proporre una offerta incentrata sulla possibilità di avere completa ridondanza hardware nel caso avvenga un downtime sulle proprie macchine, sia per quanto riguarda il webserver, sia per la gestione della posta elettronica. Il prezzo di partenza è di 22 dollari mensili per il piano base, 2 GB di spazio web e 50 GB di traffico per un massimo di 10 siti web ospitabili. Una offerta che non si posiziona certo tra le migliori soluzioni del mercato, ma che di fatto rappresenta una novità abbastanza importante per il mercato americano, dove la maggioranza dei pacchetti venduti è un piano overselled di Dreamhost, Hostgator e decine di altre compagnie. Dalla descrizione del servizio non trapelano informazioni sulla struttura tecnica, se non una separazione di server e storage che poco avrebbe realmente di cloud se non un mero marketing. Utile ricordare che solitamente le soluzioni di cloud hosting devono funzionare su una piattaforma virtuale con risorse allocate al singolo utente, in modo garantito, in modo da poter scalare facilmente quando necessario. In questo caso non vediamo nulla di tutto ciò, non capendo dove sia la necessità di definire come cloud l'offerta.
Il mercato italiano, così come quello europeo, hanno saggiato la bontà del modello cloud nell'hosting shared con Seeweb Cloud Hosting e con Cloud.bg, attualmente due offerte che abbiamo avuto modo di vedere da vicino e che hanno già mostrato pregi e difetti di queste soluzioni. Si nota tuttavia come il modello dello shared hosting continui a rappresentare una forte attrattiva anche per le compagnie più grandi, intenzionate a sviluppare il prodotto garantendo ai clienti sempre un servizio managed ma con maggiore uptime.





